Immagine di sfondo della pagina Maldive, tassa del 17% su tour operator e agenzie: rinvio annunciato al 1° aprile 2027
05 ottobre 2026

Il Governo delle Maldive ha annunciato il rinvio al 1° aprile 2027 dell’applicazione della Tourism Goods and Services Tax (TGST) del 17% a tour operator, agenzie di viaggio e piattaforme di booking estere che operano senza una stabile organizzazione nel Paese. L’annuncio è arrivato dal ministro del Turismo e dell’Aviazione civile, Mohamed Ameen, dopo le forti preoccupazioni espresse dagli operatori internazionali sulle nuove regole fiscali. La misura rappresenta un cambio di scenario rispetto al quadro entrato formalmente in vigore nei giorni scorsi. L’ottavo emendamento al Goods and Services Tax Act, ratificato dal presidente Mohamed Muizzu il 31 agosto, aveva infatti esteso il perimetro della TGST agli operatori offshore che vendono prodotti turistici inbound per le Maldive, fissando l’avvio della nuova disciplina al 1° ottobre 2026. L’imposta, pari al 17%, riguarda i prodotti turistici inbound – tra cui accommodation, pasti, trasporti e altre attività turistiche – e i relativi servizi di booking o agenzia forniti da soggetti esteri privi di una presenza stabile nel Paese.

Il rinvio è stato annunciato, ma il quadro normativo deve ancora essere aggiornato

È questo il punto che interessa maggiormente gli operatori italiani. L’annuncio del ministro non coincide ancora con una formalizzazione normativa del rinvio. La legge emendata e la documentazione pubblicata da MIRA continuano infatti a fare riferimento all'entrata in vigore delle nuove disposizioni dal 1° ottobre. La stessa MIRA aveva emanato a settembre una circolare che prevedeva la registrazione degli operatori offshore soggetti alla nuova disciplina. Il Governo ha annunciato che interverrà nuovamente sulla normativa per recepire le richieste arrivate dall’industria turistica e dagli operatori internazionali. Il ministro Ameen ha spiegato che le principali criticità riguardano scadenze e procedure legate all'applicazione del nuovo sistema. La stessa Maldives Association of Travel Agents and Tour Operators (MATATO) ha accolto positivamente la decisione governativa di rivedere il sistema, dopo le richieste arrivate da associazioni e operatori dei principali mercati internazionali.

Cosa significa oggi per un tour operator italiano

La risposta, quindi, è: il nuovo obbligo non può ancora essere considerato formalmente sospeso sulla sola base dell’annuncio del ministro. Per un tour operator italiano che vende soggiorni alle Maldive, la situazione va dunque letta su due livelli. Da una parte, il Governo ha dichiarato pubblicamente di voler spostare l'applicazione della TGST al 1° aprile 2027, dando agli operatori esteri altri sei mesi per adeguarsi. Dall’altra, la disciplina fiscale attualmente pubblicata continua a indicare il 1° ottobre 2026 come data di avvio e MIRA ha già predisposto il sistema di registrazione e adempimenti per i fornitori esteri. La situazione è resa ancora più delicata dal fatto che il quadro attuativo era già stato dettagliato da MIRA. Le nuove disposizioni prevedono, tra le altre cose, specifici obblighi di registrazione, calcolo, fatturazione, conservazione dei documenti e presentazione delle dichiarazioni per gli operatori esteri. Peraltro, la normativa attuativa prevede già alcune disposizioni transitorie: in particolare, secondo la disciplina pubblicata a settembre, le forniture per le quali la fattura, ricevuta o documento equivalente sia stato emesso prima del 1° ottobre 2026 non sono soggette alla nuova GST.

