Immagine di sfondo della pagina Osservatorio AIDIT: turismo organizzato in peggioramento, pesa la crisi di fiducia
23 aprile 2026

Il turismo organizzato italiano entra in una fase di contrazione diffusa. A evidenziarlo è l’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio AIDIT Federturismo Confindustria, realizzato il 21 aprile 2026 su un campione di 336 agenzie di viaggio, che segnala un netto peggioramento rispetto alla rilevazione precedente.

I dati indicano un deterioramento rapido del mercato: il 94,3% delle agenzie registra un calo del business, in aumento rispetto all’83,5% di poche settimane prima, mentre il 70,3% parla di una contrazione marcata (era l’11,5%). Nessun operatore prevede una crescita nel 2026. Un’evoluzione che segna il passaggio da una fase di difficoltà a una condizione strutturata di contrazione.Accanto alla flessione delle vendite, emerge con forza il rallentamento delle decisioni di acquisto: il 61% delle agenzie segnala un posticipo delle scelte da parte dei clienti. Il fenomeno viene ricondotto non tanto a una crisi della domanda, quanto a una crisi di fiducia, che coinvolge il 67,5% dei viaggiatori. Il cliente continua a voler viaggiare, ma con un approccio più prudente e orientato alla valutazione del rischio.

Tra i fattori che incidono maggiormente sull’incertezza, l’Osservatorio evidenzia il ruolo dell’informazione, in particolare sul tema del carburante aereo. Il 53% dei clienti manifesta preoccupazioni legate al jet fuel, più che per il conflitto (30,4%) o per l’aumento dei costi (15,7%). Nel complesso, i viaggiatori risultano più confusi (63,7%), più prudenti (15,4%) e con una crescente esigenza di consulenza (14,5%).

L’impatto mediatico è rilevante: il 100% degli operatori segnala effetti significativi dei media sulla domanda e il 77% attribuisce loro un ruolo determinante nel calo delle vendite. Il 93% delle agenzie dichiara inoltre di dover correggere informazioni errate o distorte. Ne deriva una maggiore complessità nella gestione commerciale, con un aumento dei tempi di consulenza e un ulteriore rallentamento dei processi decisionali.

Sul fronte delle destinazioni, si registra una revisione delle scelte: oltre all’azzeramento pressoché totale del Medio Oriente, risultano penalizzati Egitto (45%) e Turchia (37,8%), mentre resta debole il Nord America, con gli Stati Uniti al 10,5%. Crescono invece le opzioni percepite come più sicure e vicine, tra cui Italia (57,7%), Europa per short break (18,1%) e crociere (12,9%). In questo scenario si rafforza il ruolo delle agenzie di viaggio come punto di riferimento per interpretare il contesto e orientare i clienti. Il 96,1% degli operatori chiede strumenti mediatici per contrastare la disinformazione. Tra le esigenze evidenziate anche un maggiore riconoscimento istituzionale del ruolo degli agenti (49,1%), linee guida ufficiali da condividere con i clienti (35,5%) e strumenti assicurativi più accessibili (9,3%).

“I dati evidenziano un peggioramento netto e rapido del mercato, ma anche una chiave di lettura precisa: non siamo di fronte a una crisi della domanda turistica, ma a una crisi di fiducia che blocca il processo decisionale”, dichiara Domenico Pellegrino, presidente di AIDIT Federturismo Confindustria. “In questo contesto, l’esposizione mediatica su temi come il jet fuel sta contribuendo ad amplificare l’incertezza, generando percezioni non sempre allineate alla realtà operativa. Il risultato è un cliente più informato, ma anche più disorientato”.

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