Halldis by Vita lancia il Vademecum 2026 sugli affitti brevi
Una guida pratica per proprietari, operatori e investitori
In un contesto di crescente attenzione verso gli affitti brevi, tra nuove regolamentazioni, dibattito politico e cambiamenti della domanda, Halldis by Vita propone il Vademecum 2026, uno strumento pratico pensato per orientare proprietari, aziende e investitori nelle scelte legate a locazioni brevi, medie e lunghe. La guida, basata su dati concreti e sull’esperienza diretta della società, non è teorica: vuole fornire indicazioni operative per chi gestisce immobili destinati a locazione temporanea.
Un mercato eterogeneo con ampi margini di crescita
Il Vademecum mette in luce la struttura del mercato italiano: i proprietari privati rappresentano la maggioranza assoluta (96% secondo AIGAB 2025), mentre solo una quota limitata di immobili – appena il 5,15% delle nuove residenze destinate alla locazione – è affidata a operatori professionali (Scenari Immobiliari, aprile 2025). Allo stesso tempo, il mercato presenta un potenziale ancora significativo: in Italia ci sono 9,6 milioni di seconde case non utilizzate e circa 640.000 unità attive nel mercato delle locazioni temporanee.
Dal lato della domanda, il Vademecum evidenzia trend ormai consolidati: saturazione record delle notti extra-alberghiere (AirDNA, VRWS 2025), crescita dei soggiorni medio-lunghi per studenti, manager e professionisti, e un’attenzione crescente al prezzo da parte delle famiglie (AIGAB 2025). I format ibridi come i serviced apartments mostrano una dinamica costante (+6% nell’estate 2024) e un potenziale di crescita del 15% nel triennio 2025–2028.
Strumenti per una gestione efficace
La guida analizza i principali modelli contrattuali nel property management – dal mandato con rappresentanza a quello senza, dalle locazioni brevi a quelle medie e lunghe, fino ai contratti di management e ai serviced apartments – fornendo indicazioni per individuare la soluzione più adatta in base al profilo del proprietario, alle caratteristiche dell’immobile e alla normativa locale.
“Nel dibattito sugli affitti brevi si parla spesso di divieti e vincoli, ma meno di come funziona realmente il mercato – sottolinea Michele Diamantini, CEO di Halldis by Vita. – Oggi solo l’1,4% delle case italiane è destinato agli affitti brevi, mentre oltre nove milioni restano vuote. La differenza la fa una gestione professionale, capace di scegliere il canale giusto e garantire qualità, sicurezza e redditività.”
Anche sul fronte degli investimenti, il mercato sta entrando in una fase di maggiore maturità. Secondo Michelangelo Ripamonti, Responsabile Hospitality Investments di Castello SGR, “la domanda si diversifica e modelli gestiti come il mid-term e i serviced apartments diventano sempre più rilevanti. Le opportunità ci sono, a patto di puntare su standard elevati e sui corretti canali distributivi. Il Vademecum 2026 aiuta a leggere questa trasformazione e a prendere decisioni più consapevoli”.