Route 66, cento anni di libertà: il mito americano si celebra on the road con Roncalli Viaggi e KL Viaggi
Nel 2026 la Mother Road compie 100 anni e torna a essere vissuta come esperienza autentica, tra moto, piccoli gruppi e voglia di rallentare.
C’è una strada che più di ogni altra ha saputo raccontare l’America. Non è solo asfalto che attraversa otto Stati, da Chicago a Santa Monica, ma una linea immaginaria che unisce generazioni, speranze, fughe e ritorni. La Route 66 compie cento anni e nel 2026 il mondo dei viaggiatori, degli appassionati di motori e degli amanti del mito americano si prepara a celebrarla come si fa con le grandi icone: tornando a percorrerla.
Nata nel 1926, la “Mother Road” ha accompagnato la Grande Depressione, la rinascita del dopoguerra, il boom economico e poi il lento declino, fino alla riscoperta come simbolo culturale globale. È la strada dei diner con le insegne al neon, delle stazioni di servizio dimenticate, dei motel a una sola piano, dei deserti infiniti e delle cittadine sospese nel tempo. Ma è anche la strada dei viaggi interiori, di chi parte senza sapere esattamente cosa troverà.
"Nonostante il momento, la passione e l’amore per questo strada e per chi, come me, ama le moto è una opportunità incredibile per vivere questo anniversario in modo unico ed indimenticabile e sono certo che non mancheranno le adesioni e..se tutto andrà bene, molto in sella anche io e accompagno il gruppo", dichiara Glauco Auteri General Manger di Roncalli Viaggi.
La partenza per il centenario
Nel suo centenario, la Route 66 torna a essere vissuta non come semplice itinerario turistico, ma come esperienza autentica. In questo contesto si inseriscono iniziative pensate per chi vuole attraversarla con lo spirito giusto, senza fretta e senza folla, restituendo valore al viaggio più che alla meta. Tra queste, spicca una partenza speciale prevista per il 14 settembre, organizzata da Roncalli Viaggi di Bergamo e KL Viaggi di Brembate di Sopra che ha scelto di dedicare l’esperienza a un numero volutamente ristretto di partecipanti: massimo 15 motociclisti. Una scelta che va contro la logica dei grandi numeri e che punta invece sull’intimità del gruppo, sulla condivisione della strada e sul tempo necessario per assaporare ogni miglio.
On the road
Viaggiare la Route 66 in moto, del resto, significa esporsi completamente al paesaggio e alla storia: sentire il vento cambiare attraversando gli Stati, percepire l’odore del deserto, fermarsi a parlare con chi quella strada l’ha vissuta davvero. È un modo di viaggiare che non ammette scorciatoie e che, nel centenario, assume un valore quasi simbolico: tornare all’essenza del viaggio, così come era stato immaginato un secolo fa. A cento anni dalla sua nascita, la Route 66 continua a essere una promessa di libertà. Non più la via obbligata verso il futuro, ma una scelta consapevole di chi decide di rallentare, di guardarsi intorno e di vivere la strada come un racconto in prima persona. E forse è proprio questo il modo migliore per celebrarla: percorrendola, ancora una volta, fino in fondo.