Immagine di sfondo della pagina IATA accusa Bruxelles: “La riforma di EU261 non risolve i ritardi e aumenta i costi per i passeggeri”
18 giugno 2026

L'International Air Transport Association (IATA) esprime forte insoddisfazione per l’esito della revisione di EU261, il regolamento europeo sui diritti dei passeggeri. Dopo tredici anni di discussioni, secondo l’associazione la riforma approvata dalle istituzioni europee non affronta le criticità strutturali del sistema e non migliora l’esperienza dei viaggiatori, lasciando irrisolti i problemi legati ai ritardi e alle cancellazioni.

Le modifiche introdotte vengono giudicate marginali. Tra queste, l’inserimento di una lista non esaustiva di circostanze straordinarie – che però, secondo IATA, non rafforza adeguatamente il principio della sicurezza operativa – e l’obbligo per gli aeroporti di dotarsi di piani di emergenza per l’alloggio dei passeggeri in caso di gravi disservizi. Un passo avanti, quest’ultimo, ma ancora insufficiente per garantire una reale condivisione delle responsabilità lungo la filiera.
Secondo IATA, EU261 genera oggi un onere regolatorio pari a 8 miliardi di euro l’anno, senza aver prodotto miglioramenti significativi nelle performance operative, come dimostrano i dati Eurocontrol. Una quota rilevante dei ritardi, infatti, è attribuibile alle inefficienze del sistema europeo di gestione del traffico aereo.
Le compagnie aeree avevano sostenuto la proposta della Commissione di allungare le soglie temporali che fanno scattare l’obbligo di compensazione, misura che avrebbe permesso una gestione più efficace delle riprotezioni, priorità indicata dai passeggeri stessi. Tale intervento è stato però eliminato nel negoziato con il Parlamento europeo, mentre sono stati aggiunti nuovi obblighi non direttamente collegati alle irregolarità operative.
“Dopo 13 anni di discussione, l’opportunità di migliorare la competitività europea e l’esperienza dei passeggeri è stata persa”, afferma Willie Walsh, Direttore Generale di IATA. “Il risultato non ridurrà i ritardi e, considerando l’insieme delle modifiche, creerà ulteriori sfide operative e costi che ricadranno sui passeggeri. È una riforma solo di nome, che non aiuta chi subisce disservizi”.

Walsh indica due fronti su cui sarà necessario vigilare nei prossimi mesi: l’elaborazione del pacchetto di enforcement, che dovrà evitare ulteriori appesantimenti regolatori, e la definizione della nuova Aviation Strategy europea, chiamata ad affrontare le carenze del sistema di controllo del traffico aereo, ritenute da IATA la principale causa dei ritardi.

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