Immagine di sfondo della pagina Paolo Bagagli, Agente del Mese di novembre: 27 anni di viaggi su misura con Chakra Viaggi
12 gennaio 2026

È Paolo Bagagli l’agente del mese di novembre di Turismo&Attualità. Con Chakra Viaggi, fondata a Cernusco sul Naviglio nel dicembre 1998 insieme al socio Marcello Formoso, ha costruito una realtà consolidata nel panorama del turismo italiano, dove la personalizzazione e la cura del cliente rappresentano il cuore dell’attività.

“Siamo in due soci, io e Marcello, e sebbene abbiamo un discreto storico alle spalle, ce la mettiamo tutta per aggiungere ulteriori tasselli a questa cifra. Delle vere e proprie specializzazioni non le abbiamo; ci definiamo generalisti. Il meglio delle nostre capacità, derivanti da una costante formazione e da attente attitudini relazionali, lo destiniamo alla cura del cliente: quello vero, quello autentico, quello che ci stima venendone in toto contraccambiato”, spiega Bagagli. Per l’agenzia, viaggiare bene non è solo una scelta di piacere, ma un investimento personale: “Sapere le abitudini dei clienti e assecondarle, spingendoli con solerte intensità a migliorare le proprie esperienze di viaggio, è parte integrante del nostro lavoro. Amare il cliente, come mi insegnò Mario Roci – emblema del comparto turistico – passa anche attraverso una crescita qualitativa delle esperienze di viaggio. Ecco, questo è ciò che contraddistingue Chakra Viaggi: crescere facendo crescere chi a noi si affida”.

Una vocazione per il turismo che nasce sin da giovane: “Sono diplomato perito turistico e questo ‘basic instinct’ era già nelle mie corde. Poi si è colto l’attimo fuggente con la liberalizzazione delle licenze nella seconda metà degli anni ’90, e ci siamo detti che era il momento giusto per provarci”. L’esperienza di Bagagli si è ulteriormente arricchita grazie a una formazione costante e al confronto con operatori di settore, consentendogli di sviluppare un approccio unico all’organizzazione dei viaggi. Un lavoro in prima linea che si è trasformato nel tempo: “Si è passati dall’essere praticamente gli unici fornitori di servizi turistici professionali a un contesto operativo completamente diverso. Come in gran parte dei settori economici, il web ha modificato le abitudini dei clienti, ma questo non ci fa demordere. Quando si tratta di acquistare un viaggio impegnativo, con costi e lungaggini burocratiche, la cara, vecchia Agenzia di Viaggi resta il tempio dove noi, sacerdoti laici, abbiamo il compito di seguire, consigliare, coccolare e assistere i nostri clienti”.

Ed è proprio questo approccio a guidare il consiglio che Bagagli dà ai giovani che si affacciano alla professione: “Non lasciare nulla al caso, mai. Non abbattersi per nessun motivo e fare formazione costante, altrimenti senza accorgertene diventi una stella destinata a spegnersi”.

Se i social sono oggi strumenti imprescindibili per molte realtà, Bagagli mantiene un approccio selettivo: “Non sono il professionista più idoneo per rispondere a questa domanda sui social, perché non amo particolarmente questo mondo, che reputo effimero e troppo ricco di personaggi da perdere piuttosto che trovare. A livello personale mi affascina più pensarmi come l’artigiano di un tempo, nella sua bottega, che studia come creare un itinerario o prende appunti dai webinar per sapere sempre una chicca in più, spendibile poi sul mercato”.

A livello operativo, riconosce però l’utilità di figure specializzate: “Se mai decidessimo di utilizzare i social, lo farei solo con l’ausilio di un Social Media Manager preparato, capace di rappresentare i valori e l’identità della nostra agenzia”.

La formazione è, invece, un pilastro imprescindibile per l’agente del mese: “Non potrei farne a meno. Quando vedo un evento formativo, mollo tutto per registrarmi. Nei primi anni di attività, senza webinar e con serate più autoreferenziali che formative, si viaggiava spesso gratis, ma aggiungevano poco alla conoscenza delle destinazioni o dei prodotti. Oggi dedico un’ora, un’ora e mezza al giorno alla formazione, prendendo appunti in ogni occasione. Senza questo non sarebbe possibile organizzare viaggi su misura con la stessa accuratezza”.

Essere preparati significa anche comprendere le tendenze dei clienti: “È curioso come l’effetto emulativo spinga le scelte dei clienti. Il boom del Giappone ne è un esempio lampante. Ma questa meta va raccontata e spiegata: è un’esperienza introspettiva tra due culture, non solo un viaggio da mostrare su Instagram. Altrimenti i clienti rischiano di restare parzialmente insoddisfatti. Tra le destinazioni più richieste oggi ci sono Africa, Medio Oriente, Emirati e mete europee più vicine, con un’attenzione crescente alle esperienze locali e ai soggiorni personalizzati”.

Riguardo alle mete da sogno e ai ricordi più cari, Bagagli non ha dubbi: “Tra i viaggi già realizzati, porto nel cuore il Kenya, con i suoi safari straordinari, e Dubai, per lo sviluppo prodigioso della città, la pulizia e la sicurezza. Quando propongo gli Emirati, è la mia chiave di vendita: ‘vorrebbe fare un salto nel futuro?’. Per il resto, non ho un vero sogno nel cassetto; direi Stati Uniti, per completare la mia esperienza americana. Da amante del mare sceglierei la Florida, unendo città, natura e spiagge”.

Giuseppe Focone

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