Immagine di sfondo della pagina A Milano al via la BIT 2026: esperienze, relazioni e innovazione al centro del turismo
10 febbraio 2026

Torna la BIT, la fiera internazionale del turismo di Fiera Milano, con un concept rinnovato che mette al centro il visitatore e trasforma ogni incontro in esperienza e opportunità di business. Al cuore della manifestazione il Travel Makers Fest, con workshop, talk e contenuti su sostenibilità, innovazione, mobilità e formazione, e Future Travel Minds, dedicato a giovani professionisti e startup. L’area espositiva si articola in sei distretti tematici – Italy, World, Travel Expert, Hospitality, Innovation e Transportation – con cluster su lusso, sport, food e spiritualità. Gli appuntamenti Straight to the Point offrono incontri mirati tra domanda e offerta, rendendo BIT 2026 una piattaforma aperta di confronto, networking e ispirazione per tutta la filiera turistica. Ne abbiamo parlato con Emanuele Guido, Head of Home, Fashion and Leisure Exhibitions di Fiera Milano.

 

BIT 2026 introduce cluster come lusso, sport, spiritualità e food. Quali vantaggi porta questa organizzazione agli operatori e alle destinazioni per costruire relazioni e creare nuove opportunità di business?

 

Con il nuovo concept di quest’anno, che rivoluziona l’approccio all’industria partendo non dal prodotto, ma dalle persone, questo approccio diventa ancora più evidente e più efficace.L’idea di questi cluster nasce da una riflessione molto concreta sulle motivazioni più forti tra i nuovi viaggiatori. C’è chi viaggia per una passione sportiva, chi per un’esperienza gastronomica, chi per un percorso più intimo o spirituale. Dare evidenza a questi focus nell’ambito di BIT significa aiutare operatori e destinazioni a incontrarsi su un terreno comune, fatto di valori e interessi condivisi.Questo rende le relazioni più naturali e più efficaci. Non ci si incontra genericamente, ma perché si parla la stessa lingua e si guarda allo stesso tipo di viaggiatore. I cluster, inoltre, dialogano con i contenuti del Travel Makers Fest e con i momenti di matching, trasformando l’affinità tematica in collaborazioni concrete.

 

La manifestazione si svolge durante i Giochi Olimpici invernali. Quali strumenti offre BIT per valorizzare le destinazioni italiane e attrarre flussi legati agli eventi olimpici?

 

Quella di BIT 2026 sarà una situazione davvero unica. Nei giorni della manifestazione, il polo di Fiera Milano vivrà un inedito incrocio tra sport e business: i padiglioni del Milano Ice Park ospiteranno le gare di hockey e pattinaggio di velocità, mentre a pochi metri di distanza migliaia di operatori turistici si incontreranno per BIT. Un’edizione senza precedenti, che coniuga l’energia dei Giochi con la vitalità di una piattaforma internazionale come BIT. Sarà soprattutto attraverso i contenuti del Travel Makers Fest, l’innovativo format di incontri al cuore della manifestazione, che questa straordinaria simultaneità diventerà anche un’opportunità per valorizzare destinazioni e flussi in ottica di turismo sportivo e,  più in generale, dei grandi eventi. Si ragionerà per esempio su come trasformare la legacy di un grande evento come i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina in valore duraturo per i territori. Un esempio è il talk “L’onda lunga degli eventi sportivi nelle città olimpiche. Milano-Parigi-Barcellona”, che mette a confronto esperienze e strategie per capire cosa resta dopo la cerimonia di chiusura.

 

Il Travel Makers Fest punta sull’esperienza immersiva dei visitatori. Quali dinamiche favorisce la manifestazione tra espositori, professionisti e stakeholder per stimolare idee e progetti concreti?

