Estate al via nei parchi divertimento: qualità, accessibilità e investimenti guidano la stagione 2026
AssoParchi: “La riduzione dell’IVA al 5% nel Regno Unito indica una strada concreta per sostenere domanda, consumi e occupazione”
Con il ponte del 2 giugno prende ufficialmente il via la stagione estiva dei parchi divertimento italiani. I grandi parchi acquatici riaprono a pieno regime, affiancando l’offerta già attiva dei parchi tematici e confermando un comparto che continua a investire in qualità dell’esperienza, sicurezza, accoglienza e accessibilità, nonostante l’aumento dei costi energetici e la pressione inflazionistica rendano più complesso mantenere un posizionamento competitivo.
Negli ultimi anni i parchi acquatici italiani hanno intrapreso un percorso di trasformazione che li avvicina ai modelli internazionali dei water theme park: ambientazioni immersive, spazi più vivibili e scenografici, servizi potenziati e un’offerta che supera la dimensione tradizionale di scivoli e piscine con le onde. Una direzione che coinvolge oltre 100 parchi acquatici presenti in Italia — 60 dei quali rappresentati da AssoParchi — e che si estende anche ai parchi tematici, dove le aree acquatiche stanno assumendo un ruolo sempre più centrale.
Le preferenze del pubblico: relax, benessere e ambientazioni immersive
Secondo una recente analisi condotta da GRS per l’Osservatorio AssoParchi, la prima motivazione di scelta dei visitatori è la presenza di aree relax e benessere, seguita dalle ambientazioni immersive e dagli spazi attrezzati per i bambini. Le attrazioni adrenaliniche si collocano solo al quarto posto, confermando una domanda sempre più orientata verso esperienze di qualità e fruizione lenta.
Pareschi: “Offerta competitiva, investimenti continui e prezzi contenuti”
«Il settore arriva a questo appuntamento con un’offerta che non ha nulla da invidiare ai migliori parchi europei» afferma Luciano Pareschi, Presidente AssoParchi. «Le imprese hanno continuato a investire nonostante l’aumento dei costi energetici, la spinta inflazionistica e un quadro regolatorio che non sempre favorisce la crescita. Per i parchi tematici i primi mesi dell’anno sono in linea con il 2025, mentre per i parchi acquatici la stagione è appena iniziata, ma le aspettative — clima permettendo — sono positive. In una fase in cui molti operatori turistici hanno aumentato i prezzi, i parchi hanno scelto una strada diversa: contenere il costo del biglietto e investire in promozioni e formule flessibili. È una scelta industriale, ma anche sociale».
IVA al 5%: il modello britannico come leva per sostenere la domanda
AssoParchi ribadisce la necessità di un intervento governativo che affianchi gli sforzi delle imprese, in particolare attraverso la riduzione dell’IVA sui biglietti, sul modello della recente decisione del Regno Unito, che per i mesi estivi ha portato l’imposta al 5% per parchi divertimento, parchi avventura, zoo, musei e attrazioni.
«La scelta britannica dimostra che la leva fiscale può sostenere in modo concreto l’accessibilità dell’offerta turistica, culturale e ricreativa» spiega Maurizio Crisanti, Direttore AssoParchi. «Ridurre l’IVA significa creare le condizioni perché le famiglie possano uscire di più e generare maggiore domanda. È una misura di politica economica che stimola i consumi interni, favorisce l’occupazione stagionale e produce benefici per i territori».
Un settore strategico per turismo, occupazione e sviluppo locale
Tra parchi a tema, acquatici, faunistici e avventura, il comparto conta oltre 400 strutture in Italia. Con 350 milioni di euro di fatturato dalla sola biglietteria, 21,1 milioni di visitatori certificati SIAE e 25.000 posti di lavoro diretti, i parchi divertimento rappresentano uno dei pilastri dell’industria turistica nazionale.
L’impatto complessivo sulla filiera del tempo libero è stimato in 8 miliardi di euro di indotto e circa 60.000 posti di lavoro, confermando il ruolo dei parchi come presidi di sviluppo, attrattività e attivazione economica per i territori.