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Planetaria Hotels, Risolè: "L’Après-Ski Social Club? Così l’ospitalità interpreta lo spirito di Milano-Cortina”
Un format urbano che trasforma gli hotel in chalet cittadini: l’Après-Ski Social Club di Planetaria Hotels racconta Milano-Cortina tra sport, lifestyle e convivialità.
Milano è a un passo dalle montagne. E, almeno per qualche settimana, sembra davvero di esserci arrivati. Con l’Après-Ski Social Club, Planetaria Hotels porta in città un format capace di intercettare lo spirito dei grandi eventi sportivi invernali - e delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026 in primis - e tradurlo in un’esperienza urbana coinvolgente, conviviale e sorprendentemente immersiva.
Lo abbiamo sperimentato in prima persona partecipando all’inaugurazione dell'Après-Ski Social Club dell’Enterprise Hotel del 12 febbraio: un’atmosfera autenticamente in linea con la winter season, luci calde, musica, un menù che richiama i sapori di uno chalet di montagna e un pubblico che ha interpretato il concept fino in fondo, con outfit realmente a tema: maglioni nordici, cappelli après-ski e una voglia diffusa di stare insieme che andava ben oltre la semplice serata-evento. Per qualche ora, nel cuore di Milano, ci si è davvero sentiti tra le cime innevate.
È proprio questa la forza del progetto: non una semplice scenografia o una rievocazione estetica, ma un rituale contemporaneo che entra nella vita dell’hotel e la trasforma, creando occasioni di incontro spontanee tra ospiti, city user e community. Un racconto che intreccia sport, lifestyle e ospitalità e che sposa, con intelligenza e visione, il clima di Milano-Cortina.
Ne parliamo con Stefano Risolè, Brand and Development Manager di Planetaria Hotels, per capire come nasce l’Après-Ski Social Club, quale riscontro sta ottenendo e come questo format si inserisce in una strategia più ampia di progettazione esperienziale legata ai grandi appuntamenti del territorio.
D: L’Après-Ski Social Club nasce come esperienza urbana ispirata al mood di Milano-Cortina: che tipo di riscontro state ricevendo dal pubblico in termini di partecipazione, atmosfera e coinvolgimento?
R: Il riscontro è stato molto positivo e diffuso, sia da parte del pubblico esterno sia, soprattutto, dai nostri ospiti. Le Olimpiadi rappresentano una grande occasione per Milano e, come gruppo alberghiero profondamente legato alla città, sentivamo la responsabilità di prepararci in modo serio e strutturato. Non si è trattato solo di organizzare eventi, ma di costruire un vero percorso di accoglienza e di attività dedicate ai clienti, supportato da un team interno che ha lavorato a lungo su questo progetto. Questo approccio ha generato partecipazione autentica e un clima di grande vitalità all’interno delle nostre strutture.
D: Tra musica, food, cocktail e ambientazione alpina, c’è qualche dettaglio o curiosità che ha sorpreso di più gli ospiti o che è diventato inaspettatamente “iconico” dell’esperienza?
R: Quello che ha colpito maggiormente è stata la sensazione di continuità e coerenza dell’esperienza. Le attività sono diventate parte integrante della vita dell’hotel, creando occasioni di incontro spontanee e un’atmosfera estremamente dinamica. Questo senso di partecipazione condivisa, più che un singolo dettaglio estetico o di intrattenimento, è ciò che ha reso l’esperienza davvero memorabile.
D: Guardando oltre questa iniziativa, quali sono le prossime novità o i progetti esperienziali su cui Planetaria Hotels sta lavorando?
R: L’Après-Ski Social Club è stato anche un banco di prova importante per il nostro modo di lavorare come gruppo. Abbiamo scelto di coinvolgere non solo le strutture milanesi, ma anche hotel situati in altre città (Venezia e Firenze), per sottolineare quanto questo appuntamento fosse rilevante per tutta Planetaria Hotels. Continueremo a sviluppare progetti che mettano in relazione i nostri hotel con i grandi momenti del territorio, lavorando in modo trasversale e inclusivo. Crediamo che l’ospitalità oggi debba saper anticipare, prepararsi e creare valore nel tempo: occasioni come le Olimpiadi non capitano spesso, e vanno affrontate con visione, organizzazione e senso di responsabilità verso il contesto in cui operiamo.
Gaia Guarino