Immagine di sfondo della pagina Turismo italiano, il vero problema è il coordinamento: con Travelware la sfida passa dalla governance
28 aprile 2026

Il turismo italiano è attraversato da una contraddizione strutturale. Il patrimonio culturale e paesaggistico del Paese è tra i più riconosciuti al mondo, ma la sua gestione resta spesso frammentata: organizzazioni di gestione delle destinazioni, proloco, operatori privati, enti locali e associazioni di categoria operano in parallelo, con canali di comunicazione separati, obiettivi difficilmente allineati e dati non condivisi. Il risultato è che molte destinazioni faticano a costruire una visione comune, anche quando le risorse e le competenze ci sarebbero. Su questo problema si concentra il lavoro di Travelware, società bolognese che ha sviluppato Travelhive, una piattaforma che si configura come un social network dedicato agli stakeholder locali per la gestione partecipata delle destinazioni turistiche, basato su intelligenza artificiale e tecnologia blockchain.
“L’obiettivo è dare alle comunità che vivono i territori strumenti concreti per coordinarsi davvero. Idee e risorse esistono già; manca uno spazio condiviso in cui possano sedimentare e trasformarsi in decisioni comuni”, spiega Michele Zavoli, founder e CEO di Travelware.

Il problema del coordinamento nelle destinazioni turistiche

Chiunque abbia lavorato nella gestione di una destinazione turistica conosce il problema: le assemblee sono eventi sporadici, le email si perdono, i gruppi di messaggistica diventano ingestibili oltre una certa dimensione. Secondo il rapporto OCSE sulla governance del turismo in Italia, la centralizzazione dei dati e il coordinamento tra i diversi soggetti del territorio restano tra le principali sfide per lo sviluppo delle destinazioni. La maggior parte delle decisioni viene ancora presa con informazioni parziali, senza meccanismi stabili di partecipazione della comunità locale. “Le assemblee tradizionali hanno limiti di tempo e spazio, mentre gli strumenti digitali esistenti non sono pensati per la governance”, osserva Zavoli. “Serve uno spazio continuo, accessibile e strutturato in cui il contributo della comunità possa diventare parte del processo decisionale”, aggiunge.
Il contesto di mercato conferma la rilevanza del tema. Il turismo comunitario vale oggi 575,9 miliardi di dollari a livello globale ed è proiettato a superare 2.100 miliardi entro il 2032, con una crescita annua del 14,1%, secondo Allied Market Research. Perché questa crescita si traduca in valore per i territori, diventa centrale la capacità di coordinamento tra gli attori locali.

Gestione condivisa delle destinazioni: il caso Travelware

Travelware è stata fondata a Bologna da Michele Zavoli, con oltre 15 anni di esperienza nella gestione di destinazioni turistiche in Africa, insieme ai co-fondatori Stefano Pellegrini, responsabile delle operazioni, e Massimo Fontana, responsabile tecnico specializzato in architetture blockchain. Il progetto nasce dall’osservazione diretta sul campo: anche in contesti complessi, i risultati migliorano quando le comunità locali riescono a comunicare e coordinarsi con strumenti adeguati. Travelhive consente agli attori di una destinazione di contribuire in modo continuo all’analisi del territorio e alle scelte strategiche. Gli utenti possono inviare contributi in qualsiasi formato, testi, messaggi vocali anche in dialetto, immagini o documenti, superando barriere linguistiche e competenze tecniche spesso presenti nei processi decisionali. L’intelligenza artificiale elabora questi contenuti, li trascrive, li normalizza e li organizza in analisi visive accessibili, rendendo leggibile una conoscenza distribuita e frammentata. Allo stesso tempo, la piattaforma integra meccanismi di partecipazione attiva, come missioni e contributi tematici, che incentivano la raccolta strutturata di informazioni dal territorio. Ogni contributo è certificato su blockchain attraverso una firma biometrica, garantendo tracciabilità e affidabilità dei dati. L’accesso richiede la verifica dell’identità e un legame reale con il territorio, residenza, lavoro, studio o appartenenza a un’associazione, così che la gestione resti nelle mani della comunità locale. Il modello organizzativo replica in digitale le strutture già esistenti sul territorio, enti, associazioni, gruppi locali, permettendo loro di operare all’interno di uno stesso ambiente condiviso. Questo approccio consente di mantenere ruoli e competenze, facilitando al tempo stesso il coordinamento e la co-progettazione tra i diversi livelli.

Le attività

La piattaforma ha già ricevuto prime validazioni istituzionali, ed ha avviato una collaborazione con Assidema, l’Associazione Nazionale Destination Managers Italia. Insieme stanno attivando progetti pilota in diverse regioni italiane e i primi utilizzi riguardano convegni e tavoli di lavoro sul turismo territoriale, che grazie alla piattaforma diventano continuativi e allargati alla comunità locale.
L’azienda ha costruito un archivio di oltre 3,5 milioni di pagine sulle destinazioni italiane, aggregando fonti pubbliche con l’intelligenza artificiale e coprendo circa 390 aree storico-culturali del Paese. L’obiettivo è integrare questi dati con il contributo diretto delle comunità locali, trasformando informazioni online in conoscenza verificata e aggiornata nel tempo. Parallelamente, Travelware sta sviluppando un modello che consente alle comunità di valorizzare i dati prodotti: le informazioni aggregate e anonimizzate possono essere rese disponibili ad operatori del turismo, mantenendo il controllo da parte dei territori e creando nuove opportunità di sostenibilità economica. Un approccio che punta a trasformare il turismo in una leva di sviluppo e rigenerazione per le destinazioni.

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