Immagine di sfondo della pagina Vacanze più corte, viaggi più vicini: l’estate degli italiani cambia volto
01 giugno 2026

Gli italiani continuano a voler partire, ma il modo di organizzare le vacanze sta cambiando in profondità. È quanto emerge dalla nuova indagine realizzata da Udicon insieme all’Istituto Piepoli, che fotografa un Paese ancora desideroso di viaggiare – il 68% prevede almeno una vacanza nei prossimi mesi – ma costretto a rivedere durata, destinazioni e modalità di spesa. La maggioranza sceglierà mete italiane, mentre tra chi andrà all’estero prevale nettamente l’Europa. A cambiare non è la voglia di partire, ma la struttura stessa delle ferie: sette italiani su dieci percepiscono un aumento dei costi rispetto al passato e quasi un terzo dichiara di aver ridotto la durata delle vacanze, una scelta dettata soprattutto da motivazioni economiche.

La pressione del costo della vita incide direttamente sulle decisioni di viaggio. Due terzi degli intervistati affermano che l’inflazione condiziona la pianificazione delle ferie, mentre l’alloggio resta la voce più pesante nell’organizzazione. Per contenere le spese, molti optano per soluzioni più economiche, destinazioni più vicine o periodi di bassa stagione, mentre altri riducono ristoranti, attività e giorni di permanenza. Se costretti a scegliere, gli italiani si dividono quasi a metà tra chi preferirebbe una vacanza più breve ma con lo stesso livello di comfort e chi, al contrario, accetterebbe un soggiorno più lungo rinunciando a qualche servizio.

Il contesto internazionale pesa sempre di più sulle scelte di viaggio. Il 62% afferma che guerre, instabilità geopolitica e aumento del prezzo del carburante influenzano le proprie decisioni, con effetti già visibili: il 12% ha cancellato viaggi programmati per l’estate, pari a oltre sei milioni di persone. Anche il trasporto aereo risulta penalizzato: più della metà degli italiani prevede di non utilizzare l’aereo per le vacanze, preferendo l’auto o il treno. A scoraggiare i viaggi in volo sono soprattutto il caro biglietti, le preoccupazioni legate alla situazione internazionale e la paura di cancellazioni o ritardi. Non si tratta solo di timori: l’11% degli intervistati dichiara di aver già subito cancellazioni di voli collegate al contesto globale o alla carenza di carburante, una quota che corrisponde a circa 5,5 milioni di persone.

«Viaggiare sta diventando un esercizio di equilibrio economico», commenta Martina Donini, presidente nazionale di Udicon. «Gli italiani vogliono ancora partire, ma il caro vita sta ridisegnando le vacanze dall’interno. Si accorciano le ferie, si scelgono mete più vicine, si rinuncia a ristoranti e comfort. Il dato più preoccupante è che queste scelte non nascono dal desiderio di cambiare abitudini, ma dalla necessità di far fronte a una minore disponibilità economica familiare. Il caro vita non incide più solo sui consumi quotidiani, ma anche sul tempo libero e sulla qualità della vita.»

Donini sottolinea inoltre il peso crescente dell’instabilità internazionale e del caro voli: «Sei milioni di italiani hanno già cancellato le vacanze a causa del contesto globale, mentre oltre cinque milioni dichiarano di aver subito cancellazioni di voli. Più della metà ha deciso di rinunciare all’aereo non per scelta, ma per costi insostenibili, timori di disservizi e incertezza geopolitica. Questi numeri ci dicono che il turismo italiano sta cambiando struttura, non per moda ma per necessità.»

Udicon chiede maggiore trasparenza sui prezzi dei voli e degli alloggi, più tutele per i passeggeri colpiti da cancellazioni e politiche concrete per garantire l’accessibilità delle vacanze. «Viaggiare non può diventare un privilegio riservato a chi riesce a sostenere rincari sempre più elevati», conclude Donini.

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