Crisi in Medio Oriente, Tajani fa il punto sulla crisi: 6.600 italiani rientrati dalle Maldive
Crisi in Medio Oriente, la Farnesina monitora i connazionali nell’area: assistenza ai cittadini e rientri dalle Maldive, mentre resta alta l’attenzione sulla sicurezza nello Stretto di Hormuz e sull’evoluzione del conflitto in Libano.
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha convocato una nuova riunione con alcuni ambasciatori italiani per fare il punto sull’evoluzione della crisi in Medio Oriente e sulle possibili ripercussioni sui connazionali presenti nell’area. Al centro dell’incontro la situazione in Iraq, Libano e nello Stretto di Hormuz, oltre al monitoraggio dei cittadini italiani ancora presenti nelle aree coinvolte.
Il confronto arriva dopo un attacco con drone contro il Consolato degli Emirati Arabi Uniti a Erbil e il protrarsi di attacchi contro installazioni militari in Iraq. Secondo quanto riferito dalla Farnesina, il numero di cittadini italiani presenti nel Paese è “molto contenuto” e tutti coloro che avevano manifestato l’esigenza di lasciare il territorio sono stati assistiti e hanno già lasciato l’Iraq.
Aggiornamenti sono arrivati anche dal fronte dell’Oceano Indiano. Dall’Ambasciatore d’Italia a Colombo, Tajani ha ricevuto un report sulla situazione dei connazionali alle Maldive: almeno 6.600 italiani hanno già lasciato l’arcipelago, utilizzando sia voli charter organizzati dalla Farnesina sia collegamenti commerciali. L’Ambasciatore italiano a Colombo si trova attualmente a Malé e, insieme alla console onoraria e al personale diplomatico, continua a garantire assistenza ai connazionali con un presidio costante anche presso l’aeroporto.
Resta invece particolarmente delicata la situazione in Libano. Il conflitto prosegue con raid diffusi su tutto il territorio nazionale, inclusa la periferia sud di Beirut, mentre il numero degli sfollati interni ha raggiunto quota 700.000. I militari italiani impegnati nella missione UNIFIL continuano le attività di pattugliamento con misure di sicurezza rafforzate. L’Ambasciata d’Italia a Beirut rimane operativa, compatibilmente con le condizioni di sicurezza, per fornire assistenza ai cittadini italiani presenti nel Paese. L’aeroporto internazionale della capitale libanese resta aperto e operativo, anche per i collegamenti con l’Italia.
Nel corso della riunione è stato inoltre analizzato l’andamento della situazione nello Stretto di Hormuz, dove il traffico marittimo continua a registrare forti limitazioni, con il passaggio di poche navi al giorno. Secondo la Farnesina permane una forte preoccupazione per le possibili ripercussioni sulla sicurezza della navigazione e per l’impatto che la crisi potrebbe avere sulla stabilità dei mercati energetici.