Crisi internazionali e turismo organizzato, Mosca, Guiness Travel: “È il momento della verità”
Una lettera aperta del ceo e founder richiama il settore alle proprie responsabilità in uno scenario globale sempre più instabile
Le recenti tensioni geopolitiche nell’area del Golfo Persico riportano al centro del dibattito il tema della gestione delle crisi nel turismo internazionale. In questo contesto si inserisce la lettera aperta di Michele Mosca, founder e ceo di Guiness Travel, che invita il settore a una riflessione sul ruolo del travel organizzato e sulla necessità di un posizionamento più chiaro.
“Le tensioni geopolitiche che nelle ultime settimane stanno interessando l’area del Golfo Persico rappresentano solo l’ultimo segnale di una trasformazione ormai evidente: il turismo internazionale opera oggi in un contesto globale sempre più esposto a crisi improvvise, interruzioni operative e cambiamenti repentini nello scenario della mobilità. In questo quadro, il settore del travel organizzato continua a svolgere una funzione spesso poco visibile ma fondamentale: garantire continuità operativa e assistenza ai viaggiatori quando il sistema entra in difficoltà”.
Entrando nel merito, Mosca richiama un caso concreto che evidenzia le differenze tra i modelli di acquisto del viaggio: “Ma c’è un dato concreto che, più di ogni analisi, racconta cosa sta accadendo.Dopo la cancellazione massiccia dei voli delle compagnie emiratine, migliaia di passeggeri si sono trovati improvvisamente bloccati all’estero. La differenza si è vista subito. Chi viaggiava con un Tour Operator è rientrato. Chi aveva costruito il viaggio in autonomia è rimasto per ore — in molti casi per giorni — davanti a uno schermo, alla ricerca di combinazioni di volo sempre più scarse e con prezzi triplicati”.
Allargando lo sguardo al mercato, il ceo evidenzia come il cambiamento nei comportamenti d’acquisto stia mostrando limiti strutturali nei momenti di crisi: “Negli ultimi anni il modo di acquistare viaggi è profondamente cambiato. Sempre più spesso i viaggiatori costruiscono autonomamente il proprio itinerario acquistando singoli servizi attraverso piattaforme digitali o canali diretti. Si tratta di un’evoluzione naturale del mercato; ma anche di un modello che, nei momenti di crisi, mostra chiaramente i suoi evidentissimi limiti strutturali”.Quindi chiarisce un punto chiave legato al travel organizzato: “Esiste una differenza sostanziale che merita di essere compresa con maggiore chiarezza: nel travel organizzato esiste un soggetto responsabile dell’intero viaggio. Quando un pacchetto turistico viene costruito e venduto da un Tour Operator per il tramite di un’agenzia di viaggi entrano in gioco obblighi precisi previsti dalla normativa: licenze operative, direzione tecnica, coperture assicurative, fondi di garanzia e responsabilità sull’esecuzione dei servizi inclusi nel pacchetto. È un sistema articolato che spesso rimane invisibile quando tutto procede regolarmente, ma diventa essenziale quando si verificano eventi straordinari”.
Mosca ripercorre quindi le principali crisi che hanno interessato il settore negli ultimi anni, sottolineando la capacità di risposta degli operatori organizzati: “Negli ultimi anni il turismo globale ha attraversato alcune delle fasi più complesse della sua storia recente: pandemia, chiusure improvvise delle frontiere, conflitti internazionali, interruzioni del traffico aereo, eventi climatici estremi.Ogni volta Guiness Travel, come tutti i TO italiani, ha dimostrato la propria capacità di risposta: assistenza ai clienti in viaggio, riprotezioni a seguito di cancellazioni, rimborsi integrali anche quando non dovuti, riorganizzazione degli itinerari e gestione operativa delle emergenze h24. Si tratta di attività che richiedono competenze, strutture dedicate e una rete professionale capace di intervenire rapidamente anche in contesti ad alta complessità”.
Da qui la riflessione sul valore del modello organizzato: “È proprio in queste circostanze che il modello del travel organizzato rivela pienamente la propria funzione: assumersi la responsabilità della gestione del viaggio e della tutela del cliente”. Il focus si sposta poi sul mercato e sulle opportunità ancora non intercettate: “Eppure, oggi, oltre il 70% del turismo continua a essere costruito in autonomia. È qui che si apre una riflessione strategica per tutto il settore. Perché mai come ora, in un contesto internazionale instabile, il travel organizzato ha l’opportunità — e la responsabilità — di andare a intercettare questa quota di mercato, portando un messaggio più chiaro, più diretto, più comprensibile”.
Un passaggio riguarda anche il ruolo delle agenzie di viaggio, definite centrali nella relazione con il cliente: “In questo scenario anche il ruolo delle Agenzie di Viaggio rimane centrale. La relazione con il cliente, la capacità di spiegare con chiarezza il perimetro delle tutele e di orientare le scelte con consapevolezza rappresentano un elemento di valore per l’intera filiera turistica”.Guardando alle prospettive, Mosca indica la direzione che Guiness Travel intende intraprendere: “Per noi il momento attuale non è solo occasione di riflessione, ma un punto di svolta. Il valore del travel organizzato non può più essere raccontato esclusivamente attraverso l’offerta di prodotto. Deve essere reso evidente, comprensibile e riconoscibile per ciò che realmente è: un sistema costruito su responsabilità, competenza e tutela concreta del viaggiatore”.
Infine, la chiusura, che assume il tono di un appello al settore: “Per questo motivo, nelle prossime settimane, Guiness avvierà un piano di comunicazione strutturato e multicanale rivolto al mercato e alla rete distributiva. Questa visione si tradurrà in scelte operative precise: partnership selezionate, modelli distributivi coerenti e decisioni nette, orientate a rafforzare un posizionamento chiaro e distintivo. Perché in un contesto internazionale sempre più instabile non è più il tempo delle ambiguità. È il tempo della chiarezza e delle responsabilità. È il tempo di agire. Il travel organizzato non può più limitarsi a esistere. Deve affermare il proprio valore. E chi ha una struttura, una visione e una responsabilità reale — oggi — ha anche il dovere di farlo”.