Immagine di sfondo della pagina Affitti brevi, la protesta arriva in piazza: “Non solo proprietari, ma lavoratori e imprese. Le restrizioni mettono a rischio l’economia della città”
04 giugno 2026

Oltre quattrocento persone si sono radunate questa mattina in Piazza della Signoria per protestare contro la delibera della giunta Funaro che introduce un blocco ai nuovi affitti brevi al di fuori dell’area Unesco. Una mobilitazione nata in poche ore, ma capace di portare in piazza non solo host e proprietari, bensì un’intera filiera economica che ruota attorno alle locazioni turistiche. A guidare la protesta è il Coordinamento 4 Giugno, che riunisce diverse realtà del settore, tra cui AIGAB, My Guest Friend Ospitalità responsabile APS, Property Managers Italia e F.A.R.E.. Una rete che rappresenta migliaia di famiglie e lavoratori fiorentini.

In piazza non i proprietari, ma chi lavora

Oggi non sono scesi in piazza soltanto proprietari di immobili. Sono scese persone che lavorano”, afferma Lorenzo Fagnoni, presidente di Property Managers Italia e Ceo di Apartments Florence. Il settore degli affitti brevi, ricorda, non si esaurisce negli host: coinvolge property manager, addetti alle pulizie, manutentori, elettricisti, idraulici, artigiani, professionisti dell’accoglienza, oltre a una rete di piccole imprese che generano reddito e servizi.

Limitare l’attività, sostiene Fagnoni, significa colpire un ecosistema economico radicato nel territorio. “Quando si limita un’attività economica bisogna valutarne anche gli effetti sull’occupazione. Se molte imprese saranno costrette a ridimensionarsi o chiudere, il problema riguarderà centinaia di lavoratori e famiglie”.

Il nodo della sentenza del Tar e il ruolo dei sindacati

La protesta arriva a pochi giorni dalla sentenza del Tar Toscana che ha respinto i ricorsi contro il regolamento comunale. Una decisione accolta con soddisfazione da alcune sigle sindacali, un atteggiamento che Fagnoni definisce sorprendente: “Un sindacato dovrebbe interrogarsi sui posti di lavoro che rischiano di essere messi in discussione. Su questo, però, non abbiamo ricevuto risposte”.

“Il problema casa non si risolve colpendo i piccoli proprietari”

Il Coordinamento 4 Giugno respinge l’idea che gli affitti brevi siano il principale responsabile dell’emergenza abitativa. “Esiste un tema casa, e non va sottovalutato”, spiegano i promotori. “Ma la risposta non può essere limitare la proprietà privata o colpire i piccoli risparmiatori”.

Secondo le associazioni, la soluzione passa da interventi strutturali:

  • rigenerazione urbana

  • recupero degli immobili sfitti

  • aumento dell’offerta di alloggi a canoni sostenibili

  • tutele più efficaci per i proprietari che temono morosità e tempi lunghi di rientro in possesso degli immobili

Un dato viene ricordato con forza: oltre 800 alloggi di edilizia residenziale pubblica risultano oggi inutilizzati dal Comune di Firenze. “Non si può addossare la responsabilità dell’emergenza abitativa ai piccoli proprietari privati. Sarebbe ingiusto e non credibile”.

“Sì alle regole, no ai provvedimenti ideologici”

Il Coordinamento ribadisce la disponibilità a sostenere controlli più severi contro l’abusivismo, ma rifiuta misure considerate punitive e inefficaci. “Sì alle regole e ai controlli. No a provvedimenti ideologici che penalizzano famiglie, lavoratori e piccoli risparmiatori senza produrre benefici concreti”.

La manifestazione di oggi, concludono le associazioni, dimostra che il settore degli affitti brevi è ormai una componente strutturale dell’economia fiorentina. E che ogni intervento normativo dovrebbe tener conto non solo del mercato immobiliare, ma dell’intera filiera che da esso dipende.

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