Guide turistiche, cresce il malcontento: dalle criticità della professione alle polemiche sull'esame 2026
Federagit sollecita un confronto con il Ministero, mentre AGT raccoglie segnalazioni sulle prove dell'esame nazionale di abilitazione 2026.
Negli ultimi giorni il dibattito sul futuro della professione di guida turistica si è intensificato su due fronti paralleli. Da una parte, le associazioni di categoria denunciano l'assenza di un confronto istituzionale sulle questioni che incidono concretamente sull'esercizio della professione; dall'altra, continuano ad arrivare segnalazioni relative allo svolgimento dell'esame nazionale di abilitazione 2026, la prima procedura attuata dopo l'entrata in vigore della riforma del settore.
Federagit: "Serve un confronto sulle vere priorità della categoria"
La categoria delle guide turistiche chiede da tempo un incontro con il Ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi, senza aver finora ottenuto risposte. "Negli ultimi mesi abbiamo assistito a una grande attenzione verso le richieste di tour operator, compagnie crocieristiche e altri operatori del comparto turistico", afferma Micol Caramello, presidente di Federagit Confesercenti, "mentre le associazioni che rappresentano le guide turistiche continuano a non essere ascoltate. Eppure siamo i professionisti che ogni giorno raccontano il patrimonio culturale italiano ai visitatori di tutto il mondo". Secondo Federagit, il Ministero avrebbe concentrato i propri sforzi prevalentemente sull'aumento del numero delle guide abilitate, senza affrontare le questioni strutturali che riguardano la sostenibilità della professione. "Si sono organizzate procedure ed esami in tempi rapidissimi, giustificandoli con la necessità di immettere nuove guide sul mercato", prosegue Caramello, "ma nessuno sembra essersi posto il problema di quale sarà il futuro professionale di queste persone. Si continua a parlare di nuove abilitazioni senza affrontare il tema della sostenibilità economica della professione, delle tutele, della lotta all'abusivismo e delle condizioni di lavoro".
Le criticità ancora aperte della riforma
Pur riconoscendo nella Legge 190/2023 un passaggio importante per la disciplina della professione, Federagit evidenzia diversi aspetti ancora irrisolti. Tra questi figurano:
- il mancato rilascio del tesserino professionale definitivo, con le guide che continuano a operare con documentazione provvisoria;
- l'assenza di un confronto strutturato con il Ministero della Cultura sulle difficoltà di accesso ai siti culturali e museali;
- controlli ancora insufficienti contro l'abusivismo;
- la mancata valorizzazione dell'Elenco Nazionale delle Guide Turistiche come strumento di verifica e controllo. "Da anni ci sentiamo ripetere che le guide turistiche sono fondamentali per la qualità dell'offerta culturale italiana", osserva ancora Caramello, "ma quando si tratta di adottare misure concrete per tutelare la professione, garantire condizioni di lavoro dignitose e contrastare chi opera abusivamente, le risposte tardano ad arrivare o non arrivano affatto". Federagit ribadisce quindi la disponibilità al dialogo con tutta la filiera del turismo, sottolineando però che le decisioni sul futuro della professione dovrebbero essere condivise con le rappresentanze delle guide.
Le segnalazioni sull'esame nazionale 2026
Parallelamente, il Coordinamento AGT rende noto di continuare a ricevere segnalazioni da candidati e uditori sullo svolgimento delle prove orali e tecnico-pratiche dell'esame nazionale di abilitazione 2026.
Le testimonianze raccolte riguardano, tra l'altro, modalità operative che i candidati riferiscono non essere state illustrate preventivamente negli atti pubblici, differenze tra sottocommissioni, problemi tecnici di accesso alla piattaforma, prove non svolte, rinvii senza una nuova convocazione e incertezze nella comunicazione degli esiti. Il Coordinamento precisa di aver già raccolto, ordinato e trasmesso agli enti competenti gli elementi ricevuti e annuncia che proseguirà questa attività anche durante il prosieguo delle sessioni d'esame.
L'invito a utilizzare i canali istituzionali
Alla luce delle criticità emerse, AGT invita inoltre ogni candidato che abbia riscontrato problemi a presentare una segnalazione personale attraverso il portale istituzionale 'La Tua PA' dell'Ispettorato per la Funzione Pubblica. Secondo il Coordinamento, la raccolta centralizzata delle testimonianze consente di individuare eventuali ricorrenze e costruire un quadro complessivo della situazione, ma non sostituisce le segnalazioni individuali, che permettono all'autorità competente di valutare i singoli casi con riferimento alle specifiche sedute e alla relativa documentazione. Il Coordinamento ricorda inoltre che la segnalazione tramite 'La Tua PA' è distinta dalla richiesta di accesso agli atti, che resta lo strumento attraverso cui ciascun candidato può ottenere la documentazione amministrativa relativa alla propria posizione.