Gezdari, Intermundial: "Serve ancora un cambio di cultura sull'assicurazione viaggio"
La consapevolezza cresce, ma molti italiani sottovalutano ancora i rischi delle vacanze di prossimità. L'analisi di Intermundial.
Negli ultimi anni il modo di viaggiare è cambiato profondamente. Crescono i weekend lunghi, le vacanze di prossimità e le esperienze outdoor, mentre diminuisce la convinzione che solo un viaggio dall'altra parte del mondo meriti una pianificazione accurata. Eppure gli imprevisti non conoscono confini: una cancellazione all'ultimo momento, un problema di salute o un'interruzione del soggiorno possono trasformare anche pochi giorni di vacanza in una spesa inattesa e in un'esperienza da dimenticare. Nonostante ciò, molti viaggiatori continuano a considerare l'assicurazione un costo accessorio, soprattutto quando la destinazione è vicina a casa. Ma è davvero ancora così? Ne abbiamo parlato con Soni Gezdari, Country Manager Italia di Intermundial, che in questa intervista a Turismo & Attualità spiega perché oggi la protezione assicurativa dovrebbe essere parte integrante dell'esperienza di viaggio, indipendentemente dalla distanza percorsa, e quale ruolo possono giocare agenzie di viaggio e tour operator nel diffondere una maggiore cultura della prevenzione.
D: L’assicurazione di viaggio viene spesso associata a destinazioni lontane o extraeuropee. Quanto è ancora diffusa questa percezione e perché oggi può essere considerata superata?
R: Si tratta di una percezione ancora piuttosto diffusa. Per molto tempo l’assicurazione di viaggio è stata associata soprattutto ai grandi viaggi internazionali, alle destinazioni a lungo raggio o ai Paesi in cui i costi sanitari possono essere particolarmente elevati. Oggi, però, questa visione non rispecchia più il modo in cui viaggiamo. Gli imprevisti non dipendono dalla distanza. Una cancellazione prima della partenza, un problema con i trasporti, un’interruzione del soggiorno, un inconveniente con il bagaglio o la necessità di assistenza medica possono verificarsi anche durante una vacanza in Italia o in Europa. Inoltre, il viaggio è diventato più complesso. Oggi i viaggiatori combinano voli, treni, strutture ricettive, attività, esperienze sportive, weekend lunghi e prenotazioni effettuate con largo anticipo oppure all’ultimo momento. Tutto questo genera nuove esigenze di protezione. Per questo motivo, l’assicurazione di viaggio non dovrebbe più essere considerata esclusivamente una copertura per mete lontane, ma uno strumento utile a proteggere l’investimento economico, l’esperienza di viaggio e la capacità di affrontare eventuali imprevisti.
D: Anche le vacanze di prossimità possono essere esposte a inconvenienti importanti: cancellazioni, problemi di salute o interruzioni del soggiorno. Quali sono oggi i rischi maggiormente sottovalutati dai viaggiatori?
R: Probabilmente il rischio più sottovalutato è pensare che, viaggiando vicino a casa, le conseguenze di un imprevisto siano necessariamente limitate. Non è sempre così. Una cancellazione all’ultimo momento, una malattia prima della partenza, un ritardo significativo, lo smarrimento del bagaglio o la necessità di interrompere il soggiorno possono comportare costi economici rilevanti anche quando la destinazione si trova a poche ore da casa. Spesso viene inoltre sottovalutata la differenza tra avere accesso all’assistenza sanitaria e essere realmente protetti durante il viaggio. In Europa, ad esempio, la Tessera Europea di Assicurazione Malattia rappresenta uno strumento molto utile per accedere ai servizi sanitari pubblici nei Paesi aderenti, ma non sostituisce un’assicurazione di viaggio. Non copre infatti l’assistenza sanitaria privata, il rimpatrio sanitario, alcuni trasferimenti medici, le cancellazioni o altre problematiche legate al viaggio. Un altro aspetto sempre più rilevante riguarda le attività praticate durante la vacanza. Escursionismo, sport acquatici, ciclismo ed esperienze outdoor sono ormai molto comuni, ma non tutti verificano se tali attività richiedano coperture specifiche o siano soggette a limitazioni contrattuali.
D: Negli ultimi anni il concetto stesso di viaggio è cambiato, con una forte crescita dei weekend lunghi e delle esperienze brevi. In che modo questa evoluzione ha influenzato la domanda di coperture assicurative?
