Immagine di sfondo della pagina Pérez-Sauquillo, Turespaña: "Spain Talks è il luogo dove nasce il turismo del futuro"
14 luglio 2026

Per anni la Spagna è stata sinonimo di sole, mare e vacanze estive. Oggi, però, il Paese sta scrivendo un nuovo capitolo della propria storia turistica, puntando su sostenibilità, autenticità e innovazione come leve strategiche per il futuro. L'obiettivo non è soltanto attrarre più visitatori, ma costruire un modello capace di generare valore per i territori, distribuire i flussi durante tutto l'anno e offrire esperienze sempre più significative. È questa la visione che sarà al centro della terza edizione italiana di Spain Talks, in programma a Milano il prossimo 19 novembre, appuntamento che riunisce istituzioni, imprese e professionisti del turismo per confrontarsi sulle sfide e sulle opportunità di un settore in continua evoluzione. Ne abbiamo parlato con Blanca Pérez-Sauquillo López, Direttrice dell'Ente Spagnolo del Turismo a Milano, che racconta come sta cambiando il modo di promuovere la destinazione Spagna, quali saranno i trend che guideranno il turismo nei prossimi anni e perché il futuro del viaggio potrebbe andare ben oltre il concetto stesso di sostenibilità, aprendo la strada a un turismo capace non solo di rispettare i luoghi, ma di migliorarli.

D: Spain Talks, forte del successo internazionale, torna in Italia per terza volta. Quali sono le aspettative e gli obiettivi di questa nuova edizione in programma a Milano il 19 novembre?

R: In questa nuova edizione di Spain Talks vogliamo mettere in evidenza tre aspetti fondamentali della sostenibilità. Il primo riguarda gli indicatori e la misurazione della gestione sostenibile del turismo. Ciò che non si misura non può essere migliorato e, in questo ambito, la Spagna sta compiendo uno sforzo significativo per integrare nella propria strategia nuovi criteri in grado di valutare il successo dell'attività turistica dal punto di vista della sostenibilità. È importante sottolineare che la Spagna fa parte del Comitato di Statistica di ONU Turismo, impegnato nell'elaborazione di un quadro metodologico comune per tutti i Paesi membri, affinché la sostenibilità del turismo possa essere misurata secondo criteri condivisi. Inoltre, la Spagna è alla guida di un progetto pilota dedicato alla misurazione della sostenibilità del turismo sotto il profilo sociale, un'iniziativa che presenteremo nel corso di questa terza edizione.
Il secondo tema sarà dedicato alle nuove esperienze turistiche. Oggi il viaggiatore non si accontenta più di visitare una destinazione: desidera viverla in prima persona. Per questo stiamo lavorando allo sviluppo di nuove esperienze capaci di offrire ai visitatori internazionali ricordi autentici e memorabili da portare con sé al ritorno nei rispettivi Paesi. Nella progettazione di queste esperienze è fondamentale integrare non solo elementi di intrattenimento e innovazione, ma anche criteri di sostenibilità. Porteremo quindi a Milano esempi come l'astroturismo e il turismo della fioritura, due proposte innovative che riteniamo possano rappresentare esempi di buone pratiche anche per le destinazioni italiane.
Infine, il terzo blocco sarà dedicato all'ospitalità nel suo significato più ampio. Condivideremo buone pratiche sia nell'ambito dell'offerta ricettiva sia della ristorazione e, in questo caso, non presenteremo soltanto esperienze spagnole, ma anche esempi di eccellenza italiani.

D: Protagoniste di questa edizione di Spain Talks saranno due destinazioni: Asturie e Minorca, entrambe accomunate dalla ricerca di un turismo più autentico. Qual è il messaggio che Turespaña vuole lanciare attraverso questa nuova tappa del progetto?


