Immagine di sfondo della pagina Jorge Llosa (PROMPERÚ): “Così il Perù punta su autenticità e turismo rigenerativo”
19 maggio 2026

Per anni il Perù ha rappresentato nell’immaginario dei viaggiatori una meta quasi iniziatica: Machu Picchu, le civiltà millenarie, i paesaggi andini e una delle gastronomie più sorprendenti al mondo. Oggi, però, la destinazione sta vivendo una nuova fase evolutiva. Accanto ai grandi simboli del Paese emergono narrazioni contemporanee che parlano di turismo comunitario, sostenibilità, valorizzazione dei territori meno conosciuti e coinvolgimento diretto delle comunità locali. Anche il mercato italiano continua a mostrare segnali incoraggianti, con una crescita costante degli arrivi e un interesse sempre più orientato verso esperienze autentiche e ad alto valore esperienziale. Ne parliamo con Jorge Llosa, Consigliere Economico Commerciale di PROMPERÚ in Italia (OCEX Milano), per capire quali sono le strategie, i trend e le nuove direttrici che stanno ridefinendo il futuro turistico del Paese.

D: Come sta evolvendo il turismo verso il Perù negli ultimi anni, sia a livello globale sia dal mercato italiano, e quale peso specifico ha oggi l’Italia nella vostra strategia di sviluppo? 

R: Il mercato italiano sta registrando una crescita solida e costante. Nel 2025, gli arrivi hanno raggiunto quota 62.183 visitatori, segnando un incremento del 12% rispetto al 2024. Il trend positivo prosegue anche nel 2026: nel primo trimestre sono stati registrati 10.152 arrivi, con un aumento del 5% rispetto allo stesso periodo del 2025. 

D: Quali sono oggi i principali mercati internazionali di riferimento per il Perù e quali trend di domanda state osservando in termini di tipologie di viaggiatori? 

R: L’Europa continua a rappresentare un’area strategica per il Perù, con mercati chiave come Spagna, Germania, Francia e Italia, che mostrano dinamiche di recupero solide. Nel primo trimestre del 2026, la Spagna ha registrato la crescita più significativa (+12%), seguita dalla Germania (+7%) e dall’Italia (+5%).
Dal punto di vista del profilo dei viaggiatori, si osserva una crescente presenza di target più giovani e orientati all’esperienza, in particolare nella fascia 25–34 anni, che rappresenta una quota rilevante degli arrivi. Allo stesso tempo, i visitatori europei continuano a distinguersi per un’elevata capacità di spesa e per una permanenza più lunga, con una media di circa due settimane o più. Un’altra tendenza significativa è rappresentata dall’equilibrio tra viaggiatori indipendenti e turismo organizzato, riflesso di una domanda al contempo flessibile e strutturata. Nel complesso, il Perù attrae viaggiatori alla ricerca di esperienze significative e ricche di contenuti culturali, caratterizzate da un forte legame con l’identità locale.

D: Il turismo rigenerativo è sempre più centrale nel dibattito globale: come si traduce concretamente in Perù e quali progetti state portando avanti per trasformarlo in un modello operativo e non solo teorico? 

R: In Perù, il turismo rigenerativo si traduce già in azioni concrete attraverso un quadro istituzionale e normativo strutturato. Piuttosto che configurarsi come un obiettivo futuro, questo approccio è infatti integrato nell’attuale modello di sviluppo turistico del Paese. Strumenti legislativi, come la Legge Generale del Turismo, insieme a strategie legate al turismo comunitario e ai principi dell’economia circolare, forniscono una solida base operativa. Tali iniziative sono concepite per garantire che il turismo contribuisca attivamente alla conservazione ambientale, alla tutela del patrimonio culturale e al benessere sociale. L’approccio non si limita a ridurre l’impatto, ma punta a generare effetti positivi, come il rafforzamento delle economie locali, la protezione degli ecosistemi e il miglioramento complessivo della qualità dell’esperienza turistica. In questo senso, il turismo in Perù viene sempre più inteso come un motore di rigenerazione, capace di creare valore nel lungo periodo sia per le destinazioni sia per le comunità locali.

D: In che modo il coinvolgimento delle comunità locali entra nella vostra offerta turistica e quali benefici reali sta generando sul territorio, sia in termini economici che sociali? 

R: Il coinvolgimento delle comunità locali rappresenta un pilastro centrale della strategia turistica del Perù ed è profondamente integrato nell’esperienza del visitatore. Attraverso modelli strutturati di turismo comunitario, le popolazioni locali sono direttamente coinvolte nell’offerta di servizi di accoglienza, nelle attività di guida e nella condivisione di tradizioni culturali e conoscenze ancestrali. Questo approccio genera benefici concreti su più livelli. Dal punto di vista economico, crea nuove fonti di reddito e opportunità di occupazione, in particolare nelle aree rurali. Sul piano sociale, contribuisce alla tutela del patrimonio culturale, rafforzando l’identità locale e favorendo la trasmissione delle tradizioni tra le generazioni. Al contempo, promuove uno sviluppo territoriale più equilibrato, distribuendo i flussi turistici anche oltre le destinazioni più consolidate. Ne deriva un modello in cui il turismo si configura come uno strumento di crescita inclusiva e sostenibile. Tale modello trova espressione in esperienze emblematiche come la Riserva Nazionale di Paracas, nella regione di Ica, riconosciuta a livello internazionale per la gestione sostenibile e il coordinamento tra conservazione, turismo e sviluppo locale, così come nella Riserva Nazionale del Titicaca, nella regione di Puno, dove il turismo comunitario consente ai visitatori di conoscere stili di vita ancestrali, artigianato e gastronomia locale, contribuendo al benessere delle famiglie e alla conservazione dell’ecosistema lacustre.

