Economia e sostenibilità: il boom delle crociere in Europa
Il settore crocieristico continua a generare ricchezza, occupazione e innovazione, con una pipeline di navi sempre più green e tecnologicamente avanzate.
Il settore crocieristico conferma il suo ruolo strategico nell’economia globale, con un impatto che va ben oltre la semplice attività passeggeri. A livello mondiale, le crociere hanno prodotto 198,8 miliardi di dollari di valore economico, generando circa 1,8 milioni di posti di lavoro e contribuendo per 98,5 miliardi di dollari al PIL globale. In Europa, il comparto ha registrato una produzione economica pari a 64 miliardi di euro, dei quali 28 miliardi hanno alimentato il PIL della regione, sostenendo 445.000 posti di lavoro.
Questi numeri dimostrano come le crociere rappresentino non solo un motore turistico ma anche un elemento fondamentale della filiera industriale, coinvolgendo porti, cantieri navali, logistica, ospitalità e migliaia di piccole e medie imprese. Secondo Bud Darr, Presidente e CEO di CLIA – Cruise Lines International Association, «il settore genera valore lungo un’ampia catena industriale e turistica, con benefici concreti per porti, fornitori e comunità costiere e insulari».
La dimensione industriale del comparto è sostenuta da un robusto order book che fa da traino all’innovazione tecnologica e alla preparazione di competenze future. A dicembre 2025, il portafoglio ordini globale contava 89 navi per un totale di 243.300 posti letto, per un valore complessivo di 87 miliardi di dollari. In Europa, il 98% delle navi programmate sarà costruito nei cantieri continentali, con investimenti pari a 85,5 miliardi di dollari: l’Italia assorbe circa 43,1 miliardi, la Germania 19,9 miliardi. Entro il periodo 2026-2036, sono previste 76 consegne per 210.800 posti letto, con investimenti annui medi di quasi 8 miliardi di dollari.
Il settore crocieristico non è solo produzione economica: è anche occupazione globale. Su circa 2 milioni di marittimi, 300.000 lavorano nel comparto crocieristico, provenienti da oltre 150 Paesi, con fino a 70 nazionalità rappresentate su una singola nave. Il 94% delle donne marittime opera nel settore e i tassi di retention si mantengono regolarmente attorno o sopra l’80%, a testimonianza di un ambiente professionale altamente qualificato e stabile.
L’innovazione tecnologica e la sostenibilità ambientale sono elementi centrali della crescita del comparto. Ad oggi, il 91,6% delle navi rendicontate da CLIA è incluso nel Report sulle Tecnologie e Pratiche Ambientali 2025, con una quota significativa di capacità in ordine alimentata a GNL e una crescente diffusione di navi dual-fuel e tri-fuel. Entro il 2028, circa il 75% della capacità globale sarà predisposta per il collegamento elettrico da terra (Onshore Power Supply), riducendo le emissioni in porto fino al 98%. Molte navi utilizzano già sistemi di efficienza avanzata come air lubrication, rivestimenti dello scafo ad alta performance, sistemi di abbattimento dei gas di scarico (EGCS) e trattamento avanzato delle acque reflue (AWTS). La produzione di acqua dolce a bordo, coprendo integralmente il fabbisogno su oltre il 60% delle navi, rappresenta un ulteriore esempio di autosufficienza e sostenibilità operativa.
Il settore è inoltre impegnato nella preparazione multi-combustibile, con navi progettate per adattarsi a carburanti futuri come metanolo e biocarburanti, e in sperimentazioni continue su celle a combustibile e batterie, pronte a scalare quando le tecnologie saranno mature. Dal 2018 al 2024 la capacità di navi dual-fuel è passata da una sola unità a 19, con ulteriori 23 navi fuel-flexible attese entro fine 2025, compresa la prima nave tri-fuel.
La filiera crocieristica europea, inoltre, mantiene un ruolo industriale strategico anche per il comparto navale in generale. Come sottolineato dai responsabili CLIA, senza gli ordini crocieristici i cantieri europei non avrebbero la capacità e le competenze per costruire altre tipologie di navi, comprese quelle militari, consolidando così l’industria europea e la competitività internazionale dei cantieri.
A chiudere il quadro, le compagnie associate CLIA contano oggi 45 operatori, con 310 navi e 637.847 posti letto, coprendo circa il 90% del segmento oceanico mondiale. Questo ecosistema integrato unisce produzione industriale, occupazione qualificata, innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale, confermando che le crociere rappresentano un settore capace di generare valore diffuso e di supportare la crescita economica dei territori, contribuendo allo sviluppo di un turismo equilibrato e sostenibile.