R: In questa edizione, infatti, affiancano l'Ente Spagnolo del Turismo due destinazioni, Minorca e le Asturie, che fin dall'inizio hanno compreso come la sostenibilità dovesse essere parte integrante del loro DNA. Nel caso delle Asturie, si tratta di una regione della Spagna settentrionale che, insieme a Galizia, Paesi Baschi e Cantabria, fa parte di quella che chiamiamo Spagna Verde, un marchio interregionale che promuove un modello turistico fondato sul rispetto del territorio e sulla valorizzazione del patrimonio naturale. Proprio per la conformazione geografica della regione, la tutela dell'ambiente è sempre stata uno degli elementi centrali della sua strategia turistica, poiché i paesaggi e le risorse naturali costituiscono una componente essenziale della sua offerta. Lo stesso vale per Minorca che, tra tutte le Isole Baleari, è stata la destinazione che più precocemente ha fatto propri i principi della sostenibilità, integrandoli nella propria strategia di sviluppo turistico. Lo dimostrano iniziative di grande rilievo, come la tutela dei fondali marini e, in particolare, della Posidonia oceanica, ma anche la scelta di un modello di sviluppo che non si basa esclusivamente sulla valorizzazione della costa, bensì anche dell'entroterra dell'isola. In quest'ottica, Minorca punta con decisione su prodotti turistici che contribuiscono a preservarne l'identità, come il turismo culturale. Un caso significativo è il lungo percorso che ha portato al riconoscimento della Cultura Talaiotica di Minorca come Patrimonio Mondiale UNESCO, ottenuto alcuni anni fa dopo un intenso lavoro di valorizzazione e tutela. Un altro esempio importante è rappresentato dalla rete dei sentieri e dal turismo naturalistico, con risorse di grande valore come il Camí de Cavalls, uno degli itinerari più emblematici dell'isola.

D: Il tema della sostenibilità è sempre più centrale nelle strategie turistiche internazionali. Come sta lavorando la Spagna per promuovere un modello di viaggio più responsabile e rispettoso dei territori, soprattutto in destinazioni fragili come le isole?


R: Quando si elaborano strategie per una gestione più sostenibile dell'attività turistica, è importante distinguere tra due ambiti. Da un lato vi è la gestione della destinazione e il modo in cui quest'ultima adatta la propria offerta affinché l'esperienza turistica si svolga in maniera sempre più sostenibile. Dall'altro vi sono le politiche della domanda, ovvero le strategie che si concentrano sui flussi turistici e mirano a individuare i segmenti di viaggiatori più coerenti con un modello di turismo sostenibile. Si tratta di viaggiatori che, per le loro abitudini, adottano comportamenti più rispettosi della sostenibilità nelle sue tre dimensioni: quella sociale, per il modo in cui si relazionano con le comunità locali; quella ambientale, perché contribuiscono alla tutela e alla conservazione degli ecosistemi in cui si svolge l'attività turistica; e quella economica, poiché rappresentano un profilo ad alto valore aggiunto, capace di generare un impatto economico più significativo per le destinazioni. È proprio su questo insieme di politiche della domanda che si concentra l'attività di Turespaña, l'Ente Spagnolo del Turismo. In che modo? Attraverso le nostre strategie di marketing e promozione della destinazione Spagna. Non ci rivolgiamo indistintamente a tutti i potenziali turisti internazionali, ma abbiamo sviluppato strumenti che ci consentono di individuare e raggiungere quello che definiamo il viaggiatore ad alto valore, un profilo che favorisce una gestione più sostenibile delle destinazioni. Si tratta di un turista interessato a prodotti diversi dal tradizionale turismo balneare, come il turismo culturale, gastronomico, urbano o naturalistico. Questo modello contribuisce a distribuire i flussi turistici, alleggerendo la pressione sulle aree più congestionate che, in Spagna come in molte altre destinazioni, sono soprattutto le coste e le isole. Inoltre, per le sue stesse abitudini di viaggio, questo turista non si concentra esclusivamente sulla stagione estiva, ma viaggia durante tutto l'anno, contribuendo così alla destagionalizzazione dei flussi turistici. In Turespaña orientiamo quindi le nostre azioni di marketing verso questi specifici segmenti di pubblico, favorendo una distribuzione più equilibrata dei flussi sia nel tempo sia sul territorio. Infine, si tratta di un viaggiatore che presenta una capacità di spesa elevata e soggiorni mediamente più lunghi, elementi che accrescono l'impatto economico positivo del turismo sulle destinazioni.

D: Il mercato italiano è storicamente molto importante per la Spagna. Quali sono oggi i profili di viaggiatori italiani più interessati alla destinazione in chiave 'green' e quali trend state osservando per i prossimi anni?

