Enoturismo, gli americani scelgono Sicilia e Toscana: il 47% sogna un viaggio in Italia entro due anni
Rapporto Vinitaly Tourism: per i wine lover Usa il vino è solo il punto di partenza. Cresce la domanda di esperienze che uniscono territori del vino, città d’arte, cultura e paesaggi
Enoturismo, gli americani scelgono Sicilia e Toscana: il 47% sogna un viaggio in Italia entro due anni
Rapporto Vinitaly Tourism: per i wine lover Usa il vino è solo il punto di partenza. Cresce la domanda di esperienze che uniscono territori del vino, città d’arte, cultura e paesaggi
L’Italia continua a esercitare un forte richiamo sui viaggiatori statunitensi interessati al mondo del vino, ma l’esperienza enoturistica richiesta va ben oltre la semplice visita in cantina.
È quanto emerge dal rapporto “Il mercato USA e l’enoturismo”, realizzato dall’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico per Vinitaly Tourism, che analizza aspettative, comportamenti e intenzioni di viaggio dei turisti americani verso il Bel Paese.
L’indagine conferma l’elevata attrattività dell’Italia sul mercato Usa: il 79% degli intervistati la considera una destinazione capace di offrire autentiche esperienze enogastronomiche, mentre il 47% dichiara di voler effettuare nei prossimi 24 mesi un viaggio che includa almeno un’esperienza legata al vino.
Il report evidenzia inoltre come l’enoturismo rappresenti ormai una pratica consolidata per il pubblico statunitense. Negli ultimi tre anni il 60% degli intervistati ha partecipato almeno una volta a un’attività enoturistica. Di questi, il 39% ha vissuto l’esperienza esclusivamente negli Stati Uniti, mentre oltre un quinto l’ha sperimentata anche o esclusivamente all’estero.
Per chi ha già preso parte a un viaggio del vino, la motivazione va ben oltre la degustazione. Nel 42% dei casi il vino è stato il motivo principale dello spostamento e nel 38% una delle principali ragioni della vacanza. Il vino diventa così uno strumento per entrare in contatto con cultura, paesaggi, tradizioni e comunità locali.
Tra le destinazioni italiane più desiderate emergono soprattutto Sicilia e Toscana, indicate rispettivamente dall’82% e dall’81% degli intervistati. A seguire il Piemonte con il 56%. Grande interesse anche per destinazioni fortemente identificate con l’enogastronomia e il paesaggio, come Costiera Amalfitana (67%), area del Prosecco (60%), Chianti (59%), Etna (58%), Montalcino (56%), Cinque Terre e Montepulciano (55%), Franciacorta (54%), Langhe-Barolo (53%) e Valpolicella (52%).
Uno degli aspetti più significativi della ricerca riguarda proprio la tipologia di esperienza ricercata.
Per il 66% degli intervistati la possibilità di combinare visite a città storiche e siti culturali con attività enologiche rende l’Italia più attrattiva, mentre il 65% considera fondamentale vivere i paesaggi rurali e vitivinicoli. Il modello vincente appare quindi quello che integra città d’arte e territori del vino.
Tra i potenziali viaggiatori interessati all’Italia, il 54% preferirebbe un itinerario che alterni visite culturali ed esperienze enoturistiche, contro il 37% che sceglierebbe un soggiorno focalizzato principalmente sulle aree vitivinicole.
Anche le esperienze più desiderate confermano la ricerca di un approccio immersivo. Il 39% sogna un pranzo o una cena nel ristorante di una cantina, il 36% una cena romantica tra i vigneti, mentre degustazioni al tramonto ed esperienze abbinate ai prodotti tipici locali raccolgono entrambe il 33% delle preferenze.
«La ricerca restituisce un turista americano interessato all’Italia, ma molto articolato nelle motivazioni e nei comportamenti», osserva Roberta Garibaldi, presidente dell’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico.
«Accanto al wine lover esperto troviamo viaggiatori per i quali il vino rappresenta un modo per conoscere un territorio, la sua gastronomia, il paesaggio, la cultura e le persone. È proprio questa integrazione uno dei grandi punti di forza dell’offerta enoturistica italiana».
Secondo Garibaldi, il potenziale resta significativo anche in una fase di cambiamento dei consumi di vino negli Stati Uniti. «Mentre negli Stati Uniti stanno cambiando i consumi di vino, l’interesse verso i luoghi, le esperienze e le culture del vino continua a esprimere un potenziale significativo», sottolinea.
Il rapporto dedica inoltre un approfondimento all’evoluzione del mercato statunitense, con particolare attenzione alla California. I contributi degli studiosi Angelo A. Camillo della Sonoma State University e Matthew J. Stone della California State University, Chico evidenziano come il settore stia attraversando una fase di trasformazione.
Se da un lato cresce l’interesse per il consumo di vini locali durante i viaggi, dall’altro emerge la necessità di ripensare il rapporto tra prezzi, contenuto dell’esperienza e valore percepito dai visitatori.
Proprio l’esperienza californiana suggerisce che la contrazione delle visite non può essere attribuita esclusivamente al calo dei consumi di vino, ma richiede una riflessione più ampia su accessibilità economica, qualità dell’ospitalità e capacità di costruire relazioni durature con il visitatore.
Dall’analisi emerge infine un forte peso della prenotabilità digitale e dell’intermediazione. Il 55% degli intervistati considera importante poter prenotare online visite ed esperienze in cantina, mentre il 62% si affiderebbe ad agenzie di viaggio e tour operator per organizzare l’esperienza prima della partenza. Solo il 16% sceglierebbe di pianificare il viaggio in totale autonomia.
Per il turismo del vino italiano il messaggio appare chiaro: il mercato statunitense continua a guardare con interesse al Bel Paese, ma cerca esperienze complete, facilmente prenotabili e capaci di unire vino, cultura, paesaggio e autenticità territoriale. Una sfida che premia le destinazioni in grado di trasformare la visita in cantina in un racconto più ampio del territorio.