Enoturismo, la Toscana resta la meta più ambita per i wine lover tedeschi, austriaci e svizzeri
Secondo il nuovo Rapporto sul mercato DACH dell’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico, Germania, Austria e Svizzera confermano il loro peso strategico per il turismo italiano
La Toscana continua a essere il punto di riferimento dell’enoturismo italiano nell’immaginario dei viaggiatori di lingua tedesca. È quanto emerge dal nuovo Rapporto sul mercato DACH realizzato dall’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico (Aite) in collaborazione con FINE #WineTourism Marketplace Italy, che analizza comportamenti, aspettative e propensione alla spesa dei turisti provenienti da Germania, Austria e Svizzera.
Si tratta di tre mercati fondamentali per il turismo italiano. Secondo i dati Istat citati nello studio, nel 2024 i visitatori provenienti dai tre Paesi hanno generato complessivamente 87,8 milioni di presenze, pari al 34,6% del totale delle presenze straniere registrate in Italia. Nel 2025 la loro spesa turistica ha sfiorato i 12,7 miliardi di euro. La ricerca evidenzia una forte familiarità con il turismo del vino: il 73% degli intervistati ha partecipato ad almeno un’esperienza enoturistica negli ultimi tre anni e quasi sei su dieci ne hanno vissuta più di una. Le attività più praticate restano le degustazioni, seguite dalle visite guidate in cantina, dai tour tematici e dalle esperienze culturali legate ai territori del vino.
L’interesse, tuttavia, va ben oltre il semplice assaggio. I viaggiatori mostrano una crescente attenzione verso le cantine a conduzione familiare, la ristorazione all’interno delle aziende vinicole e l’acquisto diretto dei prodotti. Il vino si inserisce sempre più spesso in una vacanza più ampia: il 72% di chi soggiorna nei territori del vino si ferma almeno quattro giorni e il 36% trascorre tra cinque e sette giorni nella destinazione scelta.
Paesaggio e autenticità guidano le scelte
Lo studio conferma che il principale elemento di attrazione non è il vino in sé, ma il contesto in cui viene prodotto. Oltre l’80% degli intervistati indica il paesaggio come fattore decisivo nella scelta di una destinazione enogastronomica, seguito dall’autenticità dei ristoranti locali e dalla possibilità di entrare in contatto con la cultura del territorio. Anche l’immagine dell’Italia continua a essere fortemente associata all’enogastronomia. Per il 55% degli intervistati il primo elemento collegato al Paese è proprio il binomio cibo-vino, davanti al patrimonio artistico e monumentale. In questo scenario emerge la necessità di integrare vino, cucina, natura e tradizioni locali in un’offerta sempre più esperienziale e territoriale.
Chianti e Montepulciano in testa ai desideri
Sul fronte delle destinazioni, la Toscana domina la classifica delle mete più desiderate. Il Chianti è indicato dal 38% degli intervistati, seguito da Montepulciano con il 33%. Sul podio sale anche l’Etna, scelto dal 23% del campione, davanti a Montalcino (20%). Seguono Bolgheri, Valpolicella e Costiera Amalfitana (18%), Cinque Terre (16%), Monferrato, Valdichiana e Gallura (14%). Il dato conferma la forza delle denominazioni toscane sul mercato internazionale, ma evidenzia anche il potenziale di altri territori capaci di unire qualità vitivinicola, paesaggio e offerta turistica.
Le esperienze più richieste
Guardando ai futuri viaggi in Italia, i turisti dell’area DACH mostrano interesse per esperienze sempre più immersive. Il 61% vorrebbe degustare un vino in un wine bar e una quota analoga desidera acquistare direttamente i vini del territorio visitato. Elevata anche la domanda per cene in cantina abbinate ai prodotti regionali, visite in dimore storiche e tour tra vigne e barricaie. Tra le attività più ambite spiccano inoltre le cene nei vigneti a lume di candela, indicate dal 48% degli intervistati, seguite da esperienze di benessere tra le vigne e dalla partecipazione alla vendemmia.
Prezzi e organizzazione del viaggio
Dal punto di vista della spesa emerge una forte attenzione al rapporto qualità-prezzo. Per una visita guidata in cantina con degustazione inclusa, il 61% dei turisti dichiara di voler spendere non più di 40 euro. Solo una quota minoritaria supera questa soglia. La ricerca suggerisce quindi alle aziende vitivinicole l’opportunità di sviluppare offerte differenziate, capaci di soddisfare sia i visitatori più attenti al budget sia quelli interessati a esperienze premium. Sul fronte della mobilità, l’automobile resta il mezzo preferito per raggiungere cantine e aziende agricole, scelta indicata dal 75% degli intervistati. Quanto all’ospitalità, l’albergo tradizionale mantiene il primato tra le strutture ricettive, seguito dagli appartamenti in affitto, dai bed & breakfast e dagli agriturismi.
Garibaldi: «Servono reti territoriali»
Secondo Roberta Garibaldi, docente dell’Università di Bergamo e presidente di Aite, il futuro dell’enoturismo italiano passa attraverso una maggiore integrazione tra gli operatori del territorio.
«I mercati di Germania, Austria e Svizzera rappresentano una risorsa consolidata per l’Italia, ma ci invitano anche a ripensare il nostro modello di sviluppo», afferma Garibaldi. «Dobbiamo costruire un’offerta diversificata, accessibile e capace di rispondere a esigenze differenti». L’obiettivo, secondo la studiosa, è trasformare le eccellenze individuali in un vero sistema di destinazioni organizzate, dove cantine, strutture ricettive, ristoratori, guide e operatori dei trasporti collaborino per generare valore diffuso e sostenibile per i territori.
Le analisi sulle recensioni online confermano intanto l’apprezzamento dei visitatori DACH per l’offerta italiana, con livelli di soddisfazione superiori agli 85 punti su 100. Accanto ai punti di forza legati a vino, gastronomia e ospitalità, emergono però margini di miglioramento per quanto riguarda tempi di attesa e accessibilità, aspetti che diventano sempre più determinanti nella valutazione complessiva dell’esperienza turistica.