Immagine di sfondo della pagina Travel retail in Italia, fatturato a 3,1 miliardi nel 2025: il settore cresce e accelera su innovazione e sostenibilità
05 maggio 2026

Il travel retail in Italia si conferma un comparto strategico per il sistema Paese, con un fatturato che nel 2025 raggiunge 3,176 miliardi di euro, in crescita del 7,2% rispetto all’anno precedente, e un impatto complessivo stimato in 7,8 miliardi di euro tra effetti diretti, indiretti e indotto. I dati sono stati presentati nel corso del Forum ATRI 2026, ospitato a Palazzo Madama a Torino, dove per la prima volta è stata diffusa una fotografia strutturata del settore attraverso la ricerca “Il Travel Retail in Italia: numeri chiave, tendenze e ruolo per il sistema Paese”, realizzata con Nomisma.

Il comparto mostra una capacità moltiplicativa significativa: ogni euro speso genera un effetto complessivo pari a 2,5 euro sull’economia nazionale. Sul fronte occupazionale, il settore conta 44.180 addetti, con una forte concentrazione nel retail e duty free (68%) e nel food & beverage (32%). La componente femminile rappresenta il 63% della forza lavoro.

L’effetto indiretto sull’occupazione porta il totale delle persone attivate dal comparto a circa 80 mila unità, considerando un moltiplicatore pari a 1,7 occupati nell’economia per ogni addetto diretto del travel retail.

La rete del settore è composta da 1.951 punti vendita distribuiti tra aeroporti e stazioni ferroviarie. Il retail pesa per il 38%, seguito da ristorazione (29%), servizi (23%), convenience store (8%) e duty free (3%). Un sistema che si innesta su flussi di traffico imponenti: oltre un miliardo di passeggeri transitati complessivamente tra aeroporti e stazioni nel 2025.

Nel dettaglio, gli aeroporti italiani hanno registrato 230 milioni di passeggeri, con i primi cinque scali che concentrano oltre la metà dei volumi. La spesa media del passeggero in partenza si attesta a 19,2 euro. Le stazioni ferroviarie hanno invece movimentato 830 milioni di passeggeri, confermando il ruolo centrale del sistema ferroviario nel sostenere il consumo legato al viaggio.

“I dati di questa ricerca hanno visto finalmente confermata l’importanza vitale del nostro settore. Per la prima volta abbiamo una misura oggettiva di come il travel retail non sia solo un insieme di punti vendita, ma un ecosistema che genera ricchezza e lavoro per l’Italia”, ha dichiarato Stefano Gardini, presidente ATRI.

Secondo Nomisma, il travel retail si configura come un asset strutturale non solo dal punto di vista economico, ma anche nella valorizzazione del Made in Italy, con un ruolo sempre più rilevante nelle dinamiche di promozione del sistema Paese. “Lo studio presenta una fotografia nitida del ruolo fondamentale del settore”, ha commentato Emanuele Di Faustino, Head of Industry & Retail di Nomisma.

Innovazione, AI e sostenibilità: le direttrici del cambiamento

Al centro del Forum anche il tema dell’evoluzione del settore in chiave esperienziale. La trasformazione dei luoghi di transito in spazi di consumo e relazione è una delle principali direttrici strategiche per il futuro del travel retail, insieme all’integrazione delle nuove tecnologie e dei modelli multicanale.

La sostenibilità è indicata come fattore rilevante dal 90% degli operatori, con l’88% che dichiara di voler implementare pratiche green nei punti vendita. Stesso livello di adozione per la digitalizzazione, mentre il 58% sta già sviluppando approcci omnicanale.

L’intelligenza artificiale è considerata uno strumento chiave per circa il 90% delle aziende, soprattutto in ottica di personalizzazione dell’esperienza del passeggero. Un’evoluzione che si accompagna alla necessità di rafforzare le competenze interne e integrare nuove generazioni di lavoratori.

Scenario geopolitico e criticità infrastrutturali

Nel corso del Forum è stata anche analizzata la fase macroeconomica e geopolitica. Il settore si muove in un contesto segnato da incertezza, con particolare attenzione alle tensioni nello Stretto di Hormuz, snodo strategico per i flussi energetici globali.

Le stime del comparto aereo indicano per il 2026 perdite potenziali pari a 148 miliardi di dollari a livello mondiale, mentre in Europa la crescita del traffico è stata rivista al +2,7% rispetto a un precedente +4%.

“Nonostante un orizzonte segnato da complessità geopolitiche e pressioni energetiche, il settore non si limita a resistere, ma riafferma la propria capacità di evolvere e anticipare il cambiamento”, ha sottolineato Gardini.

Tra le criticità strutturali segnalate dagli operatori emergono i limiti infrastrutturali, con spazi commerciali non sempre adeguati alla crescita dei flussi, e l’evoluzione normativa, considerata un possibile fattore di rallentamento.

Una filiera in trasformazione

Il travel retail italiano si trova quindi in una fase di consolidamento e trasformazione, sostenuto da volumi di traffico elevati e da una domanda in evoluzione. Il settore punta a rafforzare il proprio ruolo all’interno delle infrastrutture di trasporto, valorizzando il tempo di transito come momento di esperienza e consumo.

“Abbiamo già affrontato crisi profonde uscendone rafforzati: la resilienza non è solo un concetto astratto, ma un valore concreto”, ha concluso Gardini, sottolineando il ruolo dei circa 2.000 punti vendita come “vetrina di eccellenza e pilastro strategico del Sistema Paese”.

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