Italia leader globale per prenotazioni anticipate: i dati SiteMinder 2025
Nel 2025 l’Italia registra la booking window più ampia: viaggi pianificati prima, soggiorni più lunghi e domanda distribuita lungo tutto l’anno.
Nel 2025, secondo il nuovo report di SiteMinder, la piattaforma mondiale di guest acquisition e revenue management per il settore alberghiero, l’Italia ha registrato la maggior estensione della finestra di prenotazione su base annua, rispetto agli altri Paesi analizzati. I dati confermano un’evoluzione delle abitudini di viaggio: i viaggiatori pianificano i loro soggiorni negli hotel italiani con maggiore anticipo, con una domanda distribuita in modo più uniforme durante tutto l'anno e un aumento delle prenotazioni per soggiorni di lunga durata.
Prenotazioni sempre più anticipate
In base all’Hotel Booking Trends di SiteMinder, l’analisi basata su oltre 130 milioni di prenotazioni alberghiere, nel 2025, i viaggiatori, spinti da una crescente attenzione ai prezzi, hanno prenotato gli hotel italiani mediamente 35 giorni prima dell'arrivo previsto, facendo aumentare il lead time medio del 4% rispetto al 2024. Il dato segna il più alto aumento annuo dei tempi di prenotazione di qualsiasi paese e colloca l'Italia al di sopra della media globale di 32 giorni.
Viaggi sempre più distribuiti durante l’anno
L’andamento della domanda alberghiera in Italia nel 2025 ha registrato una distribuzione in continuità rispetto ai trend dell’anno precedente. Sebbene, infatti, luglio e agosto siano rimasti i mesi di punta, nel 2025 hanno inciso meno sul totale delle prenotazioni rispetto al 2024: luglio è sceso dall'11,09% al 10,77% e agosto dal 10,78% al 10,71%. Questi lievi cali sono stati ampiamente compensati da una quota crescente di prenotazioni effettuate per quelli che sono considerati mesi di bassa stagione: la quota di aprile, l’anno scorso particolarmente favorita dalla combinazione tra Pasqua e i ponti 25 aprile, 1° maggio, è aumentata dal 7,84% all'8,37%, mentre quella di maggio è passata dal 9,39% al 9,56% e giugno dal 9,81% al 10,18%. Allo stesso tempo la domanda si mantiene più regolare in tutti i mesi, sostenuta anche dall’effetto del Giubileo, con sensibili incrementi anche per i mesi di gennaio, febbraio e dicembre.
Permanenze più estese
A fronte di una lieve flessione nelle richieste per soggiorni di una sola notte, si registra una crescita generalizzata per tutte le altre tipologie di permanenza. Nello specifico, i pernottamenti di 2 notti crescono del 30,52% rispetto al 2024, seguiti dai soggiorni di 3-4 notti (+25,31%) e 5-6 notti (+22,33%). Anche i soggiorni di durata settimanale o superiore mostrano un incremento significativo (+30,67%). Complessivamente, i soggiorni di lunga durata (da 2 notti in su) arrivano a rappresentare quasi il 14% delle prenotazioni totali.
Flussi e cancellazioni stabili
I check-in nazionali e internazionali si confermano stabili rispetto alla rilevazione precedente, attestandosi rispettivamente al 32,91% e al 67,09%. Il tasso di cancellazione, pari al 21,33%, mostra un lieve rialzo (+0,56%), riconducibile all'estensione del periodo medio di prenotazione anticipata .
La notte più costosa
Per il secondo anno consecutivo il venerdì si conferma la notte più cara a 227 euro e la domenica la meno cara a 204 euro. Nel dettaglio, le tariffe medie più elevate si sono registrate a maggio, con un ADR (Average Daily Rate) di 244 euro. Le tariffe di luglio e agosto sono state in media rispettivamente di 220 euro e 210 euro, mentre a partire da Settembre si registra una tendenza al ribasso dei prezzi che si è accentuata in modo particolare nel mese di Novembre con la tariffa media più bassa (167 euro). Al contrario, gennaio si distingue per la crescita più significativa anno su anno, con un incremento del 7,85% a 169 euro.
“Il picco estivo resta una stagione fondamentale per gli hotel italiani, ma lo spostamento verso una pianificazione anticipata e viaggi al di fuori dei mesi estivi è un cambiamento positivo”, afferma Simone Portaluri, Regional Manager di SiteMinder per l’Italia. “L'orientamento al valore guida le scelte di chi desidera vivere il Bel Paese: la massimizzazione del budget si sposa con la ricerca di contesti meno affollati e più autentici, privilegiando il benessere e la qualità dell'esperienza. Per il settore alberghiero italiano, questo rappresenta un'importante opportunità", aggiunge. "Finestre di prenotazione più ampie offrono alle strutture più tempo per coinvolgere gli ospiti prima dell’arrivo, valorizzando l’esperienza con proposte mirate di upselling su servizi distintivi e pacchetti dedicati, soprattutto al di fuori dei periodi di punta. Se i viaggiatori prenotano in anticipo, anche gli albergatori dovrebbero intercettarli prima nel loro percorso di prenotazione, in modo da poter rispondere alla crescente attenzione ai costi, pur mantenendo un approccio più proattivo per aumentare i ricavi”.
I 12 principali canali di prenotazione alberghiera in Italia nel 2025:
1. Booking.com
2. Expedia Group
3. Prenotazioni dirette attraverso il sito dell’hotel
4. Hotelbeds
5. Hostelworld Group
6. Agoda
7. Trip.com
8. GDS – Global Distribution Systems
9. Airbnb
10. WebBeds
11. Mr and Mrs Smith
12. HRS - Hotel Reservation Service
Insieme a Germania e Portogallo, l'Italia rientra tra i tre mercati a livello globale in cui nel 2025 la classifica dei primi otto canali che generano più ricavi per gli hotel è rimasta invariata. Airbnb ha raggiunto il nono posto, un record assoluto, grazie alla crescente popolarità della piattaforma anche in vista dell’evento internazionale dedicato agli sport invernali. Mr & Mrs Smith è invece rientrato nella Top 12, grazie all’aumento delle prenotazioni dal Regno Unito (il mercato di riferimento per questa piattaforma), e all’integrazione nel programma fedeltà World of Hyatt. A livello globale, sul fronte della redditività, i canali di prenotazione diretta dai siti degli hotel mantengono la posizione di testa con un aumento del 4,25% rispetto alla scorsa rilevazione, attestandosi a una media di 475,72 euro. Si tratta di un risultato coerente con l'andamento degli ultimi cinque anni, che vede i siti web degli hotel crescere a un ritmo medio del 3,9% annuo.