Immagine di sfondo della pagina Progressi ambientali del settore crocieristico: consumi ed emissioni in forte calo in Europa
16 settembre 2026

Il settore crocieristico accelera sulla sostenibilità. È quanto emerge dall’Environmental Technologies and Practices 2026, il rapporto annuale di CLIA che monitora l’adozione di tecnologie e pratiche ambientali sulle navi da crociera. In Europa, tra il 2018 e il 2025, il consumo medio di carburante per nave è diminuito del 18,5% e le emissioni medie di CO₂ del 19,4%, secondo i dati dell’Agenzia europea per la sicurezza marittima. Un trend che conferma l’impatto degli investimenti effettuati dalle compagnie per rendere la flotta più efficiente.

La transizione energetica procede anche sul fronte dei combustibili. Le navi dotate di motori multi‑fuel, capaci di utilizzare carburanti convenzionali e carburanti a basse o zero emissioni, sono passate da una sola unità nel 2018 alle 30 del 2026, con una previsione di 56 entro il 2030 e 69 nel 2039. Parallelamente, l’utilizzo dell’olio combustibile tradizionale è sceso dal 74,2% al 60,6%, mentre cresce il ricorso a carburanti alternativi come il GNL, passato dallo 0,3% al 6,9%.

Un altro fronte chiave riguarda l’alimentazione elettrica da terra. Le navi predisposte per collegarsi alla rete elettrica in porto sono più che triplicate dal 2018, passando da 55 a 193 unità, pari al 65% della flotta. Tuttavia, la disponibilità delle infrastrutture resta limitata: solo 41 porti nel mondo, meno del 3%, dispongono di almeno una banchina elettrificata. Una criticità che rischia di rallentare l’efficacia degli investimenti delle compagnie, soprattutto in vista degli obblighi previsti dal pacchetto europeo Fit for 55, che impone l’OPS nei principali porti entro il 2030.

«Le compagnie stanno investendo in nuovi combustibili, motori multi‑fuel e tecnologie che rendono la flotta sempre più efficiente e sostenibile», ha dichiarato Bud Darr, Presidente di CLIA. «Ma perché questi investimenti siano efficaci occorre una collaborazione tra governi, porti e operatori energetici, affinché i nuovi combustibili rinnovabili e puliti siano disponibili su larga scala, in sicurezza e a prezzi competitivi, sostenuti da adeguate infrastrutture». Il rapporto evidenzia inoltre progressi significativi su altri indicatori ambientali: l’adozione di sistemi avanzati per il trattamento delle acque reflue, l’aumento delle navi dotate di riduzione catalitica selettiva per gli ossidi di azoto, la diffusione dei digestori microbici per la gestione dei rifiuti alimentari e le prime sperimentazioni della tecnologia “waste‑to‑energy”.

CLIA rappresenta compagnie che coprono il 95% della capacità passeggeri globale, insieme a porti, cantieri navali, fornitori di servizi marittimi e agenti di viaggio specializzati. L’associazione promuove politiche e pratiche per operazioni sicure e sostenibili, con l’obiettivo di raggiungere emissioni nette zero entro il 2050.

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