Immagine di sfondo della pagina Nasce dAIrect, la startup che punta a portare gli hotel dentro le risposte dell’AI
18 maggio 2026

Cambia il modo di cercare e prenotare un hotel e, con esso, cambia anche il terreno della competizione per le strutture ricettive. Sempre più viaggiatori, infatti, utilizzano strumenti di Intelligenza Artificiale generativa come ChatGPT, Gemini, Claude o Perplexity per chiedere consigli su dove soggiornare, trasformando gli assistenti AI in nuovi intermediari della scelta turistica.

È in questo scenario che nasce dAIrect, startup italiana specializzata nell’integrazione tra AI e hospitality, con una tecnologia proprietaria pensata per rendere i siti ufficiali degli hotel leggibili, interpretabili e quindi raccomandabili dai principali sistemi di Intelligenza Artificiale. Secondo quanto comunicato dalla società, il fenomeno è già in fase avanzata: in Italia un viaggiatore su tre avrebbe utilizzato l’AI nel 2025 per pianificare un viaggio, con una crescita del 77% in un anno, mentre le stime di Bain & Company indicano che questa quota potrebbe superare il 60% entro la fine del 2026. Una trasformazione che non riguarda più soltanto Millennials e Gen Z, ma coinvolge anche le fasce più adulte della popolazione, con incrementi di utilizzo significativi tra Boomer e Generazione X.

Il problema, evidenzia dAIrect, è che gran parte delle strutture alberghiere oggi non è tecnicamente preparata per questo nuovo ecosistema digitale. Secondo il report “World’s Best at AI 2025 Index” di HotelWorld AI, solo il 16% degli hotel compare effettivamente nelle risposte generate dagli assistenti AI, mentre la maggior parte della visibilità resta concentrata nelle mani delle OTA come Booking ed Expedia. Da qui l’idea sviluppata dalla startup: creare un’infrastruttura capace di ottimizzare i siti ufficiali degli hotel affinché possano essere letti e valorizzati dai sistemi di AI generativa nel momento in cui l’utente formula richieste e riceve suggerimenti di viaggio.

“Gli hotel stanno affrontando un cambio di paradigma simile a quello vissuto con la nascita del web – spiega Antonio Picozzi, CEO e co-founder di dAIrect –. Stiamo entrando nell’era del web agentico, in cui non è più l’utente a navigare e confrontare, ma è l’AI a scegliere e consigliare le alternative al posto suo. In questo scenario, se una struttura non è trovabile e leggibile per questi sistemi, di fatto non esiste nel momento in cui il cliente prende la decisione”.

Secondo Picozzi, molti siti alberghieri risultano ancora costruiti per una navigazione tradizionale, ma non per essere interpretati semanticamente dagli algoritmi conversazionali. “Anche un sito perfettamente funzionante per un utente umano può risultare invisibile o non interpretabile per un agente AI”, aggiunge. La tecnologia sviluppata da dAIrect mira quindi ad aumentare la presenza delle strutture nei nuovi canali di ricerca e scoperta della domanda turistica, favorendo traffico diretto e prenotazioni senza intermediazione. Parallelamente, la piattaforma mette a disposizione delle strutture un sistema di monitoraggio dedicato alla visibilità nei canali AI, segmento che oggi resta difficilmente misurabile dagli operatori.

La startup, nata nel 2026, dichiara di avere già attivato circa cento strutture ricettive e avviato collaborazioni con gruppi italiani come VOIhotels del gruppo Alpitour, Mokinba e Italian Hotel Group. Sul fronte internazionale, oltre all’Italia, la società sta sviluppando la propria presenza in Spagna e pianifica l’espansione in Portogallo e Grecia. Nel percorso di crescita tecnologica, dAIrect è stata inoltre selezionata per l’NVIDIA Inception Program, iniziativa dedicata alle startup innovative nel settore dell’Intelligenza Artificiale.

L’obiettivo dichiarato è andare oltre il solo comparto alberghiero e costruire un’infrastruttura digitale applicabile all’intera filiera turistica, includendo destinazioni, ristorazione ed esperienze. Un’evoluzione che riflette il progressivo passaggio verso un ecosistema in cui la visibilità online non dipenderà più soltanto dai motori di ricerca tradizionali, ma dalla capacità di essere intercettati e suggeriti dagli assistenti AI che stanno ridefinendo le modalità di pianificazione del viaggio.

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