D: Quali iniziative state sviluppando in collaborazione con il trade italiano per rafforzare la conoscenza e la vendibilità della destinazione sul mercato? 

R: La collaborazione con il trade turistico italiano continua a rappresentare una priorità strategica, in quanto svolge un ruolo fondamentale nel trasformare l’interesse in scelte di viaggio concrete. Le attività sono incentrate sul rafforzamento della conoscenza e della visibilità della destinazione attraverso una combinazione di iniziative formative e promozionali. Tra queste rientrano programmi di formazione continuativa rivolti ad agenti di viaggio e tour operator, finalizzati ad approfondire la conoscenza dell’ampia e diversificata offerta turistica del Perù. Parallelamente, vengono sviluppate iniziative di marketing congiunto e campagne di co-marketing per incrementare la visibilità sui diversi canali. Sono inoltre organizzati regolarmente viaggi di familiarizzazione, che consentono agli operatori del settore di vivere in prima persona l’esperienza della destinazione, facilitandone un posizionamento più efficace all’interno della propria offerta. La partecipazione alle principali fiere di settore ed eventi di riferimento contribuisce ulteriormente a consolidare le relazioni e a sostenere lo sviluppo del mercato, garantendo un dialogo costante con la rete distributiva italiana. Nel 2026, inoltre, a seguito del roadshow “Perú Uncovered” realizzato nel 2025 in Spagna, Francia e Italia, questi mercati rafforzeranno il proprio impatto attraverso la “Peru Uncovered Business Roundtable” a Lima. L’evento sarà finalizzato a promuovere l’offerta turistica del Paese e includerà un Fam Trip dedicato a 12 tour operator europei, con l’obiettivo di consolidare le partnership e rafforzare il posizionamento della destinazione.

D: Sul fronte della connettività aerea, quali sono oggi le principali opportunità e criticità per raggiungere il Perù dall’Italia e che prospettive si aprono nel breve-medio periodo? 

R: La connettività aerea rappresenta un fattore chiave nello sviluppo delle destinazioni a lungo raggio come il Perù. I collegamenti tra l’Italia e Lima prevedono voli con scalo, con diverse opzioni disponibili tramite i principali hub europei, tra cui Madrid, Parigi e Amsterdam. Le varie compagnie aeree e la diversità degli orari offrono flessibilità, permettendo di scegliere la soluzione più adatta in base alla rotta selezionata. 

D: Infine, quali sono le principali novità di prodotto su cui state puntando per rendere il Perù una destinazione sempre più attrattiva e contemporanea, anche per un pubblico che cerca esperienze nuove e autentiche? 

R: Il Perù continua a evolvere la propria offerta turistica per allinearsi alle aspettative dei viaggiatori contemporanei, sempre più orientati verso esperienze significative, distintive e coinvolgenti. L’attenzione è rivolta alla diversificazione dei prodotti, valorizzando al contempo l’autenticità e la profondità della destinazione. Particolare attenzione è dedicata al turismo comunitario, agli itinerari culturali e alle esperienze che consentono ai visitatori di entrare in contatto diretto con la vita locale. Anche il turismo naturalistico rappresenta un ambito strategico di sviluppo. Il Perù ospita 84 dei 117 ecosistemi presenti sul pianeta e dispone di 78 aree naturali protette, tra cui la Riserva Nazionale di Paracas, la Riserva Nazionale di Tambopata e il Parco Nazionale del Manu. Questo patrimonio offre un contesto ideale per viaggiatori e appassionati di natura attenti alla sostenibilità ambientale, consentendo loro di esplorare ecosistemi incontaminati e, al tempo stesso, contribuire agli sforzi di conservazione promossi dalle comunità locali e dalle autorità nazionali. La gastronomia continua a rappresentare un asset di grande valore, con un crescente riconoscimento internazionale che attrae viaggiatori con un forte interesse per l’esperienza culinaria. Il Perù ospita alcuni dei migliori ristoranti al mondo, come Central e Maido, il cui successo internazionale va oltre l’eccellenza gastronomica: essi promuovono un modello che valorizza la biodiversità, l’approvvigionamento locale e filiere responsabili. Parallelamente, si registra una crescente attenzione nella promozione di regioni meno conosciute, quali Amazonas, Áncash, La Libertad e Lambayeque, con l’obiettivo di favorire una distribuzione più equilibrata dei flussi turistici e introdurre nuove narrazioni oltre alle destinazioni più consolidate. Nel complesso, l’obiettivo è posizionare il Perù come una destinazione capace di coniugare i propri elementi iconici con un’offerta contemporanea, dinamica ed evolutiva, in grado di attrarre un’ampia gamma di viaggiatori a livello globale.

Gaia Guarino

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