Piano Nazionale Aeroporti 2026-2035: la rete pugliese diventa modello unico in Italia
Il nuovo piano illustrato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti punta su intermodalità, sostenibilità e digitalizzazione.
Il Nuovo Piano Nazionale Aeroporti 2026-2035, presentato a Roma dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, delinea la strategia per lo sviluppo del trasporto aereo italiano nei prossimi dieci anni, con l’obiettivo di rispondere alla crescita della domanda di mobilità di passeggeri e merci e di accelerare i processi di innovazione, digitalizzazione e sostenibilità del comparto.
Il documento si inserisce in un quadro più ampio di pianificazione della mobilità nazionale e si integra con le linee del PNRR, puntando a una rete aeroportuale più connessa e funzionale ai principi di intermodalità e transizione ecologica. Uno dei punti centrali del piano riguarda il riconoscimento del modello pugliese come unica rete aeroportuale già strutturata a livello nazionale. Nel testo viene infatti evidenziato il ruolo del sistema regionale come riferimento per l’evoluzione verso 13 sistemi aeroportuali integrati, in linea con la Direttiva UE 2009/12 recepita dalla legge n. 27/2012. Secondo il presidente di Aeroporti di Puglia Antonio Maria Vasile, il riconoscimento rappresenta la conferma di una strategia avviata negli anni: la costruzione di un sistema aeroportuale basato su cooperazione tra scali, sostenibilità, digitalizzazione e innovazione.
“Il fatto che il modello Puglia venga assunto come riferimento per l’evoluzione della rete nazionale in 13 sistemi integrati aeroportuali è motivo di orgoglio, perché certifica la validità della scelta compiuta anni fa”, ha dichiarato Vasile, sottolineando come la logica di rete abbia rafforzato la competitività regionale.
Nel nuovo assetto, l’aeroporto di Bari Karol Wojtyla Airport viene confermato tra gli scali di rilevanza internazionale, consolidando il suo ruolo di porta d’accesso del Mezzogiorno e del Mediterraneo. L’aeroporto di Foggia Gino Lisa Airport rientra invece tra gli scali di interesse nazionale, segnando un recupero rispetto alla precedente pianificazione del 2015. Particolare rilievo assume anche Taranto-Grottaglie Airport, individuato come scalo strategico per lo sviluppo del cargo e soprattutto come primo spazioporto nazionale destinato alle operazioni di accesso allo spazio, con un posizionamento legato alle nuove economie dell’aerospazio. Per Brindisi Airport il piano valorizza invece le attività di innovazione tecnologica e digitalizzazione, in particolare attraverso lo sviluppo di sistemi di controllo remoto e torri digitali per la gestione del traffico aereo.
Nel complesso, il Piano Nazionale Aeroporti 2026-2035 ridisegna la struttura del sistema italiano secondo logiche di integrazione, resilienza e sostenibilità, con l’obiettivo di rafforzare la competitività del Paese nel settore dell’aviazione civile e allinearlo agli standard europei e internazionali in materia di decarbonizzazione e innovazione tecnologica.