Immagine di sfondo della pagina Cassia Travel, una storia di resilienza
23 dicembre 2020

Parola d’ordine resilienza per Cassia Travel, celebre agenzia di Roma con 41 anni di attività alle spalle ed un’insegna che è stata ed è tuttora un punto di riferimento per l’intero quadrante nord della città.

Una storia di successo messa in ginocchio dal covid 19, che ha cancellato i ricavi creando una situazione di profonda difficoltà: “Il 2020 è stato per tutti un anno disastroso – le parole di Mauro Mascipaolo, fondatore e titolare del punto vendita – abbiamo registrato un calo del fatturato generale al 31 ottobre pari 72% ma considerando che a Natale non si venderà nulla chiuderemo l’anno con un -85%”.

Un refrain, purtroppo, già sentito in un settore che sta cercando di resistere con le sole proprie forze, vista la cronica latitanza delle istituzioni: “Ad oggi abbiamo ricevuto 2800 euro a fondo perduto nel mese giugno sulla base del fatturato di aprile e 1500 euro dalla Regione Lazio. Per il resto il nulla, il famoso fondo perduto per il turismo che doveva arrivare a metà novembre non è mai arrivato mentre nel nuovo decreto ‘ristori’ non c’è spazio per il nostro codice Ateco”.

E ad un quadro già complesso è arrivata, impietosa ed inaspettata, l’intimidazione di sfratto: “Non ce l’aspettavamo – prosegue Mascipaolo – dopo 41 anni di affitti pagati regolarmente. Nel corso del 2020, nonostante il crollo del fatturato, abbiamo pagato marzo per intero pur avendo lavorato 1 settimana, i mesi di aprile e maggio sono stati saldati con il 60% dello storno come da decreto mentre per i mesi estivi ci eravamo accordati con sconti del 50% e del 30% assorbiti dal deposito cauzionale. Da settembre la situazione è precipitata ed ogni mia proposta è stata rifiutata e rispedita al mittente, ogni forma di dialogo verbale è diventato impossibile e le comunicazioni stanno avvenendo solo tramite avvocati”.

Un colpo basso reso ancora più amaro dagli oltre 40 anni di contratto: “Sono amareggiato, sto cercando di resistere e di preservare il lavoro dei miei dipendenti, vado avanti per l’amore che ho per il mio lavoro e per i tanti clienti che in questi mesi sono venuti a salutarci”. Anche per loro Mauro Mascipaolo non ha intenzione di gettare la spugna: “Ma lo Stato deve aiutarci – chiosa - servono subito soldi a fondo perduto ed un intervento incisivo delle associazioni di categoria che purtroppo hanno un peso politico limitato perché il nostro è un settore che porta pochi guadagni”.

Non resta che continuare a stringere i denti, in attesa e nella speranza che il 2021 possa ridare nuovo ossigeno a Cassia Travel e all’intera industria del turismo. 

Giuseppe Focone

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