 

Oggi, sempre di più, nel turismo sono protagonisti i contenuti, che dunque non si possono più limitare ad affiancare la parte espositiva, ma devono diventare il suo centro. Il Travel Makers Fest è proprio questo. Un’anima contenutistica che mette al centro le persone e le relazioni, andando al di là del business per diventare il fil rouge di un nuovo modo di apportare valore a tutta la filiera. Un luogo in cui le idee possono circolare, essere messe in discussione e trasformarsi in progetti. Da qui nasce il Travel Makers Fest, che per noi è il vero sistema nervoso di BIT 2026.Al Fest, il main stage e piazze tematiche creeranno occasioni di confronto continuo tra chi costruisce l’offerta, chi racconta i territori e chi sviluppa servizi e tecnologie. Non è un palco da cui “si spiega”, ma uno spazio in cui si dialoga.Un esempio di come il Fest metterà al centro le persone è l’attenzione a specifici target, come la Gen Z. Una delle tendenze che si nota in questo segmento è il ritorno al viaggio organizzato, ma in una forma più autentica e personalizzata. Nell’incontro Il futuro del turismo e gli impatti per il turismo organizzato, tre protagonisti del settore come Astoi Confindustria, Accenture e Accenture Song metteranno in scena un confronto sui nuovi scenari e dinamiche che stanno trasformando questa esperienza di viaggio, mentre il talk a cura di FTO Perché il turismo organizzato crea valore per tutta la filiera del turismo vedrà gli associati evidenziare i benefici concreti come sicurezza, qualità, sostenibilità.

 

La sostenibilità è al centro di talk, distretti e iniziative del Fest. Quali risultati concreti emergono da questi incontri?

 

A BIT la sostenibilità è una chiave trasversale che attraversa tutta la manifestazione, dai contenuti del Travel Makers Fest fino alle proposte presentate nel percorso espositivo, e che riguarda il modo in cui viene progettato, vissuto e gestito nel tempo il turismo.

Un esempio concreto è il BIT Mobility Forum, che affronta la mobilità sostenibile come parte integrante dell’esperienza di viaggio. Qui si parla di turismo slow, di intermodalità, di accessibilità delle aree interne e di come treni, ciclovie, hub e servizi possano contribuire a distribuire meglio i flussi e a rendere il turismo più equilibrato e meno impattante. La mobilità diventa così una leva per valorizzare l’Italia diffusa e per costruire esperienze più coerenti con i territori. Anche molti talk del Travel Makers Fest mettono al centro temi come turismo lento, rigenerazione dei luoghi, nuove forme di viaggio responsabile e attenzione alle comunità locali. I risultati emergono nello scambio di modelli, approcci e strumenti tra operatori e destinazioni, che possono confrontarsi su esperienze concrete e adattarle ai propri contesti. È in questo dialogo che la sostenibilità smette di essere un concetto astratto e diventa parte integrante delle scelte operative e strategiche del settore.

 

Cinema, serie TV e spettacolo influenzano sempre di più le scelte di viaggio.Quali opportunità crea BIT per trasformare contenuti audiovisivi in flussi turistici concreti?

 

Oggi il legame tra immagini e viaggio è diventato strutturale. Film, serie TV, musica e spettacolo non si limitano più a raccontare i luoghi, ma spesso sono il punto di partenza stesso del desiderio di partire. Il fenomeno del set-jetting ha trasformato il cineturismo da nicchia per appassionati a leva concreta di sviluppo turistico, con un impatto economico sempre più rilevante a livello globale e nazionale. BIT intercetta questa trasformazione creando uno spazio di confronto tra destinazioni, operatori turistici e professionisti dello storytelling, con l’obiettivo di passare dal racconto alla progettazione. Nel Travel Makers Fest il tema viene affrontato sia sul piano ispirazionale sia su quello operativo. Un esempio è il talk “E c’è una parte dell’America che assomiglia a te. La Route 66 tra letteratura, cinema e musica”, che usa una strada iconica – che proprio nel 2026 compie cento anni – per riflettere su come cinema, musica e letteratura abbiano costruito nel tempo un immaginario capace di generare esperienze di viaggio riconoscibili, basate su ritmo, lentezza e atmosfera, non solo sulla destinazione finale. Accanto a questi momenti di ispirazione, BIT propone momenti più “hands-on” come il workshop fotografico “Smell like street spirit”, che lavora sul linguaggio visivo come strumento di racconto e progettazione dell’esperienza. È qui, incontri come questi, che lo storytelling smette di essere promozione e diventa metodo: un modo per aiutare destinazioni e operatori a costruire itinerari, prodotti e narrazioni coerenti, capaci di trasformare l’attenzione generata dai contenuti audiovisivi in flussi turistici concreti, più consapevoli e spesso anche più distribuiti nel tempo e nello spazio.

