Immagine di sfondo della pagina Visit USA Italia rafforza il mercato italiano: formazione, community e fiducia negli Stati Uniti
11 febbraio 2026

Formazione, community e fiducia nel mercato italiano. È su questi pilastri che Visit USA Italia continua a costruire il proprio ruolo di riferimento per la promozione degli Stati Uniti, come racconta il presidente Mia Hezi. Un lavoro che parte dagli agenti di viaggio e arriva dritto al consumatore finale, passando da contenuti, ispirazione e una lettura molto lucida della domanda.
Al centro c’è il programma PRO, pensato per creare un vero gruppo di agenti specializzati sugli USA. "Stiamo cercando di creare una community di adv appassionati che si divertano a vendere gli Stati Uniti", spiega Hezi. Non solo formazione tecnica, ma appartenenza e condivisione: un engagement reciproco, in cui associazione e agenti crescono insieme per costruire una cultura del viaggio negli States.
Il programma si è recentemente arricchito con tre webinar speciali dedicati ai PRO, offerti da soci onorari e pensati come un percorso motivazionale e ispirazionale. Letteratura, cinema e sport diventano le chiavi di lettura di una destinazione complessa, perché "sono spesso le macro leve da cui parte l’utente finale quando sceglie di andare in America". A queste prime sessioni seguiranno ulteriori momenti di formazione riservati agli agenti che hanno deciso di intraprendere un percorso strutturato con l’associazione.
Il valore, però, è anche molto concreto. Visit USA Italia, infatti, fornirà contenuti utilizzabili direttamente nella vendita, offrendo inoltre visibilità sia sul sito dell’associazione – rendendo gli agenti rintracciabili dal consumatore finale – sia sui canali social, dove potranno raccontare le proprie specializzazioni. Un modo per rafforzare l’intermediazione e ribadirne il ruolo strategico.

Visit USA Italia cresce

Parallelamente, l’associazione continua a crescere come network. Oggi Visit USA Italia conta circa 80 soci e ha recentemente accolto nuovi ingressi di peso come Visit Dallas, l’Alabama, Best Western e JetBlue. Un segnale forte, legato anche alla rinnovata attenzione verso i nuovi collegamenti aerei sull’Italia. "Non è da sottovalutare il fatto che l’associazione stia attirando nuovi soci americani perché l’Italia è uno dei pochi mercati in tenuta sugli USA", sottolinea Hezi. Un mix di passaparola e attenzione strategica verso un Paese considerato oggi solido e affidabile. E i numeri lo confermano.
Nel panorama internazionale, il mercato italiano sta reagendo meglio di altri e alla base c’è anche un fattore culturale: "Gli italiani non si spaventano e riescono a scindere il desiderio di viaggio dalla politica internazionale". Chi viaggia continua a farlo per scoperta ed esplorazione; le posizioni più critiche arrivano spesso da chi non parte, per un antagonismo che prescinde dall’esperienza reale.
Sul fronte economico, il contesto attuale dovrebbe incoraggiare i flussi dall’Italia. È vero che negli Stati Uniti alcuni costi sono aumentati, come ovunque nel mondo, ma il cambio euro-dollaro oggi è favorevole. "Un italiano che va negli USA, attualmente ha un grosso vantaggio", commenta il presidente, ricordando come anche nei periodi in cui il dollaro era solido, la destinazione abbia comunque dimostrato una buona tenuta. La strategia resta, dunque, quella di invitare il mercato a scoprire un’America diversa, andando oltre i grandi classici, con proposte alternative dove il lavoro del trade resta cruciale.

Paura? No, grazie

Infine, il tema dei warning (con Paesi come la Germania che hanno messo in allerta i propri cittadini) e delle comunicazioni politiche non sembra preoccupare Visit USA Italia. Il messaggio è chiaro: "Il Paese è assolutamente sicuro e il processo di accesso agli Stati Uniti è veloce e senza intoppi", conclude Hezi. Il passaporto italiano non presenta criticità, a patto di seguire le procedure indicate. L’obiettivo, lavorando insieme ai soci, è colmare eventuali gap di percezione e riportare il racconto su un piano di normalità e fiducia.

Gaia Guarino

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