Immagine di sfondo della pagina Destination Verona & Garda avvia la certificazione GSTC: a Lazise il Forum nazionale sul turismo sostenibile
25 settembre 2026

Sono 164 i criteri da rispettare, verificare e dimostrare nel tempo per ottenere la certificazione internazionale di destinazione sostenibile secondo gli standard GSTC. Un quadro complesso che riguarda la gestione del territorio, la tutela dell’ambiente, la mobilità, il coinvolgimento dei residenti, la valorizzazione della cultura e delle produzioni locali. Significa, nella pratica quotidiana, incentivare l’uso del trasporto pubblico, integrare le piste ciclabili nella vita dei residenti oltre che dei turisti, creare occasioni di incontro tra produzioni locali e visitatori, e soprattutto costruire un modello di governance condiviso tra amministrazioni, imprese, associazioni e comunità.

È il percorso che Destination Verona & Garda Foundation ha avviato ufficialmente oggi alla Dogana Veneta di Lazise, in occasione del Sustainable Tourism Forum 2026, appuntamento nazionale organizzato da DVG insieme al GSTC Italy Working Group e con la collaborazione del Comune di Lazise, in concomitanza con la Giornata Mondiale del Turismo. L’obiettivo dichiarato è completare il processo di certificazione nel giro di un anno, lavorando non solo sugli aspetti ambientali, ma sulla gestione complessiva del turismo e sul suo rapporto con il territorio e con chi lo abita.

Ad aprire i lavori è stato un videomessaggio del Ministro del Turismo Gian Marco Mazzi, che ha richiamato il ruolo del turismo come leva di rigenerazione territoriale: «Il turismo vero deve rigenerare i territori, le comunità, il paesaggio, il lavoro. Il Garda e Verona, con la loro capacità di tenere insieme lago, cultura, enogastronomia e impresa, rappresentano una straordinaria incubatrice per questo modello».

Il Forum ha riunito destinazioni italiane, esperti, operatori del settore, rappresentanti di strutture ricettive e realtà che hanno già concluso percorsi di certificazione, con l’obiettivo di mettere a confronto esperienze concrete e riflettere sul passaggio dalla sostenibilità al turismo rigenerativo. Un confronto che ha evidenziato come la certificazione non sia un traguardo formale, ma un processo continuo che richiede monitoraggio, misurazione e una visione di lungo periodo.

«Per noi significa guardare oltre la prossima stagione turistica e fare una scommessa sul futuro del territorio», ha spiegato Luca Caputo, direttore di Destination Verona & Garda Foundation. «La sostenibilità viene spesso ridotta alla raccolta differenziata o all’eliminazione della plastica, mentre richiede un vero cambio di mentalità. Il ruolo della Fondazione non è soltanto comunicare e promuovere la destinazione: dobbiamo contribuire alla governance del territorio e mettere intorno allo stesso tavolo i soggetti che possono accompagnarne l’evoluzione nei prossimi anni».

Il percorso avviato da DVG si sta già traducendo in azioni concrete. Sul fronte della mobilità, è stato avviato con ATV un progetto pilota che integra la Garda Veneto Guest Card con il pass per il trasporto pubblico, con l’obiettivo di incentivare una mobilità alternativa all’auto. Parallelamente, la Fondazione sta lavorando sulla sensibilizzazione di turisti e operatori, sul confronto con i Comuni e sulla costruzione di una mentalità condivisa che trasformi progressivamente la sostenibilità in scelte operative.

La giornata di Lazise rappresenta inoltre l’avvio di un programma di tre mesi dedicato al turismo sostenibile e rigenerativo, che prevede l’accoglienza di giornalisti, operatori e turisti chiamati a sperimentare un catalogo di esperienze costruite attorno ai principi della sostenibilità.

Gli standard GSTC prevedono 164 criteri che una destinazione deve essere in grado di soddisfare con risposte verificabili. Il percorso coinvolge amministrazioni, operatori, residenti e turisti, e riguarda ambiti molto diversi: dalla gestione del territorio alla tutela dell’ambiente, dalla valorizzazione della cultura e delle produzioni locali fino alla qualità della vita delle comunità. «Non si tratta di ottenere un bollino una volta per tutte», ha ricordato Stefano Ravelli del GSTC Italy Working Group. «I criteri devono essere monitorati ogni anno e la certificazione viene rimessa in discussione nel tempo, perché l’obiettivo è continuare a migliorarsi».

Un esempio concreto è quello delle piste ciclabili: «Il turista le utilizza per pochi giorni – ha spiegato Ravelli – mentre il residente può utilizzarle tutto l’anno. Se diventano luoghi di incontro e strumenti per vivere il territorio, producono un beneficio che va oltre il turismo. È questo il punto: utilizzare il turismo come strumento e non come fine ultimo, mettendo al centro la qualità della vita di chi vive nella destinazione».

Il percorso avviato da Verona e Garda si inserisce in un sistema che conta già numerose esperienze certificate. Nel solo comparto alberghiero, sono 224 le strutture certificate in Italia, molte delle quali nel veronese. Il confronto di Lazise ha permesso quindi di mettere in relazione chi ha già affrontato questo processo con le destinazioni che stanno iniziando a farlo.

«Come Regione Veneto crediamo fortemente in un turismo di qualità e sostenibile», ha dichiarato Diego Ruzza, assessore regionale ai Trasporti, Mobilità e Lavori pubblici. «Il nostro ruolo è supportare e affiancare gli operatori, le organizzazioni, le DMO e tutti i soggetti coinvolti in questo processo, affinché si possano raggiungere obiettivi sempre più importanti e ambiziosi».

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