Turismo termale italiano: 24 milioni di presenze stimate nel 2025, tra benessere e alta spesa
Investimenti, innovazione e personalizzazione dei servizi guidano la crescita del comparto, con i Millennials protagonisti della domanda internazionale
Il turismo termale italiano conferma la sua capacità di attrarre visitatori e generare valore economico per i territori. Secondo i dati presentati durante il convegno “Il turismo termale italiano come driver di crescita del mercato”, tenutosi il 21 gennaio 2026 nella sala Horti Sallustiani di Unioncamere a Roma, nel 2025 si stima il raggiungimento di 24 milioni di presenze turistiche nelle località termali italiane, con spese complessive superiori ai 5 miliardi di euro, di cui il 60% proveniente dal turismo internazionale.
“La nuova offerta di prodotto deve rispondere ai cambiamenti del mercato puntando su qualità, personalizzazione dei servizi e integrazione tra salute, prevenzione e benessere, anche in logica complementare al sistema sanitario – ha dichiarato Renzo Iorio, Presidente di Federterme Confindustria –. La sfida è accompagnare questa crescita con investimenti e innovazione, rafforzando il posizionamento delle destinazioni termali italiane e la loro competitività lungo tutto l’anno”.
Dai dati emerge come 1 turista su 2 sia alto-spendente, con una spesa media di circa 256 euro al giorno, superiore di circa 90 euro rispetto al turista termale medio. Il segmento più rilevante è rappresentato dai Millennials (30,8%), che viaggiano prevalentemente in coppia (49,4%) o con amici (17,5%), scegliendo località che offrono percorsi integrati di benessere, con acque termali e trattamenti di qualità, calibrati sulle singole esigenze.
La scelta della destinazione dipende non solo dalla qualità delle acque e dei servizi wellness, ma anche dal rapporto qualità-prezzo, considerato decisivo da metà dei turisti. La notorietà e il branding della località influenzano 2 visitatori su 5, mentre il dato dei repeater è significativo: 6 visitatori su 10 sono habitué della struttura e della località scelta.
Internet si conferma il canale principale per orientare le decisioni: il 78% dei turisti termali si informa e prenota online, il 51% sfrutta offerte promozionali, e il 42,5% è influenzato dai social network. “Negli ultimi anni la filiera del turismo termale ha avviato un processo di rivitalizzazione, con investimenti in infrastrutture, servizi accessori, branding e visibilità web, riposizionandosi su un segmento alto di gamma – commenta Loretta Credaro, Presidente ISNART –. Per sostenere questa crescita serve una politica di sistema che favorisca lo sviluppo qualitativo dell’intera filiera, eventualmente attraverso incentivi fiscali, come già avviene in altri Paesi europei”.
Il Vicepresidente del Senato, Gian Marco Centinaio, ha evidenziato come il turismo termale rappresenti un fiore all’occhiello per l’Italia: “Ho presentato un disegno di legge che punta a tutelare e rilanciare il settore, dal riconoscimento della qualità dei servizi alla copertura delle spese per cure termali da parte del SSN, fino alla creazione di distretti termali integrati, in grado di valorizzare anche i prodotti del territorio e l’indotto economico locale. Si tratta di un’opportunità per mettere ordine nelle norme e favorire ulteriore sviluppo”.