L'Honduras elimina l'obbligo di visto per il Regno Unito e punta sul turismo europeo
Dal 31 ottobre i viaggiatori del Regno Unito possono entrare senza visto consolare. La misura punta a rafforzare l'attrattività della destinazione e a favorire i circuiti multi-Paese nell'area centroamericana.
L'Honduras apre ulteriormente le sue porte al mercato britannico. L'Istituto Honduregno del Turismo (IHT) ha annunciato l'eliminazione dell'obbligo di visto consolare per i cittadini del Regno Unito, una misura entrata in vigore il 31 ottobre 2026 con la pubblicazione dell'Accordo n. 005-SG-2026 sulla Gazzetta ufficiale del Paese.
La decisione modifica la classificazione dei cittadini britannici, che passano dalla categoria soggetta a visto consolare a quella esente da visto.
Per l'ingresso nel Paese sarà ora sufficiente un passaporto con almeno sei mesi di validità residua, oltre alla compilazione della dichiarazione doganale online e al rispetto degli eventuali requisiti sanitari previsti in base al Paese di provenienza.
Secondo l'IHT, il provvedimento rappresenta un'opportunità per rafforzare la presenza dell'Honduras nelle programmazioni dei tour operator britannici e per agevolare la costruzione di itinerari che includano più destinazioni del Centro America.
La misura assume particolare rilievo alla luce del peso del mercato britannico per il turismo regionale. Secondo i dati della Central America Tourism Agency (CATA), nel 2025 Centro America e Repubblica Dominicana hanno accolto complessivamente 30,6 milioni di visitatori. Di questi, circa 350 mila provenivano dal Regno Unito, che si conferma il secondo mercato europeo per importanza nell'area.
Nel complesso, i mercati europei rappresentano tra il 14% e il 15% degli arrivi internazionali nella regione. Il viaggiatore europeo trascorre mediamente tra i 14 e i 15 giorni nell'area e registra una spesa giornaliera di circa 150 dollari a persona.
L'offerta honduregna spazia tra mare, patrimonio culturale e natura. Le isole di Roatán e Utila sono tra le destinazioni più apprezzate per il turismo balneare e le immersioni nei Caraibi, mentre il sito archeologico di Copán rappresenta uno dei principali poli di interesse per il patrimonio della civiltà maya. Sul fronte naturalistico, Pico Bonito e il fiume Cangrejal attirano appassionati di birdwatching e turismo attivo, mentre la regione occidentale del Paese, con Celaque e la città di Gracias, propone esperienze legate alla montagna e alla storia locale. A completare l'offerta contribuiscono le comunità garifuna, custodi di tradizioni, musica e gastronomia che riflettono l'identità caraibica dell'Honduras.
La destinazione è già presente nei cataloghi di diversi operatori britannici. Journey Latin America, ad esempio, propone un itinerario di 15 giorni che collega Guatemala, Honduras ed El Salvador con una tappa a Copán, mentre Explore include il sito archeologico nei suoi programmi dedicati a Guatemala e Honduras.
Proprio la forte integrazione con i Paesi vicini rende strategica la rimozione del visto. La semplificazione delle procedure d'ingresso potrebbe infatti favorire nuovi itinerari combinati tra città maya, destinazioni naturalistiche, comunità locali e località costiere, aumentando la competitività dell'Honduras all'interno dell'offerta turistica centroamericana.
Con questa iniziativa il Paese punta ad ampliare i flussi dal Regno Unito e a creare nuove opportunità per operatori turistici, strutture ricettive, compagnie di trasporto, guide e comunità locali coinvolte nell'accoglienza dei visitatori internazionali.