Immagine di sfondo della pagina Estate 2026: gli italiani scelgono la “whycation” tra bisogno di senso e voglia di partire
04 maggio 2026

Nonostante un contesto travel reso più complesso da incertezze economiche e tensioni geopolitiche, con le temperature in rialzo e le giornate sempre più lunghe cresce il desiderio di programmare la prossima partenza, sia che si tratti di destinazioni vicine agli orizzonti o di mete più lontane. Ed è proprio in questo periodo che iniziano a prendere forma i progetti di vacanza, tra ispirazioni, ricerche e aspettative, che spaziano dal bisogno di riposo alla ricerca di nuove esperienze. In vista dell’arrivo dell’estate, CamperDays torna ad approfondire ed analizzare i comportamenti e le preferenze degli italiani attraverso uno studio redatto in collaborazione con l’istituto di ricerca Censuswide, mettendo in luce le principali tendenze di viaggio della prossima stagione estiva.
Dopo anni in cui la scelta della vacanza era guidata principalmente dalla meta, qualcosa sta cambiando nel modo di pensarla e programmarla: ora non conta più solo il “dove”, ma anche e soprattutto il “perché”. A prescindere dall’attuale contesto, il desiderio di evasione per questa stagione estiva rimane forte: per quasi la totalità del campione le ferie sono un must (87%); non solo: l’86% del campione afferma che la definizione delle ferie è ora guidata da una motivazione più profonda, aderendo alla filosofia della “whycation”, un trend che mette al primo posto il bisogno individuale, ridefinendo il concetto di pausa.
 
Tra le motivazioni messe in evidenza dallo studio, al primo posto emerge il bisogno di disconnettersi e rallentare (34%), un desiderata che mette d’accordo tutte le generazioni. Oltre a questa esigenza comune, emergono però differenze significative nelle motivazioni di viaggio delle diverse coorti generazionali. La Gen Z si distingue come la generazione più introspettiva e orientata alla scoperta, scegliendo di partire per esplorare nuove culture (25%) e imparare qualcosa di nuovo per favorire la propria crescita personale (18%). Diverso, invece, l’approccio alla vacanza dei Millennial e della Generazione X, per cui al secondo posto prevale il desiderio di concedersi momenti di gratificazione personale (rispettivamente 21% e 18%), un’esigenza che cresce ulteriormente tra i Boomer, per i quali raggiunge persino quasi il 24%. L’importanza di vivere delle “whycation” quest’estate è confermata dal 58% del campione, per i quali l’equilibrio tra destinazione e significato del viaggio è l’elemento prioritario nella pianificazione delle vacanze, segno di un approccio degli italiani sempre più consapevole e intenzionale; a questo, si aggiunge un 18% per cui il significato del viaggio è più importante della destinazione.
 
Accanto al desiderio di trovare una motivazione al viaggio, si fa spazio però anche un’altra dinamica sempre più diffusa: la pressione sociale della vacanza perfetta. Oggi viaggiare significa anche rispondere ad una serie di aspettative, ispirazioni e confronti continui con gli altri; non sorprende infatti che la metà degli intervistati (51%) ammetta di sentire questo disagio, percepito soprattutto tra le generazioni più giovani, dove la percentuale si alza al 61% per chi ha tra i 18 e i 28 anni e al 58% per la fascia d’età tra i 29 e i 44. A peggiorare questa aspettativa sociale sono diversi fattori: in primis le costrizioni date dal budget (40%). A questo seguono poi la paura di sprecare tempo e denaro (30%), una preoccupazione percepita specialmente dagli Zoomer (37%), e un numero limitato di giorni di ferie (27%), una percentuale che cresce tra i Millennial (37%). Complica ulteriormente la situazione anche una scelta di destinazioni percepita come troppo vasta, che genera la “decision fatigue”: un senso di indecisione e sovraccarico mentale che porta a rimandare o faticare nella scelta, e che oltre il 20% del campione ammette di provare.
 
I driver di viaggio che definiranno l’estate 2026 degli italiani

Attraverso l’indagine, CamperDays, oltre ad aver evidenziato fenomeni come la “whycation” e la “decision fatigue”, ha analizzato i principali driver che guideranno  maggiormente le scelte dei viaggiatori nella prossima stagione estiva, mettendo in luce i fattori più rilevanti nella selezione delle destinazioni.
Il mare domina, ma cresce il desiderio di esplorazione: le mete balneari, dalle isole alle coste mediterranee, si confermano le preferite dagli italiani anche per il 2026, conquistando il 51% delle scelte complessive. Seguono le destinazioni montane (18%), particolarmente apprezzate dai Millennial (22%). Al terzo posto a pari merito (16%) si collocano i viaggi a lungo raggio fuori dall’Europa, la seconda scelta della Gen Z (25%), e le destinazioni urbane - come le capitali europee e le città d’arte. Si rafforza il trend verso una vacanza più flessibile, programmata intorno ad una meta principale, ma con la possibilità di esplorare i dintorni (una formula scelta dal 33%), mentre le destinazioni note e percepite come sicure raccolgono il 19% delle preferenze, soprattutto tra gli over 45 (20%).
L’on the road incuriosisce la Gen Z: i viaggi vissuti su strada continuano ad attirare l’attenzione degli italiani, con il 14% delle preferenze complessive. Una formula che attira soprattutto i viaggiatori più giovani: infatti, tra i Millennial viene scelta dal 18%, mentre tra la Gen Z le vacanze on the road spopolano, diventando la seconda scelta per l’estate 2026 con il 24% di preferenze. Non a caso, la maggior parte delle prenotazioni previste per l’estate sulla piattaforma CamperDays si concentra tra i 25 e i 34 anni (35%) e i 35 e i 44 anni (27%)2, confermando il forte interesse delle fasce più giovani, che prediligono formule più flessibili e gestibili, anche alla luce di un contesto economico incerto e dell’attenzione crescente ai costi di viaggio, carburante incluso.
L’AI conquista i più giovani nella pianificazione degli itinerari: gli strumenti di AI e i chatbot si affermano come supporto sempre più rilevante, con il 55% degli intervistati che li considera  utili per organizzare gli itinerari. Il dato aumenta in modo significativo tra i Gen Z, dove raggiunge il 79%: in particolare, il 28% afferma di utilizzare regolarmente l’AI per la programmazione dei viaggi perché permette di risparmiare tempo e fatica mentre il 52% degli Zoomer che si affida all’AI fa anche un doppio controllo delle informazioni, online o con persone di fiducia. I Boomer restano invece più scettici: il 62% non ritiene questi strumenti per nulla utili, tra questi il 35% preferisce affidarsi a guide di viaggio, blog o consigli personali, mentre il 27% conosce l’AI, ma non la utilizza per pianificare le vacanze.

Meno stereotipi sulle donne al volante, ma alla guida restano gli uomini: la guida durante i viaggi si conferma un importante strumento di empowerment per le donne, dove per il 44% equivale a indipendenza e controllo (dato che sale al 50% tra le donne). Tuttavia, nonostante il 71% non nutra alcuna diffidenza verso le donne alla guida, nella pratica, tra chi guiderà quest’estate, il volante continua a venire affidato prevalentemente agli uomini (68% contro il 16% di guidatrici), con un 16% di viaggiatori che non ha in programma di guidare. 

Cerca