Fiavet: la crisi del Golfo pesa 222 milioni sulle agenzie italiane
Paralisi operativa diffusa e perdite immediate e future: l’Osservatorio Fiavet fotografa un’emergenza che coinvolge la maggior parte delle agenzie di viaggio italiane
La situazione per le agenzie di viaggio italiane si è aggravata nelle ultime settimane a causa dell’instabilità geopolitica nel Medio Oriente e della conseguente chiusura degli spazi aerei. Un’indagine condotta dall’Osservatorio Fiavet Confcommercio tra le agenzie associate mostra una paralisi operativa diffusa e una serie di impatti economici diretti e prospettici che potrebbero minacciare la sopravvivenza di molte PMI.
Secondo i dati raccolti, il 65% delle agenzie gestisce più di 16 pratiche di crisi per unità operativa, mentre un terzo del campione (33%) affronta volumi superiori alle 30 pratiche. Non si tratta di un’emergenza isolata: la criticità interessa ormai la maggioranza delle imprese associate e si traduce in una pressione operativa senza precedenti. La perdita di fatturato media stimata nell’ultima settimana raggiunge i 38.800 euro per agenzia, con il 48% delle imprese che dichiara perdite superiori a 50.000 euro. Nella fascia più bassa, il 18% registra perdite tra 5.000 e 20.000 euro, e il 34% tra 20.001 e 50.000 euro.
Le destinazioni più colpite sono gli Emirati Arabi, con il 92% delle agenzie che segnala criticità operative, seguite dal Qatar (88%). Il fenomeno non è limitato alle destinazioni stesse: si tratta di un problema di natura infrastrutturale, legato alla riduzione dei collegamenti aerei verso il lungo raggio (Asia, Oceania e Oceano Indiano). In quest’area, il 38% delle prenotazioni è stato annullato e il 45% dei clienti ha deciso di congelare le pratiche in attesa della stabilizzazione dei voli, un dato che indica un danno futuro potenzialmente più grave del calo immediato. Solo il 17% dei viaggiatori ha accettato itinerari alternativi, confermando la difficoltà di riposizionare la domanda.
La stima complessiva delle perdite per il comparto, limitatamente al periodo di Pasqua e primavera, supera i 222 milioni di euro, con una media di 33.650 euro per singola agenzia. Il lungo raggio verso Cina, Thailandia, Maldive, India e Australia è particolarmente colpito, con quasi quattro viaggiatori su dieci che hanno deciso di annullare del tutto la prenotazione, e quasi la metà in attesa di sviluppi sulla situazione aerea.
Non sono risparmiati nemmeno i turisti in arrivo dall’area del Golfo e da Israele: il 45% delle agenzie che operano sull’incoming segnala blocchi totali, e il 32% registra già le prime cancellazioni di eventi e matrimoni, principali motivazioni di soggiorni di alto valore.
La gestione dei rimborsi rappresenta un ulteriore elemento di criticità. L’85% delle richieste viene respinta dalle compagnie assicurative, che si appellano alle clausole sugli “atti bellici”. Solo il 10% delle pratiche è accolto e il 5% è in fase di valutazione, costringendo le agenzie a sostenere direttamente l’onere economico e a mantenere la relazione con il cliente insoddisfatto.
Le prospettive per l’estate non sono più incoraggianti: il 62% degli agenti prevede un aumento dei costi della biglietteria aerea legato al rialzo del prezzo del greggio, con possibili richieste di integrazione ai clienti già prenotati. Solo il 9% segnala stabilità dei prezzi, verosimilmente grazie a politiche di hedging sul carburante già adottate dai vettori nei mesi precedenti.
Un aspetto cruciale riguarda l’informazione e la sicurezza dei viaggiatori. L’iscrizione preventiva al portale “Viaggiare Sicuri” rimane insufficiente: solo il 31% dei clienti effettua la registrazione prima della partenza, mentre il 55% si iscrive solo al momento della crisi, riducendo le possibilità di assistenza immediata in caso di emergenza. “In questo quadro quasi tutti i nostri associati chiedono un intervento istituzionale prima che sia troppo tardi – dichiara Luana De Angelis, vice presidente vicario f.f. di Fiavet Confcommercio – abbiamo realizzato questa ricerca istantanea per quantificare le perdite attuali e future, e valutare possibili soluzioni per prevenire il rischio di default delle nostre PMI”.
La vice presidente conclude sottolineando la necessità di misure concrete: “Se la crisi dovesse prolungarsi, sarà indispensabile prevedere ristori economici, sospensioni degli obblighi fiscali o moratorie su scadenze tributarie e contributive per le agenzie più esposte”.