Cicloturismo, 49 milioni di presenze nel 2025: impatto economico 6,4 miliardi
Il Rapporto Isnart-Legambiente conferma la crescita del segmento: più donne, più giovani e un’offerta sempre più strutturata sul territorio
Il cicloturismo si conferma uno dei segmenti più dinamici del turismo italiano. Nel 2025 ha generato circa 49 milioni di presenze e un impatto economico pari a 6,4 miliardi di euro, secondo il sesto Rapporto “Viaggiare con la bici 2026”, realizzato da Isnart per Unioncamere in collaborazione con Legambiente.
Il report è stato presentato in occasione della Fiera del Cicloturismo 2026, in corso a Padova, e fotografa un comparto in consolidamento, capace di attivare economie diffuse sui territori e di intercettare una domanda sempre più ampia e diversificata. Non solo ciclovie e percorsi naturalistici: per un cicloturista su due l’esperienza in sella si combina con la scoperta del patrimonio culturale e dell’enogastronomia locale, confermando la bicicletta come leva per un turismo integrato e multiprodotto.
“Dall’identikit del cicloturista-tipo emerge una crescita della componente femminile di oltre 17 punti percentuali rispetto al 2024”, ha dichiarato Loretta Credaro. “Mi fa molto piacere constatare come la domanda di cicloturismo sia sempre più ‘in rosa’, fenomeno che – auspico – trovi conferma anche dal lato dell’offerta, creando nuove occasioni di auto-imprenditorialità anche al femminile”. Un trend confermato anche da Sebastiano Venneri, responsabile Territorio e Innovazione di Legambiente: “Il cicloturismo consolida i suoi numeri e si conferma un segmento importante del comparto turistico. Quest’anno abbiamo acceso i riflettori sul settore del noleggio bici, indicatore dello stato di salute del comparto, raccontando dieci esperienze di successo che dimostrano la capacità di generare economia diffusa sui territori”.
Dati alla mano, cresce anche l’interesse delle nuove generazioni: i turisti della Gen Z rappresentano il 17,3% del totale, quasi il doppio rispetto al 2024. Un pubblico che privilegia esperienze attive e complete, tra visite nei centri storici, escursioni e degustazioni. Il digitale gioca un ruolo centrale: sei cicloturisti su dieci scelgono online itinerari e offerte, mentre uno su due condivide l’esperienza sui social. Aumenta anche la spesa media: 69 euro al giorno per l’alloggio e 91 euro per altri beni e servizi, con una quota significativa destinata alla ristorazione e ai prodotti tipici locali. Cresce inoltre l’interesse per il wellness, a conferma di una domanda orientata al benessere complessivo.
Sul fronte dell’offerta, emerge una trasformazione del mercato del noleggio bici. Pur restando stabile il numero di imprese attive, cresce del 47% il numero delle unità locali tra il 2019 e il 2025, segnale di una maggiore articolazione territoriale e di un modello sempre più diffuso e capillare.
“Abbiamo rinnovato con piacere la partnership con Isnart e Legambiente, ospitando la presentazione del Rapporto”, ha aggiunto Pinar Pinzuti, direttrice della Fiera del Cicloturismo. “I dati dimostrano la crescente rilevanza del segmento. I 265 espositori presenti (+63% rispetto al 2025) evidenziano la crescita di un movimento che meriterebbe una policy nazionale dedicata per rafforzare la competitività sui mercati esteri. In questo contesto, la crescita del segmento femminile rappresenta un’importante opportunità di inclusione”. Il Rapporto evidenzia inoltre alcune best practice internazionali, come l’iniziativa Women in Cycling, promossa dalla European Cyclists’ Federation, che punta a rafforzare inclusione e leadership femminile nel settore, e il progetto ungherese Bike Wanderer, dedicato ai giovani e orientato a un turismo sostenibile e responsabile.
Nel complesso, il cicloturismo si conferma un driver strategico per lo sviluppo turistico del Paese, capace di coniugare sostenibilità, valorizzazione dei territori e nuove opportunità economiche, in linea con una domanda sempre più attenta alla qualità dell’esperienza e all’autenticità delle destinazioni.