Ponte del 1° maggio, 7,4 milioni di italiani in viaggio: spesa da 3,8 miliardi
Prevalgono le destinazioni domestiche e i soggiorni brevi: il calendario accorcia la durata ma non frena la domanda, trainata da prossimità, natura ed esperienze
Secondo l’indagine realizzata da Tecnè per Federalberghi, saranno 7,4 milioni gli italiani in viaggio per il ponte del 1° maggio 2026, per un totale di 22 milioni di pernottamenti e un giro d’affari stimato in 3,8 miliardi di euro.
Il dato conferma la tenuta della domanda turistica interna: il 92% dei viaggiatori resterà infatti in Italia, mentre l’8% sceglierà l’estero. La durata media della vacanza si attesta sui 3 giorni, con una spesa pro capite di 512 euro, pari a circa 170 euro al giorno.
Il picco delle partenze è previsto per giovedì 30 aprile, quando si metteranno in viaggio 4,7 milioni di italiani; mercoledì 29 aprile e venerdì 1° maggio registreranno invece 1,2 milioni di partenze ciascuno.
“Anche in una fase non semplice, il turismo italiano dimostra di tenere e di sapersi adattare – ha dichiarato il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca –. I dati del ponte del 1° maggio descrivono milioni di italiani in viaggio e un giro d’affari importante, il che conferma quanto questo settore resti centrale per la nostra economia”.
“È chiaro – ha aggiunto Bocca – che il calendario di quest’anno offre meno possibilità di allungare la vacanza rispetto al 2025, e questo si è tradotto in soggiorni più brevi. Ma non è venuta meno la voglia di partire: gli italiani hanno semplicemente scelto vacanze più concentrate, puntando sulla qualità del tempo e delle esperienze. Inoltre, la gran parte di essi resterà in Italia, scegliendo destinazioni di prossimità e di facile raggiungibilità”.
Domanda domestica e soggiorni brevi
La contrazione della durata media dei soggiorni è legata al calendario, meno favorevole rispetto allo scorso anno, quando la ricorrenza consentiva ponti più lunghi. Il dato non si traduce però in una rinuncia al viaggio, ma in una rimodulazione verso formule più brevi e concentrate.
Tra le destinazioni italiane prevalgono il mare (39,7%), le città d’arte (25,3%) e la montagna (17,4%), seguite da località termali (11,1%) e lacustri (6,1%). Per chi sceglie l’estero, dominano le capitali europee (87%).
Alloggi e comportamenti di spesa
La sistemazione più utilizzata sarà la casa di parenti e amici (30,8%), seguita da alberghi, residence e villaggi turistici (24,9%). I bed & breakfast raccolgono il 16,4%, mentre le seconde case si attestano al 13,9%.
Sul fronte della spesa, la quota principale del budget sarà destinata alla ristorazione (29,1%) e al trasporto (21,5%), mentre l’alloggio incide per il 18,2%. Lo shopping assorbe il 12,8%.
Mobilità e motivazioni di viaggio
Tre viaggiatori su quattro si sposteranno in auto; il 18,6% utilizzerà l’aereo e il 3,9% il treno. Le principali motivazioni di scelta della destinazione restano le bellezze naturali (55,6%) e il patrimonio artistico (34,2%), seguite dal bisogno di riposo (31,6%) e dalla facilità di accesso (28,7%).
Durante il soggiorno, le attività più diffuse saranno passeggiate (71,4%), escursioni (39,1%), esperienze enogastronomiche (36,2%) e visite culturali (21%).
Fattori di rinuncia
Tra chi non partirà, il 53% indica motivazioni economiche, il 34,1% ragioni familiari e il 20% segnala l’aumento dei prezzi come elemento determinante.
“Il turismo – ha concluso Bocca – si conferma un pilastro della nostra economia, cosa che merita di essere sottolineata proprio nella fase in cui famiglie e operatori devono fare i conti con costi elevati e con le preoccupazioni legate alla situazione geopolitica attuale”.