Una questione che tocca direttamente prezzi e contratti

Per il mercato italiano il tema non è puramente fiscale. Le Maldive rappresentano infatti una destinazione centrale per tour operator leisure, specialisti honeymoon, agenzie e network, e l'introduzione di una nuova imposta sul lato della distribuzione offshore può avere conseguenze su prezzi finali, margini e condizioni contrattuali. Il nodo è particolarmente rilevante perché il sistema introdotto dal nuovo emendamento applica il principio di destination taxation, considerando effettuati nelle Maldive determinati servizi turistici venduti da operatori esteri. L'obiettivo dichiarato dal Governo è rafforzare la capacità di riscossione del fisco maldiviano; secondo le stime diffuse in occasione dell'approvazione della riforma, il nuovo sistema dovrebbe generare circa 1,6 miliardi di rufiyaa di entrate aggiuntive all'anno, di cui una parte significativa proveniente proprio da tour operator e agenti esteri. Il provvedimento aveva però provocato reazioni da parte dell'industria internazionale. Alcuni operatori europei avevano chiesto un rinvio e, secondo fonti locali, alcuni avevano persino sospeso le vendite sulla destinazione in attesa di maggiore chiarezza.

Il punto da monitorare

Per il trade, dunque, la notizia di oggi non è ancora la cancellazione dell'obbligo, ma l'annuncio di un rinvio che dovrà essere tradotto in un nuovo provvedimento. Restano da chiarire, in particolare la formalizzazione legislativa del rinvio al 1° aprile 2027; l'eventuale aggiornamento della relativa normativa attuativa; le nuove scadenze per registrazione e adempimenti MIRA; il trattamento delle operazioni effettuate tra il 1° ottobre e la data di formalizzazione del rinvio; l'eventuale disciplina per prenotazioni già effettuate e successivamente modificate; il trattamento di contratti e pacchetti venduti dagli operatori esteri prima dell'entrata in vigore della nuova disciplina. Per il momento, quindi, un t.o. italiano farebbe bene a considerare il rinvio come annunciato dal Governo ma ad attendere la formalizzazione normativa prima di modificare definitivamente procedure fiscali, pricing e contratti.

La voce di FTO

Le forti preoccupazioni espresse dal turismo organizzato internazionale sulla nuova GST introdotta dalle Maldive sembrano iniziare a fare breccia. Le pressioni arrivate in particolare dai principali mercati di provenienza dei viaggiatori stanno spingendo le autorità maldiviane a riconsiderare la misura. FTO – Federazione Turismo Organizzato di Confcommercio, che si è attivata fin dalle prime settimane direttamente con le autorità delle Maldive e parallelamente attraverso ECTAA, auspica che i segnali emersi in questi giorni possano tradursi non soltanto in un rinvio, ma nella cancellazione dell’attuale disciplina. Le preoccupazioni di FTO sono condivise ampiamente dal mercato italiano e internazionale. La nuova tassazione arriverebbe infatti in una fase in cui la destinazione ha già registrato negli ultimi anni un significativo aumento dei prezzi, con effetti sull’accessibilità del prodotto per il viaggiatore e sulla marginalità lungo tutta la filiera del turismo organizzato. "Le Maldive restano una destinazione straordinaria e fondamentale per il nostro mercato, ma negli ultimi anni abbiamo assistito a una crescita importante dei costi che ha inevitabilmente inciso sia sull’appetibilità per il cliente sia sui margini di tour operator e agenzie", dichiara Franco Gattinoni, Presidente FTO. "Aggiungere oggi un ulteriore elemento fiscale, peraltro con modalità particolarmente complesse, sarebbe difficilmente comprensibile. I segnali che arrivano in queste ore sono incoraggianti: auspichiamo che si arrivi alla cancellazione della norma e all’apertura di un vero confronto con il settore".
FTO continuerà a seguire il dossier in stretto coordinamento con ECTAA, sostenendo la necessità di un quadro semplice, sostenibile e capace di tutelare contemporaneamente la competitività della destinazione, i viaggiatori e le imprese che ne garantiscono la distribuzione sui mercati internazionali.

G.G.

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