 

Il BIT Mobility Forum affronta la mobilità come parte dell’esperienza di viaggio. Quali esempi concreti si possono citare?

 

Ideato in collaborazione con NME – Next Mobility Exhibition, il BIT Mobility Forum nasce da un’idea molto chiara: oggi la mobilità non è più solo un servizio accessorio, ma una componente centrale dell’esperienza di viaggio e una leva strategica per rendere il turismo più sostenibile, accessibile e meglio distribuito sul territorio. Per questo BIT ha scelto di dedicarle uno spazio strutturato, mettendo in dialogo mondi che spesso lavorano in parallelo: turismo, trasporti, infrastrutture, innovazione e pianificazione territoriale.

Nel Forum questi temi vengono affrontati attraverso incontri che entrano nel merito delle trasformazioni in atto. Talk come “Muoversi meglio per viaggiare meglio” e “Turismo slow e nuove geografie del viaggio” riflettono su come ciclovie, cammini e ferrovie turistiche possano diventare veri prodotti turistici, capaci di valorizzare borghi e aree interne e di redistribuire i flussi in modo più equilibrato. In questo quadro si inserisce anche l’esperienza di Trenord, che porta al confronto il ruolo del trasporto ferroviario regionale come infrastruttura chiave per collegare territori, favorire la mobilità quotidiana e turistica e rendere accessibili destinazioni spesso fuori dai grandi circuiti. Un altro filone centrale riguarda il ripensamento degli hub di mobilità, affrontato in incontri come “Le nuove porte del viaggio: stazioni e aeroporti come luoghi di accoglienza”. Qui si ragiona su come stazioni, aeroporti e nodi logistici possano trasformarsi da semplici luoghi di transito a spazi di orientamento e racconto, capaci di introdurre il viaggiatore al territorio fin dal primo contatto.

 

Con Future Travel Minds, BIT valorizza le nuove competenze nel turismo. Quali occasioni offre la manifestazione per mettere in contatto giovani talenti, operatori e destinazioni?

 

Future Travel Minds nasce da una convinzione molto chiara: il futuro del turismo si costruisce solo se si dà spazio a chi oggi sta sviluppando nuove competenze, nuovi linguaggi e nuovi modi di interpretare il viaggio. Per questo BIT ha scelto di dedicare un’intera giornata a giovani professionisti, studenti universitari, innovatori e changemaker che stanno già contribuendo a trasformare il settore. Non un momento isolato, ma di un vero laboratorio di idee e visioni, pensato per creare un dialogo diretto tra nuove generazioni e filiera turistica. Future Travel Minds affronta temi centrali per il turismo di domani: dalla leadership inclusiva e interculturale alle soft skill, dall’innovazione tecnologica alle smart destination basate sui dati, fino a sostenibilità, ESG, responsabilità sociale e impatto sui territori. Accanto a questi, trovano spazio anche il marketing, lo storytelling, il personal branding e i percorsi di carriera e imprenditorialità. Il valore aggiunto sta proprio nell’incontro. Future Travel Minds mette in contatto giovani talenti con operatori, aziende, destinazioni e professionisti affermati, creando occasioni concrete di mentorship e networking. È uno spazio in cui le competenze emergenti possono confrontarsi con le esigenze reali del mercato, e in cui il settore può intercettare nuove professionalità, idee e approcci.

 

BIT integra strumenti digitali e soluzioni tecnologiche nel Fest. Quali risultati concreti emergono?

 

A BIT la tecnologia non è un fine, ma una leva trasversale che trasforma l’intera filiera turistica, rendendo le esperienze più accessibili, integrate e personalizzate. La fiera, in collaborazione con Netcomm, esplora il ruolo del digitale, dell’e-commerce, dei dati e dell’intelligenza artificiale attraverso talk e keynote, come Il futuro è in movimento e Turismo Digitale 5.0, che mostrano come piattaforme, marketplace e sistemi avanzati possano creare relazioni continue tra territori, brand e viaggiatori. L’AI, approfondita in interventi come quelli di The Data Appeal Company e Raffaele Gaito, viene presentata come strumento per supportare decisioni strategiche e operative, valorizzando il fattore umano e favorendo esperienze autentiche, relazioni significative e nuovi modelli di crescita nel turismo.

 

Giuseppe Focone

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