Immagine di sfondo della pagina Esame nazionale guide turistiche: iniziate le prove orali per 230 candidati
11 marzo 2026

Sono iniziate il 9 marzo le prove orali e tecnico-pratiche del primo Esame Nazionale di abilitazione alla professione di Guida Turistica, un passaggio atteso da oltre dieci anni e strategico per lo sviluppo di un settore — il turismo — che rappresenta oltre il 10% del PIL.
Dopo la prova scritta di novembre — superata da meno del 2% dei partecipanti — solo 230 aspiranti guide stanno affrontando le fasi finali della procedura. Guide Future, il Comitato Nazionale per un equo e vero accesso alla Professione di Guida Turistica, ha assistito alle prime sessioni d’esame, raccogliendo osservazioni e testimonianze.

Lo svolgimento delle prove

La prova orale mattutina prevede l’estrazione di una busta contenente cinque siti tra gli oltre 500 della Sezione I del programma. Il candidato sceglie uno dei siti e dispone di circa dieci minuti per illustrarlo, integrando — dove possibile — collegamenti interdisciplinari alle materie previste dal bando. Segue una breve esposizione in lingua straniera. Nel pomeriggio si svolge la prova tecnico-pratica: il candidato estrae un sito tra quelli della Sezione III, visiona un video di un paio di minuti e simula una visita guidata del luogo, anche brevemente in lingua straniera. Nelle prime due giornate, 09 e 10 marzo, tutti i candidati e tutte le candidate presenti hanno superato le prove e ottenuto l’abilitazione (3 gli assenti).

Prime osservazioni

"Il livello di preparazione dei candidati è indubbiamente buono", osserva Francesca Pannuti, Presidente del Comitato Nazionale Guide Future. "Tuttavia, nella prova tecnico-pratica l’immersione nel contesto è difficile da ricreare, soprattutto quando si tratta di siti che i candidati non hanno mai visitato. Con i commissari nel ruolo di turisti, l’interazione è limitata e le domande sono rare, rendendo complesso riprodurre il contesto reale di una visita guidata". Pannuti aggiunge: "Le due prove, orale e tecnico-pratica, risultano quindi molto simili tra loro, quasi sovrapponibili. Non potendole accorpare per ragioni normative, sarebbe opportuno prevedere più commissioni parallele per rendere l’iter più rapido ed efficiente. Con l’attuale organizzazione serviranno, infatti, due mesi per esaminare poco più di 200 candidati".

Un tema di equità nella procedura

Il Comitato auspica che tutti i candidati preparati che hanno superato la prova scritta possano essere ora abilitati, considerata l’ampiezza del programma d’esame che stanno affrontando e il crescente bisogno di guide turistiche in molte aree del Paese. Resta tuttavia un tema evidente di equità. "Si delinea infatti un paradosso procedurale", prosegue Pannuti. "A una prova scritta che nei fatti ha funzionato come una tagliola, escludendo migliaia di candidati qualificati — molti con lauree e dottorati in discipline storico-artistiche — e introducendo elementi di forte aleatorietà tipici dei test a risposta multipla su programmi estremamente estesi, sembra ora seguire una fase orale prevalentemente orientata alla conferma dell’idoneità dei candidati rimasti".

Un programma d’esame fuori scala

Il vero nodo è ancora il programma d’esame, che comprende oltre 500 siti distribuiti su tutto il territorio nazionale. I candidati che affrontano ora le prove orali hanno dedicato circa 8-10 mesi di tempo e risorse ingenti a studiare centinaia di siti su tutto il territorio nazionale che in buona parte non hanno mai visitato e nei quali molto probabilmente non guideranno mai. Questo ha inevitabilmente sottratto tempo allo studio approfondito dei territori nei quali queste guide lavoreranno, verosimilmente, una volta abilitate. Costringere i candidati a preparare centinaia di siti distribuiti in tutta Italia non migliora la qualità della professione: disperde tempo, risorse economiche e competenze e sottrae energie allo studio delle discipline storico-artistiche, alla conoscenza approfondita dei territori in cui le guide lavoreranno e al raggiungimento di un’elevata padronanza della lingua straniera. "La guida turistica non è un’enciclopedia ambulante", sottolinea Pannuti. "È prima di tutto una profonda conoscitrice e interprete di un territorio, capace d coinvolgere, appassionare i visitatori e svolgere un ruolo di mediazione culturale".

Il nodo del programma d’esame

Le prime prove orali sembrano dunque confermare quanto il Comitato Nazionale Guide Future denuncia da mesi: il tema non è la severità dell’esame, ma la sua impostazione, a partire da un programma enciclopedico e sproporzionato rispetto alle competenze richieste dalla professione e al percorso d’esame di natura abilitante e non concorsuale per un numero limitato di posti disponibili. Il Comitato, che ha già raccolto quasi 4.000 firme, rilancia la petizione /Content/img/cookie-not-allowed.png e rinnova l’appello al MiTur affinché venga aperto un tavolo di confronto per ridefinire il programma e renderlo coerente con la natura abilitativa, e non concorsuale, dell’esame. È inoltre fondamentale conoscere, quanto prima, i tempi del prossimo bando, che per legge dovrebbe essere garantito con cadenza annuale.

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