Immagine di sfondo della pagina JA Manafaru Maldives punta sul trade italiano: isola naturale, F&B premiato e spa come leve di vendita
08 ottobre 2026

Un'isola naturale tra le più rare delle Maldive, un'offerta gastronomica premiata e una spa orientata al concetto di benessere "body, mind and spirit". Sono questi i tre pilastri su cui JA Manafaru Maldives, struttura situata nell'atollo di Haa Alifu all'estremo nord delle Maldive, costruisce il proprio posizionamento nel segmento luxury, come ha spiegato a Roma il general manager Roberto Garrone durante un incontro con la stampa.

84 ville per un resort a bassa densità

Con 84 ville distribuite su una delle isole più grandi dell'arcipelago, JA Manafaru Maldives  si propone come un resort boutique caratterizzato da ampi spazi e un'elevata privacy. Una scelta che lo distingue da molte strutture maldiviane di dimensioni analoghe, che possono ospitare oltre 140 unità abitative. "Molte isole della stessa dimensione hanno circa 140 ville, noi ne abbiamo soltanto 84. Questo significa più spazio, più privacy e un'esperienza più autentica a contatto con la natura", ha spiegato Garrone. Le sistemazioni spaziano dalle beach villa alle water villa con piscina infinity e accesso diretto alla barriera corallina, particolarmente apprezzate dal mercato italiano, fino alle residenze private dedicate a famiglie e gruppi. Al vertice dell'offerta si colloca la Three Bedroom Residence, dotata di spazi esclusivi, campo da beach volley, bar e ristorante privati e servizio personalizzato. Ogni villa dispone inoltre di un butler dedicato e può contare su un team internazionale in grado di assistere gli ospiti in 14 lingue diverse, italiano compreso.

L'autenticità di un'isola naturale

L'isola naturale rappresenta il principale elemento distintivo del resort e il primo dei tre asset strategici individuati dal management. "L'isola naturale è il nostro principale unique selling point. Quando gli ospiti arrivano percepiscono immediatamente una sensazione di tranquillità. È come se l'isola avesse una propria anima", ha raccontato Garrone. JA Manafaru Maldives è inoltre l'unico resort presente nel proprio atollo, una condizione che favorisce la tutela dell'ambiente marino grazie alla limitata presenza di traffico nautico. "C'è solo il nostro idrovolante e ci sono solo le nostre barche, quindi non disturbiamo i coralli", ha sottolineato il manager. La struttura collabora con ORP, organizzazione con sede a Malé, in progetti di rigenerazione della barriera corallina attraverso apposite strutture in acciaio e rame. L'assenza di altri resort nelle vicinanze contribuisce anche a valorizzare le esperienze di destination dining e l'osservazione del cielo notturno. Tra gli elementi che caratterizzano l'isola figurano cinque banyan tree secolari e una ricca biodiversità marina che comprende mante, tartarughe, reef e numerose specie tropicali.

Food & beverage al centro della strategia


La ristorazione rappresenta uno degli asset più importanti dell'offerta di JA Manafaru. Il resort propone sette outlet tra ristoranti e bar, con formule che spaziano dal bed and breakfast all'all inclusive. "Crediamo nella qualità più che nella quantità. Per questo non abbiamo buffet e preferiamo concentrarci sull'esperienza gastronomica e sul servizio", ha affermato Garrone. Il resort può inoltre contare su un executive chef maldiviano, una figura che contribuisce a valorizzare ingredienti, tradizioni e cultura gastronomica locale. "L'award winning food and beverage è uno dei nostri tre pilastri. Vogliamo che gli ospiti ricordino il resort anche attraverso quello che mangiano e bevono", ha aggiunto il general manager. Tra i punti di riferimento dell'offerta figurano l'Ocean Grill, il ristorante asiatico White Orchid, il bar Beli dedicato agli aperitivi al tramonto e il ristorante italiano Andiamo, sviluppato con il contributo di professionisti della gastronomia italiana. Completano l'esperienza il Tree House Restaurant, con menu a chilometro zero e prenotazione esclusiva, e la cantina sotterranea ricavata da un'antica piantagione di cocco, presentata come la prima wine cellar underground delle Maldive.

Wellness tra trattamenti e visiting practitioner


Il terzo pilastro dell'offerta è rappresentato dalla spa, che abbina trattamenti benessere tradizionali a un programma di visiting practitioner provenienti da diverse discipline. "Abbiamo una spa body, mind and spirit che rende il prodotto molto unico. Gli ospiti non vengono soltanto per un massaggio, ma per intraprendere un percorso di benessere completo", ha spiegato Garrone. L'offerta comprende specialisti in medicina tibetana, Shiatsu, Ayurveda e osteopatia, figure che contribuiscono ad attrarre una clientela fidelizzata. "Molti ospiti tornano non solo per le Maldive, ma per ritrovare i nostri practitioner e continuare il percorso iniziato durante il soggiorno precedente", ha aggiunto. Tra le novità figura inoltre la collaborazione con il marchio scozzese Ishga, specializzato in prodotti naturali a base di alghe marine. Il progetto prevede lo sviluppo di trattamenti personalizzati per differenti tipologie di pelle, supportati da una gamma di dodici oli specifici.

Famiglie, wedding e sostenibilità

JA Manafaru Maldives si rivolge sia al segmento coppie sia a quello delle famiglie multigenerazionali, grazie a un'offerta che comprende kids club, teens club, attività sportive ed esperienze dedicate ai più piccoli. In crescita anche il comparto wedding, che quest'anno ha registrato 85 celebrazioni e punta a superare quota 100 nel prossimo esercizio. Sul fronte della sostenibilità, il resort adotta sistemi naturali per il controllo delle zanzare, limitando il ricorso ai pesticidi. Il programma combina l'eliminazione quotidiana dei ristagni d'acqua, la presenza naturale di gechi e lucertole e, nei periodi successivi ai monsoni, il rilascio controllato di libellule. "Per noi la sostenibilità non è una parola, ma qualcosa che viviamo ogni giorno. Cerchiamo di lavorare con la natura e non contro la natura", ha osservato Garrone. La struttura impiega circa 300 collaboratori, dei quali il 50% è di nazionalità maldiviana.

Il mercato italiano resta strategico

L'Italia continua a rappresentare uno dei mercati di riferimento per il resort, che opera sia attraverso il canale trade sia tramite prenotazioni dirette. "Per noi il mercato italiano è importantissimo e continuiamo a investire per adattare il prodotto alle esigenze di una clientela in continua evoluzione", ha dichiarato il general manager. Sul fronte commerciale, Garrone ha evidenziato la forte capacità di recupero della destinazione dopo le difficoltà registrate in primavera a causa delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e della riduzione dei collegamenti aerei verso le Maldive. "A maggio siamo andati un 30% sopra l'anno precedente", ha spiegato il manager, sottolineando come luglio abbia registrato il doppio dell'occupazione rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, accompagnato da un incremento tariffario di quasi 100 dollari per camera. Ad agosto la crescita avrebbe raggiunto il 70%. Più complesso l'impatto delle nuove tasse turistiche annunciate dal governo maldiviano e successivamente rinviate. "Quando la norma è stata annunciata ne abbiamo risentito sul fronte delle prenotazioni. Ma appena è stata posticipata, le richieste sono tornate molto forti", ha concluso Garrone.

Giuseppe Focone

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