- Home
- Destinazioni
- Vacanze e social media: gli italiani scelgono passioni personali, non i trend
Vacanze e social media: gli italiani scelgono passioni personali, non i trend
Secondo Omio, gli italiani scelgono le vacanze seguendo passioni e consigli personali più che trend social e influencer.
I social media sembrano dominare ogni aspetto della nostra vita, eppure quando si tratta di scegliere dove andare in vacanza, gli italiani seguono un'altra bussola. Solo il 6% dei viaggiatori italiani dichiara di scegliere le proprie destinazioni basandosi sui trend dei social media o sui contenuti online più popolari, tra gli altri comportamenti analizzati. Al contrario, la maggior parte privilegia i propri interessi personali e si ritiene più soddisfatta quando lo fa. È quanto rivela un nuovo sondaggio internazionale condotto da YouGov per conto di Omio su un campione di 7.567 persone tra Italia, Spagna, Germania, Regno Unito e Stati Uniti, intenzionate a pianificare una vacanza. Ecco cosa ci dicono, nel dettaglio, i viaggiatori italiani.
Viaggiare per passione, non per moda
Per la maggior parte dei viaggiatori, le vacanze continuano a essere determinate da ciò che conta davvero per ciascuno di loro. Il 58% degli italiani intervistati indica gli interessi personali come uno dei principali fattori nella scelta del viaggio, superando il budget (50%) e le considerazioni pratiche come la facilità degli spostamenti o la logistica (40%). Questo approccio porta ad esperienze più positive: il 53% si dichiara soddisfatto del proprio ultimo viaggio proprio perché costruito attorno alle proprie preferenze, e non sulle mode del momento. Per il 40%, quella vacanza è stata persino più significativa del solito, perché rifletteva i propri interessi personali.
In vacanza per vivere, non per postare
Dimenticate l'immagine del turista perennemente con lo smartphone in mano, alla caccia dello scatto perfetto. La realtà è ben diversa: solo il 4% degli italiani sente la pressione di dover documentare e condividere il proprio viaggio sui social. Una percentuale molto simile pensa, già in fase di pianificazione, a come la vacanza apparirà online. Anche il desiderio di stupire gli altri conta poco: appena il 7% sceglie una destinazione pensando a quanto possa sembrare suggestiva o invidiabile. E quasi la metà degli intervistati (49%) afferma di sentire poca o nessuna pressione nel dover visitare certi posti o fare determinate esperienze.
Folla e hype? No grazie
C'è anche chi fa un passo in più e sceglie attivamente di andare controcorrente. Il 18% degli italiani dichiara di aver evitato destinazioni percepite come sovraffollate o sopravvalutate, e la stessa percentuale cerca deliberatamente mete meno conosciute e meno affollate. È evidente che molti viaggiatori italiani vogliano vivere esperienze autentiche, non fare la fila per uno scatto davanti a un monumento già visto mille volte sui feed. "Il viaggio è uno dei pochi ambiti in cui le persone resistono alla pressione dei trend e scelgono davvero per sé stesse", ha dichiarato Veronica Diquattro, Presidente B2C & Supply di Omio. "I nostri dati lo confermano: la maggior parte dei viaggiatori non insegue l'hype, ma cerca esperienze che rispondano ai propri desideri. I social possono ispirare, ma sono le passioni personali e i consigli di amici e parenti ad avere l'ultima parola. Ed è esattamente qui che Omio fa la differenza: aiutare le persone a trasformare quell'ispirazione nel viaggio che fa per loro".
I consigli di amici e parenti battono quelli degli influencer
Sebbene i social media rimangano un'importante fonte di ispirazione, hanno un'influenza limitata sulle decisioni finali. Solo il 6% degli italiani attribuisce un ruolo decisivo agli influencer o a fonti esterne online nella fase di pianificazione. A fare la differenza, invece, sono le persone di cui ci si fida: il 18% ha scelto una meta seguendo il consiglio di amici, familiari o colleghi, indicandoli tra i tre principali fattori decisionali nella pianificazione dell’ultima vacanza.
I giovani sotto pressione, ma restano una minoranza
Non mancano le differenze generazionali. Tra i giovanissimi della Gen Z, il 26% ammette di sentire una certa aspettativa sociale: quella sensazione di dover visitare i posti giusti o pianificare un viaggio che "meriti" di essere condiviso. Tra i Boomer, la stessa pressione riguarda solo il 14%. Eppure, anche tra i più giovani, chi trasforma questa pressione in scelte concrete rimane una minoranza: il 12% ha scelto una destinazione pensando all'effetto che avrebbe fatto sugli altri, il 13% ha cambiato gli orari delle visite per avere la luce giusta per le foto, e altrettanti ammettono di pensare già in fase di pianificazione a come il viaggio apparirà sui social.