Affitti turistici, prenotazioni giù fino all’80% con la crisi in Iran
Fagnoni (Property Managers Italia): “Frenata nel segmento alto, ma fiducia sul 2026. Rischio grave se si fermano i voli”
Brusco rallentamento per il mercato degli affitti turistici, in particolare nel segmento medio-alto, a seguito delle tensioni legate alla guerra in Iran e alle criticità nello Stretto di Hormuz. Nell’ultima settimana, le prenotazioni hanno registrato cali compresi tra il 60% e l’80%.
A segnalarlo è Lorenzo Fagnoni, presidente di Property Managers Italia e ceo di Apartments Florence, che evidenzia l’impatto immediato del contesto geopolitico sul comparto. “Stiamo registrando una frenata molto forte nel segmento medio-alto degli affitti turistici, con cali che arrivano fino all’80% del fatturato – afferma – e nell’ultima settimana abbiamo visto una riduzione delle prenotazioni tra il 60% e l’80%, un segnale evidente di quanto il nostro mercato sia esposto agli shock internazionali”.
Il rallentamento arriva dopo un periodo positivo, trainato anche dalle festività pasquali. “Arriviamo da settimane molto positive, con un’occupazione del 93% e un +15% di appartamenti prenotati rispetto allo scorso anno – sottolinea Fagnoni – ed è proprio per questo che la frenata attuale ha il sapore di una doccia gelata per il settore”.
A risentire maggiormente è la fascia alta del mercato. “Il turismo di lusso è il primo a fermarsi quando aumenta l’incertezza, perché si tratta di una clientela internazionale molto attenta al contesto geopolitico e alla percezione di sicurezza globale”. Secondo Fagnoni, il blocco dello Stretto di Hormuz e le tensioni energetiche stanno alimentando un clima di instabilità che si riflette direttamente sulla domanda, con cancellazioni e rallentamenti soprattutto dai mercati extraeuropei.
Nonostante il quadro attuale, resta una cauta fiducia sul medio periodo. “Resto comunque positivo sull’andamento complessivo dell’anno – conclude – a patto che non si arrivi a un blocco dei voli: in quel caso l’intero comparto turistico sarebbe gravemente danneggiato, con conseguenze molto pesanti per tutta la filiera”.