R: Il mercato italiano è un mercato maturo, che conosce molto bene la Spagna. Per questo motivo concentriamo la nostra attenzione soprattutto su un segmento di viaggiatori interessati al turismo culturale nel senso più ampio del termine. Si tratta di persone che visitano città, seguono itinerari tematici legati a specifici elementi del patrimonio culturale e mostrano un forte interesse per la gastronomia locale, le tradizioni e l'artigianato. Sono viaggiatori che desiderano entrare in contatto con la cultura, le persone e l'identità dei luoghi che visitano. Questo rappresenta oggi il nostro principale segmento di riferimento. Parallelamente, stiamo investendo sempre di più su un secondo profilo che, pur non essendo ancora particolarmente numeroso, è in costante crescita: quello dei viaggiatori attratti dalle attività all'aria aperta e dal turismo nella natura. In quest'ambito stiamo promuovendo con particolare attenzione il cicloturismo, ma anche itinerari escursionistici in destinazioni meno conosciute del nord della Spagna e delle regioni dell'entroterra, come l'Aragona e la Navarra, che stiamo progressivamente integrando nella nostra strategia di comunicazione. Un terzo segmento è quello che potremmo definire esperienziale e premium: un pubblico cosmopolita al quale proponiamo di scoprire l'alta gastronomia dei ristoranti stellati Michelin, esperienze esclusive legate all'enoturismo, ma anche al mondo dell'arte, del design, della moda e dell'artigianato. Accanto a questi tre segmenti del turismo leisure, stiamo dedicando grande attenzione anche al turismo MICE (Meetings, Incentives, Conferences and Exhibitions), una tipologia di domanda che contribuisce in modo significativo alla destagionalizzazione e attrae un pubblico con un'elevata capacità di spesa. Riteniamo che la Spagna disponga di tutti gli elementi per essere una destinazione altamente competitiva in questo segmento: un'eccellente connettività con l'Italia e infrastrutture di alto livello, sia nel settore ricettivo sia nell'organizzazione di congressi, fiere ed eventi.

D: Spain Talks nasce come momento di incontro e condivisione. Quanto è importante oggi il ruolo delle agenzie di viaggio e dei tour operator nel raccontare destinazioni meno conosciute e costruire nuove occasioni di viaggio verso la Spagna?

R: Effettivamente, uno degli obiettivi principali di Spain Talks è proprio favorire lo scambio di buone pratiche. Innanzitutto, promuoviamo il confronto tra destinazioni e imprese spagnole che stanno sviluppando iniziative innovative e sostenibili, affinché possano rappresentare un modello replicabile anche per destinazioni e operatori italiani. Allo stesso tempo, Spain Talks vuole coinvolgere e allineare tutti gli attori della filiera turistica attorno a un messaggio comune. In quest'ottica, una parte importante dell'iniziativa è dedicata all'assegnazione di riconoscimenti suddivisi in due grandi categorie. La prima è rivolta alla stampa e agli opinion leader, il cui ruolo è fondamentale nel diffondere i valori, le iniziative e i principi della sostenibilità che le amministrazioni pubbliche spagnole e le imprese del settore intendono trasmettere ai potenziali viaggiatori. La seconda categoria è dedicata alle agenzie di viaggio e ai tour operator, partner fondamentali nella costruzione di un'offerta sempre più coerente con un modello di turismo sostenibile. Per noi è fondamentale che le agenzie di viaggio e i tour operator inseriscano nella loro offerta pacchetti turistici, proposte di viaggio ed esperienze che vadano oltre il tradizionale soggiorno balneare e includano itinerari orientati alla scoperta di territori meno sfruttati dal punto di vista turistico, come le regioni dell'entroterra e del nord della Spagna. Nel caso delle isole, è altrettanto importante promuovere esperienze e pacchetti turistici al di fuori della stagione estiva o che comprendano proposte maggiormente legate alla cultura e al patrimonio. È il caso, ad esempio, di Minorca, con la scoperta della Cultura Talaiotica, o delle Isole Canarie, con esperienze dedicate al turismo gastronomico e all'enoturismo.

D: Guardando al futuro, quali saranno secondo lei le parole chiave del turismo spagnolo nei prossimi anni? E quale invito vorrebbe rivolgere a coloro che parteciperanno a Spain Talks il prossimo 19 novembre?

