Pérez-Sauquillo López, Turespaña: "Spain Talks Milano, più collaborazione per un turismo di valore"
Il 19 novembre torna Spain Talks Milano. Pérez-Sauquillo, Turespaña, anticipa i temi dell’evento: sostenibilità, buone pratiche e collaborazione tra Italia e Spagna.
Manca esattamente un mese a Spain Talks, l’appuntamento promosso da Turespaña in programma il 19 novembre a Milano e dedicato al futuro del turismo sostenibile. Al centro dell’edizione di quest’anno, il passaggio dai principi alle applicazioni concrete, attraverso esperienze, buone pratiche e modelli di collaborazione tra Italia e Spagna. Dalla misurazione dell’impatto turistico alla valorizzazione dei territori, passando per l’hospitality e le nuove opportunità di sviluppo, l’obiettivo è favorire uno scambio di competenze capace di generare collaborazioni durature. Ne parliamo con Blanca Pérez-Sauquillo López, Direttrice dell'Ente Spagnolo del Turismo a Milano, che ci anticipa i temi della giornata e le prospettive del lavoro di Turespaña per il 2027, nel segno del claim dell’evento: “Caring for the Future”.
D: A un mese esatto da Spain Talks, possiamo finalmente entrare nel vivo del programma. Quali saranno i principali temi che verranno affrontati durante la giornata?
R: Quest’anno abbiamo voluto costruire Spain Talks Milano attorno a un’idea molto concreta: passare dal concetto di sostenibilità alla sua applicazione reale nel turismo. Per questo partiremo da una domanda fondamentale: come si misura la sostenibilità? Perché, se vogliamo migliorare il nostro modello turistico, dobbiamo innanzitutto essere capaci di misurarne non solo l’impatto economico, ma anche quello ambientale e sociale. Da qui passeremo alle esperienze concrete. Parleremo di come creare prodotti turistici sostenibili e attrattivi, attraverso progetti molto diversi tra loro, e dedicheremo un panel specifico all’hospitality, un settore nel quale Spagna e Italia hanno moltissimo da condividere. Avremo inoltre la possibilità di conoscere più da vicino le esperienze delle Asturie e di Minorca, due territori che rappresentano molto bene la diversità del modello turistico spagnolo. E c’è un elemento a cui teniamo particolarmente: Spain Talks non vuole essere una vetrina esclusivamente spagnola. Vogliamo mettere intorno allo stesso tavolo esperienze spagnole e italiane, perché molti dei grandi temi che affrontiamo - gestione dei flussi, tutela del territorio, destagionalizzazione, rapporto con le comunità locali - sono comuni ai nostri due Paesi. L’obiettivo finale è proprio questo: imparare gli uni dagli altri e trasformare il dialogo in collaborazione.
D: Quali “buone pratiche” concrete porterete a Milano il 19 novembre e quali possono essere replicate?
R: Abbiamo cercato volutamente esperienze molto diverse, perché vogliamo dimostrare che non esiste un unico modello di turismo sostenibile. Parleremo, per esempio, di España en Floración, un progetto che trasforma un fenomeno naturale e agricolo come la fioritura in un’esperienza turistica capace di valorizzare il territorio rurale e contribuire alla destagionalizzazione. Con la Fundación Starlight parleremo invece dell’astroturismo e di come la protezione del cielo notturno possa diventare contemporaneamente uno strumento di conservazione ambientale e un’opportunità economica per territori rurali e a bassa densità. Nel settore dell’hospitality avremo Artiem Hotels, un esempio spagnolo di come la sostenibilità possa essere integrata nella gestione dell’impresa alberghiera. Ma abbiamo voluto anche casi italiani, come Oasi Zegna, Sextantio e Horto, proprio perché Spain Talks vuole essere uno scambio bidirezionale: non veniamo in Italia semplicemente a raccontare ciò che facciamo bene in Spagna, ma anche ad ascoltare e imparare dalle esperienze italiane. La vera replicabilità, secondo me, non consiste nel copiare un progetto. Consiste nel capire quali principi lo hanno reso possibile -collaborazione con la comunità locale, valorizzazione dell’identità del territorio, uso responsabile delle risorse, capacità di creare valore economico - e adattarli alla realtà di ciascuna destinazione.
D: Uno dei momenti di apertura sarà dedicato a un tema particolarmente attuale: come si misura la sostenibilità nel turismo. Perché avete scelto di partire proprio da questo aspetto? Qual è il concetto chiave che volete comunicare?
R: Perché ciò che non misuriamo è molto difficile da migliorare. Per molti anni il successo turistico è stato misurato soprattutto attraverso indicatori quantitativi: numero di arrivi, pernottamenti, spesa turistica. Sono dati fondamentali e continueranno ad esserlo, ma oggi non sono più sufficienti. Dobbiamo essere capaci di capire anche come il turismo incide sul territorio, sull’ambiente e sulla qualità della vita delle persone che vi abitano. Per questo abbiamo voluto riunire a Milano prospettive complementari: quella internazionale di UN Tourism, quella di Turespaña e quella delle imprese specializzate nell’analisi dei dati. Il concetto chiave che vorremmo trasmettere è molto semplice: la sostenibilità deve passare dalle dichiarazioni ai dati. Non può essere soltanto un valore che comunichiamo; deve diventare uno strumento concreto di gestione delle destinazioni. E questo implica anche cambiare la domanda che ci facciamo. Non soltanto “quanti turisti arrivano?”, ma “che valore genera il turismo, dove lo genera, in quale periodo dell’anno e con quale impatto sul territorio e sulla comunità locale?”. È un cambio di prospettiva molto importante.
