Esperienze in Pillole: grandi itinerari e destinazioni da sogno. Così i DMC trasformano il viaggio in un ricordo
Dalle Maldive al Bhutan e al Nepal, dalla Giordania all’India e allo Sri Lanka: esperienze autentiche, personalizzazione e dialogo con il cliente al centro dei grandi viaggi.
Grandi viaggi, spiritualità e destinazioni da sogno. Il quarto appuntamento di Esperienze in Pillole ha messo al centro il modo in cui oggi si costruisce e si vende un viaggio a lungo raggio, partendo da una considerazione: la destinazione resta importante, ma sempre più spesso è ciò che accade una volta arrivati a trasformare un itinerario in un ricordo. A confrontarsi sul tema sono stati Heena Kapoor di Far & Beyond, specializzata in Nepal e Bhutan, Anil Sharma di Asia Escapes per India e Sri Lanka, Cassandra Gutierrez di Asia Escapes per la Giordania e Cristina Lago di Voyages Maldives per le Maldive.
Oltre la cartolina: il viaggio che lascia qualcosa
La prima domanda ha portato i DMC a raccontare come stiano cambiando le aspettative di chi sceglie una destinazione da sogno. Alle Maldive, spiega Cristina Lago, l’immagine delle spiagge bianche e delle ville sull’acqua continua a essere centrale, ma non è più sufficiente: crescono la richiesta di benessere olistico, le esperienze legate alla conservazione marina e il desiderio di entrare in contatto con la cultura locale. Tra le proposte citate ci sono programmi di yoga, nutrizione e sonno, attività di tutela della barriera corallina e occasioni per conoscere tradizioni maldiviane come il Boduberu. Anche per Cassandra Gutierrez il punto è andare oltre l’immagine più conosciuta della destinazione. La Giordania non è soltanto Petra: il deserto, il Mar Morto, i parchi naturali, le città romane, la gastronomia e i luoghi legati alla tradizione biblica ampliano notevolmente le possibilità di costruzione del viaggio. Dal Nepal e dal Bhutan, Heena Kapoor sottolinea invece il valore della relazione con le comunità locali. "I monumenti li conoscono, ma ricordano le persone con cui hanno trascorso del tempo", spiega Kapoor, raccontando itinerari costruiti intorno agli interessi del viaggiatore e arricchiti da festival, tradizioni, incontri con monaci o attività legate alla natura. Un'evoluzione che riguarda anche India e Sri Lanka. Anil Sharma evidenzia il passaggio dagli itinerari tradizionali a un modello più esperienziale: i grandi monumenti restano imprescindibili, soprattutto per chi visita una destinazione per la prima volta, ma diventano il punto di partenza per aggiungere gastronomia, yoga, spiritualità, incontri con famiglie locali e attività costruite intorno agli interessi individuali. "Non è solo prendere venti foto e tornare: c'è una storia da raccontare, c'è una storia da ascoltare", sintetizza Sharma.
Superare l’itinerario: quando il classico diventa esperienza
La seconda domanda ha permesso ai DMC di entrare ancora più nel concreto, mostrando come anche un'attività già nota possa assumere un significato completamente diverso se viene arricchita con un elemento di conoscenza o di esclusività. In India, per esempio, Anil Sharma cita la possibilità di visitare il Taj Mahal in momenti meno affollati, organizzare visite private e soprattutto lasciare spazio all'interazione con le persone e con la cultura locale. Il valore, secondo il DMC, sta anche nella gestione del tempo: non accumulare tappe, ma permettere al viaggiatore di vivere davvero i luoghi. In Giordania, Cassandra Gutierrez suggerisce invece di incoraggiare il cliente a uscire dai circuiti più turistici, frequentare i centri cittadini, entrare nei negozi locali e vivere momenti di quotidianità. Nel deserto, le esperienze possono comprendere cene con famiglie locali o lezioni di cucina tradizionale. Alle Maldive, Cristina Lago porta l'esempio di uno snorkeling notturno accompagnato da un biologo marino, con strumenti specifici per osservare il comportamento della vita marina nelle ore notturne. E propone anche un'esperienza radicalmente diversa: trascorrere una notte in completa solitudine su una lingua di sabbia o un'isola isolata, con tutti i necessari accorgimenti di sicurezza. "Sono esperienze di cui vorresti parlare, non solo avere belle foto", sottolinea Lago. In Bhutan, Heena Kapoor racconta infine esperienze costruite a stretto contatto con la comunità: una giornata trascorsa in un monastero, dalla preparazione del pranzo alla cena, per osservare la vita dei monaci e meditare con loro, oppure l'incontro con una famiglia locale che può accompagnare il viaggiatore alla scoperta della cucina e delle tradizioni di una piccola città.
