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Royal Caribbean guarda oltre la crociera: nuove navi, destinazioni private e un mercato italiano sempre più maturo
Gianni Rotondo Rotondo: "Vogliamo rivolgerci a chiunque voglia fare vacanza". Il gruppo punta su esperienze leisure, destinazioni private e nuove navi, mentre il mercato italiano conferma risultati positivi
La crociera resta il cuore del business, ma il perimetro si allarga sempre più alla vacanza nel suo complesso. È questa la direzione indicata da Gianni Rotondo, Associate Vice President Continental Emea Region di Royal Caribbean, che vede nell'evoluzione verso il leisure la chiave della crescita del gruppo nei prossimi anni."La strategia è molto chiara: uscire dal mondo delle crociere come unico riferimento. Rimane il nostro core business, ma ci stiamo spostando verso l'esperienza e la vacanza a 360 gradi", spiega Rotondo. Una direzione già visibile negli investimenti realizzati negli ultimi anni. Dalle isole private alle spiagge dedicate fino all'accordo siglato con Sandals Resorts, Royal Caribbean punta a intercettare una platea più ampia di quella tradizionalmente legata al prodotto crociera."Non vogliamo più avere come limite il bacino dei crocieristi. Vogliamo rivolgerci a chiunque desideri fare una vacanza", sottolinea il manager.
Legend of the Seas simbolo della nuova strategia
In questo contesto si inserisce il debutto di Legend of the Seas, terza unità della classe Icon, protagonista della stagione mediterranea con imbarchi da Roma e Barcellona prima del trasferimento ai Caraibi. Più che una semplice nuova nave, Legend of the Seas rappresenta la sintesi di un modello che punta sulla personalizzazione dell'esperienza. Gli otto quartieri di bordo, le aree dedicate a target differenti, l'espansione dell'offerta gastronomica e la varietà dell'intrattenimento rispondono alla necessità di soddisfare pubblici sempre più diversificati."Oggi il numero di opzioni di ristorazione, intrattenimento e attività è tale che gli ospiti trascorrono sempre più tempo a bordo. Si è in parte ridotta anche l'idea della crociera come semplice vacanza itinerante". Una filosofia che Royal Caribbean sta progressivamente esportando anche a terra."Nelle destinazioni private si ritrovano gli stessi concetti e le stesse esperienze che caratterizzano le nostre navi", osserva Rotondo.
Italia tra soddisfazione elevata e domanda in crescita
Tra i mercati che stanno offrendo le risposte più convincenti figura l'Italia, sia sul fronte dei volumi sia su quello della soddisfazione della clientela."L'Italia ha risposto molto bene sia in termini di passeggeri sia in termini di gradimento del prodotto", afferma Rotondo.A confermare il trend sono anche gli indicatori di customer satisfaction. Il Net Promoter Score, che misura la propensione degli ospiti a raccomandare l'esperienza ad altri viaggiatori, evidenzia risultati particolarmente positivi sul mercato italiano."Oggi registriamo livelli di soddisfazione che si collocano stabilmente in una fascia di eccellenza", sottolinea il manager.Secondo Rotondo, sono stati superati anche alcuni dei fattori che in passato limitavano l'appeal del prodotto presso la clientela italiana."Anni fa le osservazioni più frequenti riguardavano la lingua a bordo. Oggi questo aspetto è sostanzialmente superato. Gli spettacoli sono internazionali e gli equipaggi comprendono numerosi professionisti italiani o che parlano italiano".
Pubblico più giovane e navi sempre più inclusive
Negli ultimi anni è cambiato anche il profilo del cliente."L'età media del crocierista si è abbassata. Se in passato era soprattutto un prodotto per gli over 50, oggi siamo molto più presenti nella fascia tra i 40 e i 50 anni grazie alla crescita delle famiglie e delle coppie".Per Rotondo, anche molti dei preconcetti storicamente associati alle crociere stanno progressivamente scomparendo."L'idea della nave affollata o della vacanza per persone anziane appartiene sempre meno alla realtà. Le nuove unità offrono spazi molto più ampi e aree dedicate a esigenze differenti".
Flotta in espansione: sette nuove navi nei prossimi sei anni
La fiducia nelle prospettive del settore trova conferma anche negli investimenti programmati sulla flotta.Oggi Royal Caribbean opera con 41 navi e nei prossimi sei anni ne entreranno in servizio altre sette. Nel 2027 debutterà Hero of the Seas, quarta unità della classe Icon, mentre dal 2029 è previsto l'arrivo della nuova classe Discovery."La flotta continua a crescere. Non stiamo sostituendo le navi esistenti, stiamo aggiungendo capacità", evidenzia Rotondo.Una scelta sostenuta da una domanda che continua a mostrarsi particolarmente robusta. "In Europa la percentuale di persone che sceglie una crociera è ancora relativamente limitata e il potenziale di crescita resta enorme. Inoltre, nel momento in cui ci si sposta verso il concetto più ampio di vacanza, il mercato diventa ancora più grande".
Il ruolo strategico delle agenzie di viaggi
Nonostante la crescente digitalizzazione, Royal Caribbean continua a considerare il trade un asset fondamentale per la distribuzione.Secondo Rotondo, la complessità e la ricchezza dell'offerta rendono ancora centrale il ruolo consulenziale delle agenzie di viaggi."Si tratta di prodotti articolati che richiedono spiegazione e formazione. Le agenzie restano fondamentali per aiutare il cliente a comprendere tutte le opportunità dell'esperienza di bordo".Da qui la scelta di investire con continuità in webinar, visite nave e programmi immersivi come i Seminar at Sea, affiancati da decine di ship visit organizzate ogni anno nei porti italiani.
Una crescita selettiva nel mercato italiano
Per il 2027 la compagnia prevede un incremento dell'offerta nel Mediterraneo grazie alla presenza di ulteriori unità come Mariner of the Seas ed Explorer of the Seas, che interesseranno diversi porti italiani nell'ambito dei cosiddetti itinerari open journey.La crescita, tuttavia, non modifica il posizionamento della compagnia sul mercato nazionale. "L'Italia è un mercato che cresce in maniera sana e ci sta dando soddisfazioni. Siamo consapevoli che la nostra missione non è sfidare MSC o Costa, ma mantenere una forte identità internazionale e una proposta distintiva", conclude Rotondo.
Giuseppe Focone