Immagine di sfondo della pagina Turismo, l'estate italiana si allunga: settembre guida la crescita delle prenotazioni alberghiere
16 giugno 2026

Settembre si candida a diventare il mese più forte dell'estate turistica italiana. È quanto emerge dall'edizione Mid-Year dell'Hotel Booking Trends Report di SiteMinder, l'analisi che monitora le prenotazioni alberghiere in 22 mercati turistici tra Europa, Americhe e Asia-Pacifico sulla base dei dati raccolti dalla piattaforma, che gestisce oltre 135 milioni di prenotazioni all'anno.

Lo studio evidenzia come il mercato italiano stia vivendo una progressiva ridefinizione della stagionalità, con una domanda che tende a spostarsi oltre i tradizionali mesi di punta. Tra giugno e settembre 2026 le prenotazioni alberghiere sono attese in crescita del 5,9% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, mentre le room night dovrebbero aumentare del 6,3%. A trainare il mercato sarà soprattutto settembre, che secondo le previsioni registrerà il maggiore incremento su base annua sia in termini di prenotazioni (+15,8%) sia di room night (+17,8%). Un risultato che conferma il crescente peso della cosiddetta shoulder season, sempre più rilevante per la redditività delle strutture ricettive.

Settembre supera i mesi tradizionalmente più forti

Dopo un giugno sostanzialmente stabile (-0,9%), il report prevede una crescita delle prenotazioni del 12,2% a luglio e del 4,2% ad agosto, prima dell'accelerazione di settembre.

Particolarmente significativo il dato relativo alle tariffe medie giornaliere (ADR). Mentre luglio e agosto dovrebbero mantenersi sostanzialmente in linea con il 2025, rispettivamente con una flessione dell'1,3% a 282,21 euro e dello 0,1% a 288,61 euro, settembre mostra una dinamica opposta. Per il mese finale della stagione estiva si stima infatti una crescita del 5,7% della tariffa media, che potrebbe raggiungere i 332,54 euro a notte.

Una tendenza che indica come la domanda di fine estate sia sostenuta da viaggiatori con elevata capacità di spesa e da una minore sensibilità al prezzo rispetto ai periodi di maggiore affollamento.

Prenotazioni sempre più anticipate

L'analisi evidenzia inoltre una crescente propensione alla pianificazione. L'Italia si conferma il mercato europeo con il più lungo intervallo medio tra prenotazione e soggiorno. Tra giugno e settembre il lead time medio raggiunge infatti 161,15 giorni, in aumento del 5,1% rispetto al 2025. Per i soggiorni previsti a settembre il dato sale addirittura a 222,89 giorni, equivalenti a oltre sette mesi di anticipo. La maggiore programmazione comporta anche un lieve aumento delle cancellazioni, che si attestano al 22,55% del totale, in crescita di 1,2 punti percentuali rispetto all'anno precedente. Anche la permanenza media mostra segnali positivi. Nel periodo estivo passa da 2,20 a 2,23 notti (+1,4%), in controtendenza rispetto ad altri mercati europei dove la durata dei soggiorni tende a ridursi. Agosto e settembre dovrebbero registrare una permanenza media di 2,44 e 2,23 notti rispettivamente.

Cresce il peso dei viaggiatori internazionali

Un altro elemento evidenziato dal report riguarda la composizione della domanda. L'Italia rafforza ulteriormente il proprio posizionamento internazionale, con una quota di prenotazioni provenienti dall'estero che raggiunge l'85,10%, contro l'81,33% registrato nel 2025. Parallelamente, il peso del mercato domestico scende dal 18,67% al 14,90%, con una riduzione di 3,8 punti percentuali. Tra i mercati europei analizzati da SiteMinder, si tratta di una delle variazioni più significative verso una clientela internazionale. Secondo Simone Portaluri, Regional Manager di SiteMinder per l'Italia, il fenomeno conferma il ruolo sempre più strategico di settembre per il comparto alberghiero nazionale. «Settembre si sta rivelando sempre più strategico per l'ospitalità italiana: non è più soltanto una coda della stagione estiva, ma un mese capace di generare crescita, valore e domanda internazionale», afferma Portaluri. «I viaggiatori continuano a scegliere l'Italia anche oltre il picco estivo tradizionale, facendo leva su periodi meno affollati».

Per il manager, prenotazioni anticipate e una stagione più estesa consentono agli operatori una migliore pianificazione, strategie di pricing più efficaci e maggiori opportunità di intercettare una domanda che continua a crescere anche nella parte finale dell'estate.

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