R: Credo che il futuro non consista soltanto nel parlare di sostenibilità, che in fondo significa preservare il patrimonio naturale, culturale e paesaggistico per le generazioni future, ma nell'adottare una visione ancora più ambiziosa: non limitarsi a conservare, bensì contribuire a migliorare ciò che abbiamo. In questo senso, alcune destinazioni turistiche spagnole stanno già puntando sul turismo rigenerativo, un approccio che rappresenta un passo ulteriore rispetto alla sostenibilità. Non si tratta semplicemente di non lasciare traccia del proprio passaggio, ma di lasciare un'impronta positiva, contribuendo a fare in modo che la destinazione sia migliore di come l'abbiamo trovata. Sono convinta che le nuove generazioni abbiano una sensibilità sempre maggiore verso un modo di viaggiare più responsabile. Il viaggio con uno scopo, il viaggio che ha un significato, è una tendenza che stiamo già iniziando a osservare. Pensiamo, per esempio, ai viaggi dedicati alla disconnessione digitale, in cui si cerca di ridurre l'uso della tecnologia, oppure a quelli che hanno una forte componente sociale, come le esperienze di volontariato. Oggi si tratta ancora di fenomeni di nicchia, ma credo che nei prossimi anni possano affermarsi sempre di più. Forse è più un auspicio che una certezza, ma mi auguro che il futuro del turismo vada nella direzione di un modo di viaggiare più rispettoso, più consapevole e più autentico. Per questo desidero invitare tutti coloro che parteciperanno a Spain Talks Milano, il prossimo novembre, a cambiare prospettiva e ad abbracciare un'idea di viaggio più consapevole.

D: Infine, negli ultimi anni la Spagna ha lavorato molto per superare l’immagine di destinazione legata esclusivamente al turismo balneare. Quali sono oggi i nuovi motivi per cui un viaggiatore italiano dovrebbe scegliere la Spagna anche fuori dall’alta stagione?


R: Non c'è dubbio che il modello turistico basato sul “sole e mare” abbia contribuito in modo determinante allo sviluppo economico della Spagna. In un periodo storico in cui il Paese doveva affrontare una fase particolarmente complessa, il turismo ha rappresentato uno dei principali motori della crescita economica. Da tempo, tuttavia, destinazioni, amministrazioni pubbliche e imprese del settore stanno lavorando a un modello turistico che non rinuncia al nostro prodotto di punta, ma che allo stesso tempo amplia e diversifica l'offerta. Parallelamente, anche il tradizionale prodotto balneare si è evoluto, arricchendosi di nuove esperienze e di un maggiore valore aggiunto. Dal punto di vista di Turespaña, un esempio emblematico di questa nuova strategia è rappresentato dalla nostra più recente campagna di comunicazione: "Think You Know Spain? Think Again". Si tratta di una campagna rivolta soprattutto ai mercati maturi, che conoscono già molto bene la Spagna o, quantomeno, la sua offerta tradizionale legata al turismo balneare. A questo pubblico vogliamo mostrare la ricchezza delle destinazioni dell'entroterra e del nord della Spagna, proponendo esperienze di viaggio strettamente legate alle tradizioni, alla cultura e alla gastronomia. Un turismo che non si limita alle grandi città, ma invita a scoprire anche centri di medie e piccole dimensioni, così come gli itinerari della Spagna rurale, meno conosciuta ma ricca di autenticità. A titolo di curiosità, vale la pena ricordare che è la prima volta che in una campagna pubblicitaria di Turespaña compare la pioggia. Un dettaglio simbolico, con il quale vogliamo trasmettere un messaggio molto chiaro: la bellezza della Spagna non si manifesta soltanto quando splende il sole d'estate, ma può essere scoperta e apprezzata in ogni periodo dell'anno. Dal punto di vista dell'offerta, abbiamo ampliato il ventaglio delle proposte includendo il turismo culturale, il turismo urbano, il turismo naturalistico, il turismo rurale e quello enogastronomico. Ma soprattutto abbiamo scelto di mettere al centro l'autenticità dell'esperienza turistica che questi luoghi, meno conosciuti, sono in grado di offrire. È qui che continuano a vivere tradizioni, usanze e l'anima più autentica della Spagna, permettendo ai viaggiatori di vivere esperienze più ricche, più significative e in un contatto più diretto con le comunità locali.

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Le iscrizioni per Spain Talks, in programma il 19 novembre presso Palazzo Giureconsulti a Milano, sono già aperte. Qui per partecipare >> LINK

Gaia Guarino 

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