Immagine di sfondo della pagina Turismo congressuale, l’Italia resta prima in Europa e seconda nel mondo secondo ICCA
20 maggio 2026

L’Italia si conferma nel 2025 al primo posto in Europa e al secondo a livello mondiale per numero di congressi ospitati. È quanto emerge dalla nuova classifica ICCA (International Congress and Convention Association), presentata a Francoforte durante IMEX.

Secondo i dati diffusi dal Ministero del Turismo, il comparto della meeting industry ha generato un impatto economico diretto di quasi 15 miliardi di euro, consolidando il ruolo del Paese tra le principali destinazioni globali del turismo congressuale.

“Bella notizia. Avanti così”, ha dichiarato il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi commentando i risultati della classifica.

Tra le principali voci di spesa figura l’alloggio, che rappresenta il 44,6% del totale per un valore di 5,12 miliardi di euro, in crescita del 36,5% rispetto al 2023. Seguono i trasporti nazionali e regionali con 2,61 miliardi, la ristorazione esterna con 1,80 miliardi e i trasporti locali con 555 milioni. La spesa media giornaliera per partecipante raggiunge i 243 euro, che salgono a 301 euro per gli eventi di più giornate.

Nel 2025 sono stati ospitati in Italia 368 mila eventi in 5.590 venue, generando un valore diretto di 3,36 miliardi di euro (+19,5%). Le principali voci di spesa riguardano catering e ristorazione interna, allestimenti tecnologici e affitto degli spazi.

Secondo il Mitur, la crescita del comparto è sostenuta da tre fattori principali: sostenibilità, tecnologia immersiva e bleisure, ovvero la combinazione tra viaggio d’affari e tempo libero. Elementi che stanno contribuendo a rafforzare il posizionamento dell’Italia come destinazione congressuale internazionale.

Sul fronte delle città, Rome entra stabilmente nella top 10 globale con 114 eventi ospitati nel 2025, mentre Milan si conferma punto di riferimento per i congressi corporate e l’innovazione tecnologica con 100 eventi. Seguono Bologna con 43 eventi e Florence con 38. Il Ministero sottolinea inoltre il valore del modello policentrico italiano, capace di attrarre congressi non solo nei grandi hub urbani ma anche nelle città d’arte e nei poli fieristici distribuiti sul territorio.

Per il 2026 la sfida indicata dal Mitur sarà il rafforzamento dei collegamenti ferroviari ad alta velocità verso i centri minori, con l’obiettivo di estendere ulteriormente i benefici del turismo congressuale su scala nazionale.

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