Immagine di sfondo della pagina Confindustria Alberghi: “Turismo, serve una strategia per i prossimi dieci anni”
27 settembre 2026

“La sfida comune è fare dell’industria turistica una leva stabile per la crescita dell’Italia, costruendo una strategia capace di guardare ai prossimi dieci anni”. È il messaggio che Elisabetta Fabri, Presidente dell’Associazione Italiana Confindustria Alberghi, lancia in occasione della Giornata mondiale del turismo, la ricorrenza istituita dall’ONU che si celebra ogni anno il 27 settembre. “Il nostro obiettivo è costruire un Paese che non subisce i flussi, ma li governa; che non consuma le destinazioni, ma le fa crescere; che trasforma la propria attrattività in lavoro, investimenti e benessere diffuso”, spiega Fabri. “Un’Italia capace di accogliere i nostri ospiti tutto l’anno e sull’intero territorio, senza perdere ciò che la rende unica. Per le imprese significa poter programmare; per i lavoratori avere opportunità di crescita professionale; per le comunità trattenere giovani e sviluppare servizi; per il Paese rendere strategica un’industria che non può essere delocalizzata”.
 
“Dal nostro osservatorio vediamo un settore che è tra i motori più dinamici dell’economia, anche grazie all’attenzione che il Governo e il Ministero del Turismo hanno dedicato al comparto. Per consolidare questi risultati serve una visione di lungo periodo, capace di fissare obiettivi, tempi e risorse e di anticipare i cambiamenti: aumentano la concorrenza e le pressioni sui costi, le competenze sono sempre più difficili da reperire e una parte importante del patrimonio ricettivo deve essere rinnovata. Inoltre, circa tre quarti dei turisti si concentrano su appena il quattro per cento del territorio nazionale: vaste aree del Paese hanno un potenziale ancora da esprimere, ed è una grande opportunità di sviluppo”.

 
“Decidere oggi chi vogliamo essere tra dieci anni significa darsi un orizzonte che vada oltre il presente”, prosegue Fabri. “La nostra proposta vuole contribuire al dialogo già avviato con il Ministero del Turismo: istituire, sotto il suo coordinamento, un tavolo permanente tra le imprese e i Ministeri competenti in materia di economia, attività produttive, lavoro e infrastrutture, per definire una strategia nazionale di lungo periodo fondata su quattro pilastri: qualità, sostenibilità, professionalità e innovazione. Occorre sostenere la riqualificazione del patrimonio alberghiero, formare e trattenere le competenze, migliorare l’accessibilità dei territori e portare un numero crescente di destinazioni verso almeno 270 giorni di attività l’anno. Vogliamo inoltre offrire uno strumento in più per dare evidenza al valore generato dalle politiche e dagli investimenti per il turismo: lo SROI, il Social Return on Investment, che misura nel tempo l’impatto sociale, ambientale ed economico in termini di occupazione, investimenti, filiere coinvolte, servizi e mesi di attività aggiuntivi”.
 

“Il successo del turismo italiano non si misura soltanto nel numero degli arrivi, ma nel valore che resta dopo ogni partenza: lavoro, imprese più forti, territori più vivi”, sottolinea Fabri. “Confindustria Alberghi è pronta a fare la propria parte al fianco delle istituzioni. È lavorando insieme, con visione e responsabilità, che il turismo può diventare una vera strategia di crescita per l’Italia”.
 
La proposta dell’Associazione parte da una convinzione: il turismo produce effetti che attraversano l’intera economia. Genera occupazione, attiva investimenti e filiere produttive, sostiene i servizi e trasforma le caratteristiche distintive dell’Italia – patrimonio culturale, paesaggi, tradizioni, produzioni e stile di vita – in un fattore di competitività. Per questo, secondo Confindustria Alberghi, deve trovare una collocazione sempre più stabile nella politica industriale nazionale, consolidando il percorso di valorizzazione del comparto. In questo quadro, l’albergo non è soltanto il luogo in cui si soggiorna, ma spesso la prima porta d’ingresso nel racconto dell’identità italiana: è dove il visitatore incontra il Made in Italy e il territorio. Nelle aree interne e nelle destinazioni meno conosciute, le strutture ricettive possono diventare presìdi di rigenerazione locale, capaci di contrastare lo spopolamento e favorire nuovi ecosistemi economici. Anche la destagionalizzazione assume così un valore che va oltre l’allungamento dei periodi di apertura: significa permettere alle imprese di programmare, ridurre la pressione sulle destinazioni più frequentate e valorizzare le città d’arte fuori dai periodi di punta, la montagna oltre la stagione della neve, il mare oltre l’estate e le aree interne attraverso cultura, sport, benessere, congressi ed enogastronomia.

Cerca