R: Ha avuto un impatto significativo. Il viaggio non coincide più esclusivamente con la classica vacanza annuale. Crescono le fughe di pochi giorni, i weekend prolungati, i viaggi tematici, le esperienze sportive, culturali o gastronomiche e le formule multiviaggio. Questo scenario richiede soluzioni assicurative più flessibili. Viaggiatori, agenzie e operatori hanno bisogno di coperture che possano adattarsi a durate, budget e livelli di rischio differenti. Non avrebbe senso proporre la stessa soluzione per un viaggio intercontinentale e per una breve vacanza europea. Allo stesso tempo, non è opportuno lasciare priva di protezione una fuga di pochi giorni se comporta un investimento economico importante o include attività che potrebbero generare inconvenienti. Per il settore turistico si tratta di un’opportunità: integrare l’assicurazione non come un elemento accessorio, ma come parte integrante della consulenza di viaggio. Più il viaggio è personalizzato, più dovrebbe esserlo anche la protezione.
D: Quanto incide la crescente diffusione delle attività outdoor e sportive in vacanza sulla richiesta di polizze più complete e flessibili?
R: Incide in maniera evidente. La diffusione delle attività all’aria aperta ha ampliato notevolmente il numero di situazioni che possono verificarsi durante un viaggio. Non si parla più soltanto di trasporto, alloggio e assistenza medica generale, ma anche di esperienze che possono richiedere garanzie specifiche.
Escursionismo, ciclismo, sport acquatici, attività in ambienti naturali o esperienze più avventurose possono aumentare l’esposizione a determinati rischi. È importante ricordare che non tutte le polizze coprono tutte le attività e che le condizioni possono variare sensibilmente. Per questo motivo è fondamentale verificare attentamente coperture, massimali ed eventuali esclusioni prima della partenza. Per agenzie e tour operator questo rappresenta un elemento particolarmente importante: quando si propone un’esperienza attiva, l’assicurazione dovrebbe essere considerata una componente del prodotto turistico e non un semplice servizio aggiuntivo.
D: Dal vostro osservatorio, il viaggiatore italiano è oggi più consapevole del valore dell’assicurazione oppure esiste ancora un gap culturale da colmare?
R: La consapevolezza è certamente cresciuta rispetto al passato, ma esiste ancora un importante lavoro di sensibilizzazione da svolgere. Il viaggiatore italiano presta oggi maggiore attenzione alla sicurezza, alla flessibilità e alla tranquillità, soprattutto in un contesto internazionale caratterizzato da una crescente incertezza. Tuttavia, molti continuano a considerare l’assicurazione come un costo accessorio e non come una componente della pianificazione del viaggio. Persistono inoltre alcuni equivoci. Molti ritengono, ad esempio, che la Tessera Europea di Assicurazione Malattia garantisca una copertura completa in Europa, mentre in realtà presenta limiti ben precisi. Altri pensano che una vacanza breve o vicina a casa non richieda alcuna protezione aggiuntiva. In questo contesto il ruolo degli operatori turistici diventa fondamentale. Agenzie di viaggio e tour operator hanno la possibilità di spiegare il valore reale dell’assicurazione in modo semplice, concreto e coerente con il tipo di viaggio che il cliente sta organizzando. Non si tratta di alimentare paure, ma di aiutare il viaggiatore a partire con maggiore consapevolezza.
D: In un contesto in cui si viaggia sempre più spesso vicino a casa, quale dovrebbe essere oggi il messaggio chiave per far comprendere che l’assicurazione non è un costo accessorio, ma una componente essenziale dell’esperienza di viaggio?
R: Il messaggio fondamentale è molto semplice: viaggiare vicino non significa viaggiare senza rischi.
La distanza non elimina la possibilità di una cancellazione, di un’emergenza medica, di un problema con il bagaglio, di un disservizio nei trasporti o della necessità di assistenza durante il viaggio. L’assicurazione dovrebbe essere considerata parte integrante dell’esperienza e non un adempimento da aggiungere all’ultimo momento. Quando è scelta correttamente, protegge l’investimento economico effettuato e offre un elemento fondamentale: la capacità di reagire rapidamente agli imprevisti. Per Intermundial la protezione del viaggiatore va oltre la semplice polizza. Significa accompagnarlo prima, durante e dopo il viaggio attraverso soluzioni personalizzate, assistenza dedicata e strumenti tecnologici che semplificano la gestione delle eventuali criticità. Un approccio particolarmente rilevante in un mercato come quello italiano, dove i viaggi di prossimità, i weekend lunghi e le esperienze personalizzate continuano a crescere anno dopo anno.
Gaia Guarino