Cassia Travel, una storia di resilienza
Parola d’ordine resilienza per Cassia Travel, celebre agenzia di Roma con 41 anni di attività alle spalle ed un’insegna che è stata ed è tuttora un punto di riferimento per l’intero quadrante nord della città.
Una storia di successo messa in ginocchio dal covid 19, che ha cancellato i ricavi creando una situazione di profonda difficoltà: “Il 2020 è stato per tutti un anno disastroso – le parole di Mauro Mascipaolo, fondatore e titolare del punto vendita – abbiamo registrato un calo del fatturato generale al 31 ottobre pari 72% ma considerando che a Natale non si venderà nulla chiuderemo l’anno con un -85%”.
Un refrain, purtroppo, già sentito in un settore che sta cercando di resistere con le sole proprie forze, vista la cronica latitanza delle istituzioni: “Ad oggi abbiamo ricevuto 2800 euro a fondo perduto nel mese giugno sulla base del fatturato di aprile e 1500 euro dalla Regione Lazio. Per il resto il nulla, il famoso fondo perduto per il turismo che doveva arrivare a metà novembre non è mai arrivato mentre nel nuovo decreto ‘ristori’ non c’è spazio per il nostro codice Ateco”.
E ad un quadro già complesso è arrivata, impietosa ed inaspettata, l’intimidazione di sfratto: “Non ce l’aspettavamo – prosegue Mascipaolo – dopo 41 anni di affitti pagati regolarmente. Nel corso del 2020, nonostante il crollo del fatturato, abbiamo pagato marzo per intero pur avendo lavorato 1 settimana, i mesi di aprile e maggio sono stati saldati con il 60% dello storno come da decreto mentre per i mesi estivi ci eravamo accordati con sconti del 50% e del 30% assorbiti dal deposito cauzionale. Da settembre la situazione è precipitata ed ogni mia proposta è stata rifiutata e rispedita al mittente, ogni forma di dialogo verbale è diventato impossibile e le comunicazioni stanno avvenendo solo tramite avvocati”.
Un colpo basso reso ancora più amaro dagli oltre 40 anni di contratto: “Sono amareggiato, sto cercando di resistere e di preservare il lavoro dei miei dipendenti, vado avanti per l’amore che ho per il mio lavoro e per i tanti clienti che in questi mesi sono venuti a salutarci”. Anche per loro Mauro Mascipaolo non ha intenzione di gettare la spugna: “Ma lo Stato deve aiutarci – chiosa - servono subito soldi a fondo perduto ed un intervento incisivo delle associazioni di categoria che purtroppo hanno un peso politico limitato perché il nostro è un settore che porta pochi guadagni”.
Non resta che continuare a stringere i denti, in attesa e nella speranza che il 2021 possa ridare nuovo ossigeno a Cassia Travel e all’intera industria del turismo.
Giuseppe Focone