Immagine di sfondo della pagina Osservatorio AIDIT: nove agenzie su dieci registrano ancora vendite in calo. La crisi non è finita, ma la curva smette di peggiorare
05 giugno 2026

Il turismo organizzato continua a muoversi in un contesto di forte incertezza. La rilevazione di maggio dell’Osservatorio AIDIT, condotta su un campione di 274 agenzie di viaggio distribuite sul territorio nazionale, conferma che il settore non ha ancora invertito la rotta: il 90% delle agenzie registra vendite in calo rispetto allo scorso anno e quasi la totalità indica nei media il principale fattore che frena la domanda. La crisi non è conclusa, ma almeno mostra un primo segnale di stabilizzazione dopo mesi di peggioramento continuo.

Il dato più evidente riguarda la distanza tra rischio percepito e rischio reale. Le agenzie lavorano in un clima dominato da un senso di insicurezza alimentato da notizie allarmistiche, spesso non verificate. L’esempio più citato dagli operatori è la falsa informazione secondo cui “il carburante per gli aerei sta finendo”, una notizia che da sola ha generato un’ondata di cancellazioni e richieste di chiarimento. L’87,6% delle agenzie ritiene che i media influenzino in modo molto negativo la domanda e il 94,5% si trova quotidianamente a dover smentire informazioni errate ai clienti. I telegiornali nazionali sono percepiti come il canale più responsabile dell’allarmismo, seguiti dai social network e dai quotidiani online.

Il quadro congiunturale resta complesso. Nelle ultime quattro settimane il 74,7% delle agenzie dichiara un business in calo e per quasi la metà si tratta di una flessione definita “forte”. Nel confronto con lo stesso periodo del 2025, nove agenzie su dieci segnalano vendite in diminuzione. Le perdite si concentrano soprattutto nella fascia compresa tra il –10% e il –25%, ma quasi un terzo del campione stima un calo superiore al –25%. Non è la disponibilità di spesa a mancare, quanto piuttosto una prudenza diffusa che modifica i comportamenti di acquisto: i clienti cercano sicurezza, prezzo e flessibilità, prenotano più sotto data, chiedono più preventivi e mostrano una fiducia inferiore rispetto a un mese fa.

La geografia della domanda riflette questa dinamica. Le destinazioni più penalizzate sono Medio Oriente, Nord Africa e l’asse Turchia–Giordania, mentre arretrano anche Stati Uniti e Asia. Crescono invece le mete percepite come più sicure e vicine: il Mare Italia, l’Europa mediterranea e le crociere nel Mediterraneo. Quando un cliente rinuncia a una destinazione ritenuta “a rischio”, le alternative più proposte sono Spagna, Baleari, Canarie, Italia e Grecia.

Le prospettive per il prossimo trimestre restano caute. Il 47,3% delle agenzie prevede un ulteriore calo delle prenotazioni, mentre il 31,9% si attende una stabilità e il 20,9% una possibile crescita. La richiesta principale rivolta alle Istituzioni riguarda il bisogno di supporto e riconoscimento, insieme alla necessità di linee guida ufficiali da condividere con i clienti, a conferma che la principale emergenza è oggi comunicativa e reputazionale.

Il Presidente di Aidit, Domenico Pellegrino, sintetizza così il sentiment del settore: «I nostri agenti non stanno raccontando una crisi della voglia di viaggiare: gli italiani vogliono ancora partire. Stanno raccontando una crisi di fiducia, alimentata da una narrazione spesso allarmistica e non verificata. Quando il 95% delle agenzie passa le giornate a smentire notizie false — dal carburante che finisce alle destinazioni “off limits” — il danno economico è reale e misurabile. Chiediamo alle Istituzioni e ai media un’informazione responsabile e dati certi: è il modo più efficace per proteggere imprese, lavoro e il diritto delle persone a viaggiare in sicurezza».

L’analisi dell’Osservatorio mostra una dinamica chiara. L’indice che misura il sentiment delle vendite, positivo in autunno (+0,20 a ottobre 2025), è scivolato in territorio negativo in inverno (–0,35 a dicembre) fino a toccare il minimo storico ad aprile 2026 (–1,65), in coincidenza con l’acuirsi della crisi mediorientale e della diffusione di notizie allarmistiche. A maggio si registra un primo assestamento (–1,10): il clima resta negativo, ma la curva risale di oltre mezzo punto rispetto al minimo, segnale di una possibile stabilizzazione. L’indice dell’andamento corrente migliora, mentre quello relativo al confronto con l’anno precedente resta fermo sui livelli più bassi. La crisi, dunque, non è finita; semplicemente ha smesso di peggiorare.

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