Immagine di sfondo della pagina Aeroporto Napoli, Masterplan da 250 milioni: nuovo terminal e 17,3 milioni di passeggeri
15 settembre 2026

L’annuncio ufficiale di ENAC chiude il cerchio sul Masterplan 2035 dell’aeroporto di Napoli-Capodichino, presentato il 14 settembre da Gesac. Un documento strategico che definisce la traiettoria di sviluppo del principale scalo campano: oltre 250 milioni di investimenti, di cui circa 230 milioni privati, l’acquisizione di 170mila metri quadrati e un obiettivo chiaro, portare il traffico a 17,3 milioni di passeggeri annui entro il 2035 senza incrementare l’attuale capacità oraria della pista. Una crescita che passa da aeromobili più capienti, ottimizzazione degli slot e un diverso equilibrio tra Napoli e Salerno, non da un aumento dei movimenti.

Il piano approvato da ENAC introduce un nuovo terminal extra-Schengen di circa 15mila metri quadrati, pensato per sostenere l’espansione dei mercati internazionali a lungo raggio e dei flussi leisure premium. A questo si aggiungono nuove piazzole per gli aeromobili, un’area cargo-logistica, un airport hotel e un ridisegno della viabilità con l’interramento della strada di accesso e nuovi collegamenti ciclopedonali. Sono previsti inoltre oltre 13 milioni di euro di interventi ambientali, con focus su efficienza energetica, mitigazione acustica e gestione sostenibile delle superfici airside.

La strategia si inserisce nel ridisegno del sistema aeroportuale campano, dove Salerno-Costa d’Amalfi è destinato a diventare complementare a Capodichino. Il nuovo scalo, operativo da luglio, accoglierà parte dei voli durante la chiusura temporanea di Napoli prevista a novembre per il rifacimento della pista, ma soprattutto sarà la valvola di sfogo per la crescita del traffico domestico e leisure, lasciando a Capodichino il ruolo di hub internazionale regionale. La realizzazione del terminal extra-Schengen risponde proprio alla domanda dei vettori che guardano a un’espansione verso mercati come Stati Uniti, Canada, Medio Oriente e Nord Africa, oggi limitata dalla capacità infrastrutturale.

Secondo Gesac, la prima fase operativa riguarderà l’avvio degli interventi sulla viabilità e l’acquisizione delle aree necessarie, seguita dalla costruzione del terminal e delle nuove piazzole. I network planner delle compagnie aeree confermano che l’infrastruttura extra-Schengen potrà favorire l’arrivo di aeromobili wide-body stagionali e l’apertura di rotte point-to-point verso mercati ad alta domanda turistica. Per il comparto incoming, l’effetto atteso è significativo: tour operator, hotel, MICE e DMC campane potranno contare su una maggiore stabilità dei flussi internazionali e su una capacità di accoglienza più coerente con la domanda premium che negli ultimi anni ha trainato la crescita della regione.

ENAC, nella comunicazione diffusa oggi, sottolinea come il Masterplan rappresenti un passaggio decisivo per garantire la sostenibilità della crescita del traffico, evitando di saturare ulteriormente la pista e puntando su un modello di sviluppo basato sull’efficienza operativa. Una scelta che riflette le dinamiche europee, dove gli aeroporti urbani con vincoli fisici – come Napoli – possono crescere solo attraverso l’ottimizzazione dei movimenti e l’aumento della capacità per volo.

Il Masterplan 2035 diventa così la cornice entro cui si muoverà l’intero sistema aeroportuale campano nei prossimi dieci anni: Napoli come porta internazionale, Salerno come piattaforma di espansione, un equilibrio che punta a intercettare nuovi mercati senza aumentare i movimenti orari e mantenendo la compatibilità con il contesto urbano. Un modello che, se realizzato nei tempi previsti, potrebbe ridisegnare il ruolo della Campania nel network mediterraneo del trasporto aereo.

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