Immagine di sfondo della pagina Mercato alberghiero, Confindustria Alberghi: cresce la fiducia dei capitali internazionali. “Ora una legge per favorire le aggregazioni”
21 luglio 2026

L’Italia continua a rafforzare la propria posizione nel mercato alberghiero internazionale. L’ultimo report di JLL Italia, “Italian Hotel Investment Outlook and Strategy Survey”, registra acquisizioni per 370 milioni di euro nel primo semestre 2026, di cui 200 milioni legati a progetti di riconversione immobiliare, e conferma che quasi l’80% degli investitori istituzionali, private equity e family office prevede di aumentare la propria esposizione sugli hotel italiani nei prossimi 12-24 mesi. Un interesse che non si concentra più esclusivamente sulle grandi città, ma si estende a nuove destinazioni come il Lago di Como e la Sicilia, con l’ingresso di capitali provenienti da Asia, Medio Oriente e Sud America.

Per Confindustria Alberghi si tratta di un segnale positivo per l’intero comparto. «Sono dati che confermano quanto il nostro Paese sia oggi al centro dell’attenzione degli investitori globali – afferma Elisabetta Fabri, Presidente di Confindustria Alberghi – e questo è un ottimo segnale per tutto il turismo italiano. Ma proprio questa crescita di interesse deve spingerci a fare chiarezza su un punto: l’Italia è il primo Paese in Europa per numero di hotel, ma resta tra i mercati con la più bassa percentuale di penetrazione delle catene, con una prevalenza di strutture indipendenti e a conduzione familiare. È una ricchezza identitaria che va preservata, non ostacolata, per evitare che la frammentazione del settore e passaggi generazionali sempre più complessi spingano molte imprese familiari a cedere il passo a capitali privi di legame con il territorio, anziché crescere e aggregarsi restando italiane».

Da qui la richiesta dell’Associazione di introdurre una misura normativa contro la frammentazione dimensionale delle imprese del settore. La proposta punta alla rivalutazione dei beni strumentali – materiali e immateriali, incluso l’avviamento – per consentire alle aziende alberghiere e termali di rafforzare i bilanci, attrarre capitali e affrontare i passaggi generazionali attraverso processi di aggregazione.

«La leadership internazionale dell’ospitalità italiana – prosegue Fabri – si costruisce anche dando alle nostre imprese, spesso piccole e familiari, gli strumenti per crescere di dimensione, modernizzare il proprio patrimonio e competere alla pari con i grandi gruppi internazionali, senza perdere ciò che ci rende unici nel mondo. Una norma contro la frammentazione dimensionale andrebbe esattamente in questa direzione: favorire l’aggregazione tra imprese italiane, tutelandone l’anima e l’identità. Solo così potremo continuare ad attrarre capitali internazionali restando protagonisti, e non spettatori, della crescita del nostro settore».

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