D: Cosa dovrebbe accadere dopo Spain Talks tra operatori italiani e spagnoli?
R: Per me il successo di Spain Talks non si misura soltanto in ciò che accadrà il 19 novembre, ma soprattutto in ciò che accadrà il 20 novembre. Vorremmo che da questo incontro nascessero contatti, idee e collaborazioni concrete tra operatori italiani e spagnoli. L’Italia è uno dei mercati più importanti per la Spagna, ma vogliamo anche che il rapporto evolva. Non si tratta semplicemente di portare più visitatori in Spagna: si tratta di lavorare insieme per costruire un turismo di maggiore valore, più distribuito nel territorio e durante l’anno e più interessato alla cultura, alla gastronomia, alla natura e all’identità dei luoghi. Spain Talks vuole creare una comunità di professionisti che condividano esperienze e soluzioni. Se un tour operator italiano scopre una nuova esperienza spagnola e decide di inserirla nella propria programmazione, se un’impresa spagnola trova in Italia un partner con cui sviluppare un progetto, o se una buona pratica italiana ispira una destinazione spagnola, allora Spain Talks avrà raggiunto il suo obiettivo.
D: Un momento particolarmente atteso sarà quello dei Gala Awards, che quest'anno premieranno quattro diverse categorie: Media, Ambassador, Experience e Business. Qual è il messaggio che Turespaña vuole lanciare attraverso questi riconoscimenti e che cosa avete scelto di valorizzare con le diverse categorie? E quali sono, secondo lei, le caratteristiche che distinguono oggi un progetto davvero capace di raccontare o promuovere una Spagna più sostenibile?
R: Il messaggio principale è che la trasformazione del turismo non dipende da un solo attore. Abbiamo bisogno dei media, perché il modo in cui raccontiamo un territorio influenza anche il modo in cui lo visitiamo. Abbiamo bisogno di ambassador e content creator, che oggi hanno una capacità straordinaria di orientare le scelte dei viaggiatori. Abbiamo bisogno degli operatori che trasformano questi valori in prodotti ed esperienze concretamente acquistabili. E naturalmente abbiamo bisogno delle imprese, perché la sostenibilità deve entrare nella gestione quotidiana del business. È proprio questa la logica delle quattro categorie. Il Media Award riconosce il valore del giornalismo nel raccontare una Spagna più consapevole e responsabile. L’Ambassador Award guarda al ruolo dei nuovi prescrittori e creator. L’Experience Award premia chi riesce a trasformare la sostenibilità in un’esperienza turistica concreta e commercializzabile. E il Business Award valorizza le imprese che integrano realmente criteri ambientali, sociali e di governance nella propria attività. E aggiungerei una cosa: oggi un buon progetto sostenibile non deve semplicemente dire di essere sostenibile. Deve poterlo dimostrare. Per me i progetti più interessanti sono quelli capaci di creare contemporaneamente valore per il visitatore, per l’impresa e per il territorio: che coinvolgono le comunità locali, preservano il patrimonio naturale e culturale, favoriscono l’inclusione e l’accessibilità e generano un impatto economico positivo e duraturo. In fondo, questo è anche il significato del claim di Spain Talks, “Caring for the Future”: prenderci cura del futuro del turismo significa prenderci cura dei luoghi e delle persone che rendono possibile il viaggio.
D: Guardando al 2027, su quali sfide e opportunità si concentrerà il lavoro di Turespaña?
R: Credo che nel 2027 la grande sfida sarà continuare a consolidare il passaggio da un modello basato prevalentemente sulla crescita dei volumi a un modello sempre più orientato alla creazione di valore. La Spagna è una delle grandi potenze turistiche mondiali. La sfida ora è utilizzare questa posizione per migliorare ulteriormente il modello: distribuire meglio i flussi durante l’anno e sul territorio, valorizzare destinazioni meno conosciute, sviluppare prodotti ed esperienze ad alto valore aggiunto e migliorare la convivenza tra attività turistica e comunità locali. La sostenibilità ambientale sarà naturalmente fondamentale, ma dobbiamo intendere la sostenibilità nelle sue tre dimensioni: ambientale, sociale ed economica. Ci sono poi due grandi opportunità. La prima è la digitalizzazione e l’utilizzo intelligente dei dati, che ci permettono di conoscere meglio la domanda e di gestire e promuovere le destinazioni con maggiore precisione. La seconda è la straordinaria diversità dell’offerta spagnola. Cultura, gastronomia, natura, turismo rurale, cicloturismo, enoturismo, astroturismo, patrimonio storico… Questa diversità ci permette di presentare al mercato italiano una Spagna molto più ampia rispetto alle destinazioni tradizionalmente più conosciute. E credo che questo sia uno dei grandi obiettivi di Turespaña: non soltanto promuovere la Spagna, ma contribuire a orientare la domanda verso un modello turistico più equilibrato e di maggiore valore per tutti. In questo senso, iniziative come Spain Talks sono importanti perché la trasformazione non può essere realizzata da un’amministrazione da sola. Richiede destinazioni, imprese, operatori, media e viaggiatori. Ed è proprio mettendo insieme tutti questi attori che possiamo costruire il turismo che vogliamo per il futuro.
--
Le iscrizioni per Spain Talks, in programma il 19 novembre presso Palazzo Giureconsulti a Milano, sono già aperte. Qui per partecipare >> LINK
Gaia Guarino