Immagine di sfondo della pagina Airbus SE, nel 2025 consegne record e ricavi a 73,4 miliardi. Guidance 2026 a 870 aerei
19 febbraio 2026

Airbus chiude l’esercizio 2025 con 793 aeromobili commerciali consegnati, ricavi consolidati in crescita a 73,4 miliardi di euro e un EBIT Adjusted pari a 7,1 miliardi. L’utile netto riportato raggiunge 5,2 miliardi, con un utile per azione di 6,61 euro, mentre il free cash flow prima del finanzi Il free cash flow prima del finanziamento ai clienti si attesta a 4,6 miliardi di euro, in linea con la guidance raggiunta per l’esercizio. Il Consiglio di amministrazione proporrà all’Assemblea generale del 14 aprile 2026 la distribuzione di un dividendo di 3,20 euro per azione, con pagamento previsto il 23 aprile.

“Il 2025 è stato un anno fondamentale, caratterizzato da una domanda molto forte per i nostri prodotti e servizi in tutte le attività, da una performance finanziaria record e da importanti traguardi strategici”, ha dichiarato Guillaume Faury, Chief Executive Officer di Airbus. “Abbiamo operato in un contesto complesso e dinamico rispettando la guidance aggiornata. La domanda globale di aeromobili commerciali sostiene l’aumento dei ritmi produttivi, che stiamo gestendo pur in presenza di significative carenze di motori Pratt & Whitney”.

Sul fronte commerciale, gli ordini lordi hanno raggiunto quota 1.000 aeromobili, rispetto agli 878 del 2024, con 889 ordini netti dopo le cancellazioni. Il portafoglio ordini a fine anno tocca il livello record di 8.754 velivoli. A livello consolidato, l’intake ordini per valore sale a 123,3 miliardi di euro, mentre il valore complessivo del backlog si attesta a 619 miliardi, influenzato anche dall’indebolimento del dollaro.

I ricavi consolidati crescono del 6% rispetto all’anno precedente, passando da 69,2 a 73,4 miliardi di euro. Le 793 consegne comprendono 93 A220, 607 aeromobili della famiglia A320, 36 A330 e 57 A350. I ricavi della divisione Commercial Aircraft aumentano del 4% a 52,6 miliardi, sostenuti dal maggior numero di consegne e dalla crescita dei servizi, parzialmente compensati dall’andamento valutario. Airbus Helicopters registra ricavi in aumento del 13% a 9 miliardi di euro e consegne salite a 392 unità, mentre Airbus Defence and Space segna un incremento dell’11% a 13,4 miliardi, con un intake ordini record di 17,7 miliardi e un book-to-bill intorno a 1,3.

L’EBIT Adjusted consolidato si attesta a 7.128 milioni di euro, in netto miglioramento rispetto ai 5.354 milioni del 2024, anno che aveva risentito di oneri per 1,3 miliardi legati a una revisione tecnica dei programmi Space. L’EBIT riportato è pari a 6.082 milioni, dopo rettifiche nette per 1.046 milioni riconducibili in particolare al mismatch sul capitale circolante in dollari e alla rivalutazione di bilancio, ai costi legati all’acquisizione e integrazione di alcune attività di Spirit AeroSystems, al piano di adattamento della forza lavoro nella divisione Defence and Space e ad accantonamenti sul programma A400M. Il risultato finanziario sale a 268 milioni e la posizione di cassa lorda raggiunge 27,2 miliardi, con una posizione netta consolidata di 12,2 miliardi.

Sul piano industriale, il ramp-up produttivo prosegue ma risente delle criticità legate alla fornitura di motori Pratt & Whitney per la famiglia A320. Airbus prevede ora di raggiungere un rate compreso tra 70 e 75 aeromobili al mese entro la fine del 2027, per poi stabilizzarsi a 75. Per l’A220 l’obiettivo è di 13 velivoli al mese nel 2028, mentre per l’A330 e l’A350 sono confermati rispettivamente i target di rate 5 nel 2029 e rate 12 nel 2028. Sul programma A400M è stato firmato nel quarto trimestre 2025 un emendamento contrattuale con OCCAR per anticipare sette consegne a Francia e Spagna, aumentando la visibilità produttiva, pur restando in valutazione i rischi legati al livello degli ordini futuri.

Per il 2026 il gruppo prevede circa 870 consegne di aeromobili commerciali, un EBIT Adjusted intorno a 7,5 miliardi di euro e un free cash flow prima del finanziamento ai clienti di circa 4,5 miliardi. La guidance è formulata assumendo l’assenza di ulteriori perturbazioni su commercio globale, traffico aereo, supply chain e operatività interna e include l’impatto dei dazi attualmente in vigore.

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