Immagine di sfondo della pagina Open air protagonista dell’estate 2026: cresce la vacanza esperienziale

Nonostante i rincari e l’incertezza economica continuino a pesare sui portafogli delle famiglie e il contesto geopolitico alimenti preoccupazioni, la voglia di vacanza degli italiani non si arresta. Per l’estate 2026 il 57% degli italiani ha in programma almeno un soggiorno con pernottamento, una quota che sale addirittura al 90% tra chi lo scorso anno ha scelto una vacanza open air, segno di una fedeltà crescente verso questa formula di viaggio. È quanto emerge dalla nuova rilevazione dell’Osservatorio estivo del turismo open air, realizzata da Istituto Piepoli per conto di Human Company, gruppo italiano e player di riferimento nel settore dell’hospitality.
 
Il calendario si allarga: giugno e settembre guadagnano terreno

Se luglio e agosto restano i mesi preferiti, si conferma la tendenza a destagionalizzare le partenze: settembre sale al 29% delle preferenze, mentre giugno raggiunge il 12% (15% tra i vacanzieri outdoor). A guidare questa scelta è soprattutto il risparmio economico, indicato dal 46% degli intervistati (53% tra chi predilige l’outdoor), seguito dalla ricerca di destinazioni meno affollate (45% in generale, 43% per l'open air) e da un clima più mite (33%) - motivazione, quest'ultima, che pesa meno per i vacanzieri outdoor (26%), probabilmente perché già abituati a vivere la vacanza a stretto contatto con la natura.
 
Buone notizie anche sul fronte della durata dei soggiorni: il saldo tra chi prevede vacanze più lunghe e chi le accorcerà si azzera per la prima volta, dopo il -13% del 2023 e il -3% dell'anno scorso: il 52% dei rispondenti manterrà la stessa durata delle vacanze passate, segnale di una ritrovata stabilità nelle abitudini di viaggio e il superamento della tendenza a ridurre i giorni di pernottamento.
 
L’open air non è più solo una scelta di convenienza

Il 26% di chi ha già deciso di partire durante l’estate 2026 pensa di soggiornare in una struttura outdoor (campeggio, villaggio, glamping, agriturismo), in ulteriore crescita rispetto al 22% del 2024 e al 23% del 2025. A motivare questa preferenza non sono più solo ragioni di budget: al primo posto c’è il desiderio di libertà (38%), seguito dal contatto con la natura (29%) e dalla possibilità di fare molte attività (24%); le motivazioni economiche infatti scendono al 21%.
 
Le aspettative verso queste strutture si fanno però più esigenti: il 71% degli italiani si aspetta uno staff preparato e attento alle esigenze degli ospiti, il 69% chiede aree comuni curate e non solo funzionali, mentre il 67% è interessato alla valorizzazione del territorio circostante attraverso l’organizzazione e la promozione di attività ed esperienze dedicate; il 70% utilizza i canali digitali per informarsi e prenotare pur continuando a valorizzare il contatto umano durante il soggiorno, mentre per il 64% assumono un ruolo centrale i servizi pre-partenza.
 
Mare in testa, ma cresce la voglia di destinazioni alternative

Il mare resta la meta preferita degli italiani (58%), pur in leggera flessione rispetto agli anni scorsi, davanti alle vacanze culturali nelle città d’arte (21%) e alla montagna (16%). Tra chi opta per l’outdoor, invece, il profilo si differenzia: accanto al mare (55%) crescono montagna (20%), escursionismo (14%), enogastronomia (9%) e vacanze rurali (8%), a conferma di una domanda outdoor sempre più orientata verso la connessione autentica con il territorio.
 
Italia sempre favorita, ma con qualche cautela verso l’estero


Il 78% degli italiani propensi a partire resterà nel Belpaese (83% tra gli amanti dell'outdoor), contro il 22% che sceglierà l’estero. Sicilia, Puglia e Toscana guidano le preferenze nazionali mentre tra i vacanzieri outdoor spiccano Puglia (16%), Toscana (14%) e Sicilia (13%). Il contesto internazionale pesa in particolare sulle mete più lontane o percepite come instabili: il 39% degli italiani si dichiara meno propenso a scegliere Medio Oriente e Africa settentrionale, il 36% guarda con maggiore cautela alle destinazioni di lungo raggio (come, per esempio Stati Uniti, Asia e America meridionale), mentre l’impatto è più contenuto su Europa occidentale (27%) e Paesi confinanti (26%).
 
Budget in crescita, ma con maggiore attenzione

La spesa media prevista per la vacanza 2026 si attesta intorno ai 1.993 euro, in ulteriore aumento rispetto ai 1.700 euro del 2024 e in continuità con i 1.949 euro del 2025. Tra chi preferisce l’outdoor il budget medio resta più elevato, circa 2.350 euro (in leggera diminuzione rispetto al dato del 2025 pari €2.680), evidenziando come questa tipologia di vacanza sia ogni anno sempre più associata a un’esperienza premium e di qualità. In entrambi i casi l’alloggio è la voce di spesa principale, seguita dai costi di viaggio e dalla ristorazione.
 
Il caro-vita resta la preoccupazione numero uno dei viaggiatori

Il 70% degli italiani propensi a partire dichiara che l’aumento di bollette, generi alimentari e carburanti ha influito molto o abbastanza sulle proprie scelte di vacanza, una percentuale che sale al 77% tra chi predilige l’outdoor. Anche tra chi ha deciso di rinunciare del tutto alle vacanze (43% del campione), il motivo economico resta prevalente, indicato dal 41% dei rispondenti, seguito da ragioni di salute (38%) e impegni familiari (22%).

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