Dal sogno alla prenotazione: il ruolo dell’agente
Il passaggio dalla suggestione alla vendita parte però, secondo i partecipanti, da un elemento molto concreto: fare le domande giuste. Heena Kapoor invita gli agenti a partire dall'itinerario classico e poi aggiungere piccoli elementi capaci di creare una connessione personale, dal workshop di artigianato all'incontro con un monaco, fino alle attività legate alla meditazione o al benessere. La stessa logica vale per le Maldive, dove Cristina Lago sottolinea che non esiste un resort adatto indistintamente a ogni cliente. Capire se davanti si ha un viaggiatore interessato all'avventura, alla pesca, al benessere, una famiglia multigenerazionale o un gruppo di amici permette di indirizzare la scelta verso l'atollo e la struttura più coerenti con le aspettative. "Dobbiamo davvero capire e dobbiamo parlare, dobbiamo creare un dialogo significativo", afferma Lago, indicando nella relazione tra agente e DMC uno degli elementi centrali della costruzione del viaggio. Anil Sharma invita gli agenti a partire ancora prima, chiedendo al cliente perché abbia scelto proprio quella destinazione e cosa voglia trovare: cultura, gastronomia, natura, storia, spiritualità, benessere o altro. Solo dopo, secondo il DMC, si può costruire il prodotto e valutare con il partner in destinazione quali esperienze aggiungere. Anche Cassandra Gutierrez insiste sull'importanza di raccogliere informazioni precise prima di rivolgersi al DMC. "Se riceviamo una richiesta come ‘ho quattro persone, vogliono visitare la Giordania’, non è sufficiente", rimarca. "Sapere chi sono i viaggiatori, cosa vogliono vedere e perché hanno scelto la destinazione permette di trasformare una richiesta generica in un progetto realmente personalizzato".
Il viaggio dei sogni comincia quando...
A chiudere l'appuntamento, come da tradizione di Esperienze in Pillole, una domanda secca: quando comincia davvero il viaggio dei sogni? Le risposte hanno riportato ancora una volta al centro il rapporto con la destinazione e con le persone. Per Cassandra Gutierrez comincia quando si arriva in Giordania e si viene accolti con un 'benvenuto' capace di far sentire subito a casa. Per Anil Sharma, invece, quando il cliente decide di 'vivere qualcosa' e non semplicemente di visitare un luogo. Heena Kapoor guarda al Bhutan, il 'Paese più felice del mondo', mentre Cristina Lago sposta il punto di partenza ancora prima della partenza: il viaggio comincia quando si smette di considerare una destinazione come una voce della propria lista e si inizia a chiedersi che cosa si vuole davvero vivere e ricordare.
A ciascuno il proprio sogno, è in fondo il filo conduttore emerso dalla puntata: il compito di chi vende e costruisce il viaggio è trasformare un immaginario, talvolta alimentato da stereotipi, immagini e copertine di catalogo, in qualcosa di tangibile e soprattutto memorabile. Perché il vero valore di un grande viaggio non sta soltanto nella destinazione scelta, ma nella capacità di renderla un'esperienza personale, costruita intorno a chi la vive. La vera magia accade quando il sogno va oltre le aspettative e diventa realtà.
Il prossimo appuntamento è fissato per l'8 ottobre, alle ore 12:00, con il tema "Il viaggio dei desideri è cambiato: cosa cerca oggi il viaggiatore". Le iscrizioni sono già aperte, al seguente link >> ISCRIVITI ORA.
La registrazione del quarto incontro è invece disponibile QUI per agenzie di viaggio e operatori interessati a rivedere i contenuti del talk.
G.G.